Cosa c'entra lo statista Aldo Moro con il campione del ciclismo Fausto Coppi? E la cantante Laura Pausini con il giudice/eroe Giovanni Falcone? E' uno scherzo di pessimo gusto il programma Il più grande italiano di tutti i tempi, in onda nella prima serata di ieri su Raidue: una specie di frullatore matto che svilisce e confonde le eccellenze nostrane.
Com'è possibile scegliere il migliore tra Mina, Alessandro Volta e il Papa Giovanni XIII? Ha senso una gara del genere? D'accordo, il format all'estero ha avuto grande successo: la Gran Bretagna ha scelto Churchill, gli Usa Ronald Reagan e la Francia il generale De Gaulle.
Ma un oltraggio, seppure condiviso a livello internazionale, è pur sempre un oltraggio!
Le personalità, tali per altissimi meriti artistici, scientifici o sportivi, sono motivo di orgoglio per la Nazione e non possono essere trattate come le faccine da televoto del Grande Fratello!
"Sarete voi a decidere da casa chi eliminare tra Totò, Alessandro Manzoni e Valentino Rossi"! Ma stiamo scherzando?!
Devo ammettere, però, che Raidue ha scelto il presentatore giusto per un programma tanto demenziale: Francesco Facchinetti. Sentirlo discettare sul senso dell'italianità, inanellando massime come "Siamo gocce d'acqua su un parabrezza", è imbarazzante.
Molto adatta anche la partner di Facchinetti, Martina Stella, che per la sua prima volta in tv sembra non risparmiarsi: svestita come la Marcuzzi, ci regala stacchetti degni di una velina... E canta Battisti, insieme a Facchinetti, Adriano Pappalardo e Alex Britti. Al peggio non c'è fine!
La giuria in studio si compone de la creme de la creme degli opinionisti: Pietrangelo Buttafuoco, Mara Venier, Giulia Innocenzi - la valletta di Santoro ad Annozero -, Tinto Brass, e Vittorio Sgarbi. C'è il rischio che Brass chieda alla Innocenzi di fare un film, ma tant'è - sempre meglio lei che Sgarbi! -.
Dello spettacolo indegno di ieri ci resta una domanda inquietante: perchè mai Fiorello avrà accettato di partecipare a Il più grande, rispondendo all'invito pubblicato a tutta pagina dai quotidiani? Fiore, vabè che sei talmente bravo ti si perdona tutto, ma questa... !
giovedì 21 gennaio 2010
IL PIU' GRANDE... DEGLI OLTRAGGI
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giovedì 3 dicembre 2009
X FACTOR: E' LA MUSICA A VINCERE
Avrà pure perso 900mila spettatori rispetto alla precedente edizione, ma X Factor, il talent show di Raidue, resta lo spettacolo della musica per eccellenza. A confronto, il Festival di Sanremo e Amici di Maria De Filippi impallidiscono, rivelandosi carrozzoni arrugginiti e autoreferenziali.
X Factor è il solo programma che celebri degnamente i talenti nostrani. L'ultima puntata ci ha regalato momenti di grande emozione, a cominciare dai duetti dei tre finalisti con i testimonial: il maestro Lucio Dalla ha accompagnato Giuliano in Caruso; la chitarra magica di Alex Britti ha suonato per Marco in Oggi sono io; Max Pezzali ha eseguito con le Yavannas il pezzo con cui ci ha rubato il cuore, Come Mai.
Sono arrivati in finalissima i due più grandi talenti dell'edizione di quest'anno: Giuliano, voce ruvida - che ricorda Mario Biondi - e sorriso da mascalzone; Marco, eclettico interprete dalla grande estensione vocalica.
A vincere è stato Marco, il viterbese dalla lacrima facile cui Morgan, suo padrino, ha "regalato un pezzo di cuore": Amore Assurdo, un pezzo autobiografico che il leader dei Bluvertigo ha scritto tempo fa e ceduto per una sera al suo finalista. Un'interpretazione da brivido! Marco si è guadagnato un contratto discografico da 300mila euro e la partecipazione a Sanremo 2010 nella categoria Big.
