BLOGGER TEMPLATES AND TWITTER BACKGROUNDS »
Visualizzazione post con etichetta tg5. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tg5. Mostra tutti i post

mercoledì 22 aprile 2009

INVADERE PER INFORMARE?

Fino a dove può spingersi una telecamera e qual'è il confine tra diritto di cronaca e morbosità? Come se non bastassero il plastico di Cogne e la bicicletta insanguinata di Garlasco, il disastro in Abruzzo ci mette brutalmente di fronte a questa domanda. Nel reality show globale (youtube, social network, etc.) individuare il limite oltre il quale l'informazione diventa voyeurismo e la solidarietà cattivo gusto è difficile, nella misura in cui spesso non ci si pone il problema.

Ma Striscia la Notizia lo fà: l'irriverente programma di Antonio Ricci da vent'anni non perde occasione di denunciare derive e storture, neanche quando sono targate Mediaset.

Con questo spirito Striscia manda in onda le immagini del primo matrimonio officiato a L'Aquila dopo il terremoto: le hanno date tutti i principali telegiornali, omettendo però la reazione degli sposi all'aggressione delle telecamere. I due giovani si chiedono il perchè di tanta invadenza, si sentono violati, spiati e alla fine esplodono. E' forse opportuno che lo sposo chieda scusa ai giornalisti per averli rimproverati e insultati? In fondo, quello è il suo giorno, suo e della moglie, e avrà pur il diritto di scegliere le persone di cui circondarsi: "Chi vi ha invitati?", chiede infatti ai cronisti che non gli danno tregua. Un'inviata del Tg1 gli parla di solidarietà, ma lui non vuole saperne: cos'ha a che fare la solidarietà con la descrizione minuziosa dell'abito da sposa fatta in diretta dalla giornalista del Tg5? "Il vestito è di un colore assai vivace", sottolinea ammiccante la giovane reporter.

Fin dove può spingersi la telecamera, dunque? Seguendo l'esempio di Antonio Ricci, mi piace lasciar rispondere un vigile del fuoco intento a estrarre corpi dalle macerie e a liberarsi dei giornalisti che lo ostacolano: "Toglietevi dai piedi co 'sta ca... di telecamera!". C'è un limite a tutto, anche alla cronaca.