Gli anni settanta liberarono l'America da moralismi e ipocrisie, dando inizio alla rivoluzione sessuale. Un movimento che inneggiava alla libertà e alla gioia di vivere e che trovava in un "angelo biondo", la splendida Farrah Fawcett, la sua icona assoluta. E' questa l'America descritta in Swingtown, la serie tv prodotta nel 2008 dalla Cbs che finalmente arriva in Italia nella terza serata di Rai2.
Mi è bastato un episodio per appassionarmi: la tensione emotiva dei protagonisti è alta e le storie sono sorprendentemente vere. E' il 1976 e nella provincia americana si avvertono gli echi della rivoluzione sessuale. Improvvisamente un vento disinibitore travolge la piccola comunità di cui fanno parte le tre famiglie protagoniste.
La serie racconta lo spirito nuovo che spinge una comitiva di coppie sposate, al termine di una grigliata sulla spiaggia, a darsi allo scambismo. Lo slancio libertario con cui una sedicenne decide di mollare tutto e partire per cambiare il mondo; la forza di una moglie che per la prima volta si ribella alle decisioni del marito, guadagnandosi una rubrica di posta sul giornale della città.
Il tema dello scambismo è troppo audace? Dipende dal modo in cui viene affrontato, e Swingtown smentisce ogni velleità pornografica. Da vedere, magari non così tardi.
mercoledì 5 agosto 2009
SWINGTOWN: AND SO THE 70'S!
Pubblicato da gianluca alle 04:20 0 commenti
Etichette: cbs, farrah fawcett, raidue, swingtown
lunedì 25 maggio 2009
IL CORAGGIO DI FARRAH.
Riconoscerla è praticamente impossibile, eppure la protagonista del documentario Farrah's story è proprio Farrah Fawcett. Nella figura incerta e devastata dal male che si vede oggi ben poco è rimasto dell'angelo biondo che negli anni '70 conquistò con la sua bellezza una popolarità mondiale. Protagonista della fortunata serie tv Charlie's Angels, la Fawcett sarebbe rimasta nei ricordi dei suoi ammiratori il sex symbol per eccellenza, l'inarrivabile oggetto del desiderio.
Ma qualcosa è andato storto. L'attrice si è ammalata di cancro al colon e di fronte all'aggravarsi della malattia ha deciso di mettersi al servizio di chi è nelle sue stesse condizioni. Coraggiosamente si è messa a nudo davanti alle telecamere, lasciandosi riprendere senza capelli o durante gli attacchi di nausea e vomito: il suo obiettivo è offrire una testimonianza.
Farrah's story è un racconto autentico, crudo, ma anche molto dolce. Tra le scene più toccanti, quella in cui la Fawcett, a letto stordita dai farmaci, non riconosce il figlio: "Mamy, mamy! It's me", ma niente, nessun segno. Inizialmente restia a lasciarsi riprendere a capo scoperto, l'attrice si è poi lasciata convincere: perchè non c'è di che vergognarsi nel mostrare i segni della malattia, il punto è questo.
Il documentario non è il primo nel suo genere: è stato preceduto lo scorso anno dalla storia dell'attrice Anne Girardòt, colpita dal morbo di Alzheimer, e da quella di Jane Goody, la cattiva del Grande Fratello inglese, che per assicurare un futuro dignitoso ai figli ha accettato di farsi riprendere dalle telecamere mentre veniva stroncata da un male incurabile.
Eppure Farrah's Story ha un impatto diverso: la Fawcett è più popolare, specialmente presso gli americani che sono particolarmente sensibili alle storie vere. Inoltre, il documentario, prodotto dalla stessa Farrah Fawcett e girato da una sua amica, raggiunge livelli di autenticità e di efficacia narrativa superiori, tipici della tradizione statunitense.
Farrah's Story è stato trasmesso dalla Abc e ha inchiodato al televisore nove milioni di spettatori. L'America si è commossa, cogliendo a pieno il valore della testimonianza. Un impegno e un significato che si racchiudono nella domanda che la Fawcett rivolge in una delle prime scene: "Ho il cancro, è questa la mia battaglia. Qual'è la tua?".
Pubblicato da gianluca alle 01:55 0 commenti
Etichette: Abc, farrah fawcett, farrah's story