Nella finale di ieri sera, tra l'altro, i tre cantanti rimasti in gara hanno eseguito inediti molto convincenti: non ci resta che aspettare di ascoltarli alla radio.
Prima ancora che si spegnessero le luci sulla terza edizione di X Factor, già piovevano indiscrezioni sul prossimo anno: Morgan ha annunciato di non partecipare, ma potrebbe ripensarci; Claudia Mori, invece, ha cambiato idea e sarà di nuovo tra i giudici del programma.
Solo rumors per ora. Quel che resta, al di là delle chiacchiere, sono le emozioni che la bella musica è in grado di regalare. Anche attraverso un programma coraggioso e innovativo come X Factor.
http://www.youtube.com/watch?v=e5KmcUUBteU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=NoSNrxuI6HY
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lunedì 28 settembre 2009
DA ANNOZERO UN APPELLO ALLE DONNE.
Nemmeno il tempo di iniziare e già Michele Santoro, paladino dell'informazione libera e vittima del sistema, è al centro di un'istruttoria voluta dalla maggioranza politica. "Basta con il gossip e il giornalismo forcaiolo", gridano indignati esponenti del governo. Intanto, l'istrione Santoro si compiace dei dati d'ascolto della prima puntata.
La strategia del conduttore di Annozero è ormai nota: organizzare in studio violente risse verbali, come se gli ospiti fossero cani o galli da combattimento; istigare le parti fino a scatenare reazioni infelici.
L'obiettivo? Sostenere a ogni costo la propria tesi: "Sono l'ultimo dei giornalisti liberi", sembra ripeterci ogni volta Santoro, "lo strenuo difensore dell'informazione televisiva".
Annozero è sicuramente meno noioso di altri talk show, ma altrettanto inefficace: polemiche e battibecchi, come sempre, spostano l'attenzione dai problemi reali. Inoltre, le invettive degli ospiti in studio sfociano spesso in scene poco edificanti.
Della prima puntata salvo un intervento del direttore dell'Unità Concita De Gregorio (se solo l'avessero lasciata parlare... ): subito dopo un servizio sull'imprenditore Giampaolo Tarantini e il cosiddetto BariGate, la De Gregorio ha giudicato inammissibile il fatto che ormai donne e cocaina siano trattate dai media allo stesso modo. Come merci regalate "a chili" a esponenti politici per fluidificare determinati meccanismi. Un appello, quello del direttore dell'Unità, di fronte a cui le donne italiane dovrebbero quantomeno preoccuparsi.
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martedì 11 agosto 2009
"LA VALIGIA DEI SOGNI" E "STRACULT": LA TV RENDE OMAGGIO AL GRANDE SCHERMO
Chi sono Maria Luisa Mangini e Angelo Infanti? Due nomi che non dicono molto, ma che appartengono a personaggi estremamente popolari: lei, in arte Dorian Gray, è la bionda malafemmena dell'intramontabile film con Totò e Peppino; lui è il leggendario Manuel Fantoni di Borotalco, la commedia diretta nel 1982 da Carlo Verdone.
A celebrare i due attori nella serata di lunedì ci hanno pensato La valigia dei sogni su La7 e Stracult su Raidue. I due programmi omaggiano il cinema italiano con approcci diversi, ma lo stesso amore.
La valigia dei sogni, condotto da Simone Annicchiarico, dedica ogni puntata a un film diverso: si tratta di pellicole più o meno note, ma tutte molto significative nella storia del cinema italiano. Ieri sera, per esempio, La7, che può vantare un ricchissimo catalogo di film, ha mandato Racconti d'estate di Gianni Franciolini (1958). Al film è seguito un approfondimento sul back stage, con interviste al cast, e sull'Italia raccontata nella pellicola (il turismo elitario nella Liguria degli anni '50). Ecco che La Valigia dei Sogni offre due prodotti in uno: il racconto cinematografico, seguito da uno spaccato sul costume del Paese.
Stracult, invece, ha un approccio meno erudito, più popolare e feticista: adora i B-movie, gli spaghetti-western e scava senza snobismi tra i capolavori del trash. Al magazine cinematografico di Marco Giusti va il merito di dare spazio a un attore stracult come Angelo Infanti, il mitico Manuel Fantoni di Borotalco: "I bambini conoscono a memoria le mie battute in quel film (mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana... )". Infanti ha all'attivo una cinquantina di film, tra cui Il Padrino di Francis Ford Coppola: ce lo rivela solo Stracult.
Quando la tv rende omaggio all'industria dei sogni, a volti e storie che dal grande schermo si sono stabilmente trasferite nei nostri cuori, il risultato non può che essere apprezzabile. http://www.youtube.com/watch?v=OwyN30pIRko&feature=related
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mercoledì 5 agosto 2009
SWINGTOWN: AND SO THE 70'S!
Gli anni settanta liberarono l'America da moralismi e ipocrisie, dando inizio alla rivoluzione sessuale. Un movimento che inneggiava alla libertà e alla gioia di vivere e che trovava in un "angelo biondo", la splendida Farrah Fawcett, la sua icona assoluta. E' questa l'America descritta in Swingtown, la serie tv prodotta nel 2008 dalla Cbs che finalmente arriva in Italia nella terza serata di Rai2.
Mi è bastato un episodio per appassionarmi: la tensione emotiva dei protagonisti è alta e le storie sono sorprendentemente vere. E' il 1976 e nella provincia americana si avvertono gli echi della rivoluzione sessuale. Improvvisamente un vento disinibitore travolge la piccola comunità di cui fanno parte le tre famiglie protagoniste.
La serie racconta lo spirito nuovo che spinge una comitiva di coppie sposate, al termine di una grigliata sulla spiaggia, a darsi allo scambismo. Lo slancio libertario con cui una sedicenne decide di mollare tutto e partire per cambiare il mondo; la forza di una moglie che per la prima volta si ribella alle decisioni del marito, guadagnandosi una rubrica di posta sul giornale della città.
Il tema dello scambismo è troppo audace? Dipende dal modo in cui viene affrontato, e Swingtown smentisce ogni velleità pornografica. Da vedere, magari non così tardi.
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venerdì 31 luglio 2009
TELEFILM USA: LA RIVINCITA DEI NERD.
I nuovi telefilm americani celebrano lo sfigato: eroi con la testa tra le nuvole, dall'aria imbranata, che assolutamente non sembrano poter vincere cause in tribunale o risolvere intricati casi polizieschi. Ma le apparenze ingannano, si sa: questi personaggi timidi e sopra le righe - oggi si direbbero Nerd - in realtà piacciono alle donne e rivelano un carisma sorprendente.
Dopo Eli Stone, l'avvocato delle cause perse che si lascia guidare da esilaranti visioni, e Chuck, l'impacciato esperto di informatica che improvvisamente si ritrova in possesso dei segreti della Cia, arriva Sam Tyler, l'investigatore protagonista della serie Life on Mars, in onda su Raidue.
In seguito a un incidente stradale, Sam viene inspiegabilmente catapultato nel 1973. Prigioniero del passato, per capire cosa gli è successo può solo avvalersi di un vecchio televisore che, quando si decide a funzionare, gli parla. Nel 1973 Sam Tyler si ritrova a fare il suo lavoro nella squadra più sgangherata possibile di poliziotti. Oltre ai colleghi sprovveduti, ma molto divertenti, Tyler dovrà fare i conti con la totale mancanza di tecnologia: niente e-mail o apparecchiature sofisticate che gli permettano di svolgere le indagini nel modo in cui è abituato.
La colonna sonora è di grande effetto: una serie di successi degli anni '70 - da Santana a Simon&Garfunkel - cui non si può resistere!
Dopo i superfighi McGiver e Sonny Crockett di Miami Vice, la serialità made in Usa stuzzica la nostra curiosità proponendo un nuovo tipo di eroe. Il divertimento è garantito!
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venerdì 17 luglio 2009
BROTHERS AND SISTERS: UNA LEZIONE DI SERIALITA'
Ieri sera (giovedì) ho ritrovato con gioia su Rai2 la serie tv che mi ha conquistato l'estate scorsa: si tratta di Brothers and sisters, grande successo Usa sbarcato in Italia con un titolo che proprio non gli rende giustizia, Segreti di famiglia (fa venire in mente una melassa tipo Incantesimo, ma è tutta un'altra storia!).
Si tratta di un'avvincente saga familiare: il clan dei Walker viene decapitato dalla morte improvvisa di William, il patriarca. Il lutto costringe i membri della famiglia a fare i conti con verità taciute per anni: tradimenti, debiti e fragilità. Gli ingredienti sono degni di una soap-opera, ma vengono mescolati come in un film.
La fiction americana è affidata a registi e sceneggiatori degni del cinema: gli attori non hanno nulla da invidiare ai divi di Hollywood, anzi spesso vengono proprio dal cinema. Nel ruolo di mamma Walker ritroviamo una meravigliosa Sally Field, mentre in quello di sua figlia Kitty Calista Flockhart, meglio conosciuta come Ally Mc Beal. Niente è lasciato al caso: la colonna sonora, per esempio, nella migliore tradizione dei telefilm americani, racchiude brani emozionanti e ricercati... Che ti viene subito voglia di scaricarli!
In Italia, invece, i telefilm riciclano interpreti sfigati e soubrette espressive come piante grasse! Le storie sono per lo più scopiazzate dagli Stati Uniti: medici, pompieri e casalinghe de no'antri; caricature che intristiscono chi ama la televisione.
"Brothers and sisters" è la conferma della professionalità americana, l'ennesima perla che gli Usa ci regalano inchiodandoci alla tv.
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martedì 7 luglio 2009
STRACULT, PALADINO DEL CINEMA ITALIANO.
Nostalgici tutti, appassionati di relitti cinematografici esultate: Stracult è tornato. In una nuova edizione estiva ogni lunedì alle 23.45, riecco il programma di Raidue che difende il cinema italiano. Tutto il cinema italiano, senza snobismi!
Il magazine di Marco Giusti, è condotto stavolta da Elena Di Cioccio e Giampaolo Morelli (proprio lui, quel piacione del commissario Coliandro). In collegamento fisso con lo studio i comici Alessandro Paci e Massimo Ceccherini, quest'ultimo perdonato da mamma Rai dopo la bestemmia in diretta all'Isola dei Famosi.
Un nuovo viaggio dunque, alla ricerca di rarità assolute: frammenti introvabili di pellicole stroncate dalla critica, ma anche di sceneggiati che sembrano appartenere alla preistoria televisiva.
Nella prima puntata si è parlato delle ragazze degli anni ‘80: ospiti in trasmissione tre icone della commedia di quel periodo, ovvero Marina Suma, Antonella Interlenghi e Sabrina Salerno. Nella puntata di ieri sera, invece, la principessa Ira Fustenberg e Corinne Clery sono intervenute a proposito delle belle straniere che popolarono il cinema italiano degli anni '60.
Non solo trash a Stracult: il programma ospita uno spazio fisso incentrato su sceneggiati di culto. Nella prima puntata si è parlato, per esempio, di Sandokan, insieme a Philippe Leroy, Massimo Foschi e Andrea Giordana.
Tra le altre tappe di questa edizione di Stracult gli eroi mascherati, gli 007 all’italiana e, per concludere, le cattive del cinema dell’orrore e del thriller.
Pubblicato da gianluca alle 02:02 0 commenti
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