I video più cliccati su youtube sono estratti dai talk show politici targati Rai. La battuta inelegante rivolta all'onorevole Rosy Bindi e lo sfogo telefonico del Premier Berlusconi a Ballarò sono veri e propri tormentoni.
Ma allo stupore, nel primo caso, e alle risate, nel secondo, deve necessariamente seguire una riflessione sullo stato di salute del servizio pubblico. Già. Perchè questi episodi, degni della migliore tradizione dell'avanspettacolo, sono un segnale allarmante.
Povera tv di Stato, squartata e divorata da famelici predatori. E infine insultata, condannata senza diritto di appello. Ben inteso, gli abusi in Rai sono bipartisan: una vera tragedia!
Quanto tempo abbiamo dovuto aspettare prima che le correnti interne al Pd si mettessero d'accordo sul nuovo direttore del Tg3? Bianca Berlinguer è una brillante giornalista cresciuta alla scuola di Sandro Curzi, ma è un'eccezione. Spesso ai direttori di reti e telegiornali non sono richieste competenze giornalistiche o televisive. I criteri sono altri.
A rimetterci è la qualità del prodotto, ovviamente. Quindi, il pubblico a casa, sedato e costretto inconsapevolmente ad accontentarsi.
In questi giorni, per esempio, fa sorridere (ma anche no!) l'affannosa ricerca dell'Anti Santoro. Il centro destra sta cercando un conduttore cui affidare un talk show che faccia da contrappeso al discusso Annozero. Maurizio Belpietro potrebbe essere l'uomo giusto, ma Brunone Vespa si ingelosirebbe. Monica Setta, allora... Ma no! Meglio Gianluigi Paragone, che fa contenta la Lega!
Non è un problema di destra e sinistra: tutti i politici temono la televisione e sentono il disperato bisogno di controllarla. Quando vengono invitati in trasmissione, gli esponenti di entrambi gli schieramenti danno libero sfogo alle proprie insicurezze, rendendosi protagonisti di siparietti poco edificanti.
Proprio stamattina ho letto e condiviso un appello del presidente Gianfranco Fini: la tv non va usata dai politici come un megafono per proclami e slogan. Non è questa l'idea giusta di servizio pubblico. Sarebbe opportuno abbassare i toni, preferire un'esposizione chiara dei fatti e - perchè no? - delle diverse opinioni alle risse da hooligans.
giovedì 29 ottobre 2009
IL VERO DRAMMA DEL SERVIZIO PUBBLICO.
Pubblicato da gianluca alle 04:28 0 commenti
Etichette: annozero, ballarò, bianca berlinguer, rai, servizio pubblico, talk show, tg3
lunedì 28 settembre 2009
DA ANNOZERO UN APPELLO ALLE DONNE.
Nemmeno il tempo di iniziare e già Michele Santoro, paladino dell'informazione libera e vittima del sistema, è al centro di un'istruttoria voluta dalla maggioranza politica. "Basta con il gossip e il giornalismo forcaiolo", gridano indignati esponenti del governo. Intanto, l'istrione Santoro si compiace dei dati d'ascolto della prima puntata.
La strategia del conduttore di Annozero è ormai nota: organizzare in studio violente risse verbali, come se gli ospiti fossero cani o galli da combattimento; istigare le parti fino a scatenare reazioni infelici.
L'obiettivo? Sostenere a ogni costo la propria tesi: "Sono l'ultimo dei giornalisti liberi", sembra ripeterci ogni volta Santoro, "lo strenuo difensore dell'informazione televisiva".
Annozero è sicuramente meno noioso di altri talk show, ma altrettanto inefficace: polemiche e battibecchi, come sempre, spostano l'attenzione dai problemi reali. Inoltre, le invettive degli ospiti in studio sfociano spesso in scene poco edificanti.
Della prima puntata salvo un intervento del direttore dell'Unità Concita De Gregorio (se solo l'avessero lasciata parlare... ): subito dopo un servizio sull'imprenditore Giampaolo Tarantini e il cosiddetto BariGate, la De Gregorio ha giudicato inammissibile il fatto che ormai donne e cocaina siano trattate dai media allo stesso modo. Come merci regalate "a chili" a esponenti politici per fluidificare determinati meccanismi. Un appello, quello del direttore dell'Unità, di fronte a cui le donne italiane dovrebbero quantomeno preoccuparsi.
Pubblicato da gianluca alle 02:55 0 commenti
Etichette: annozero, concita de gregorio, l'unità, michele santoro, raidue
domenica 6 settembre 2009
MAMMA RAI "SCARICA" LA SQUADRA DI REPORT.
La notizia è sconcertante: mamma Rai non garantisce più ai giornalisti di Report la copertura legale. Che storia è questa?! Roba da paralizzare anche i professionisti più coraggiosi! Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalità e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.
Sabrina Giannini, Sigfrido Ranucci, Stefania Rimini e gli altri giornalisti di Report dedicano i 3/4 della propria esistenza a ricerche scrupolose: viaggiano in lungo e in largo per arrivare alla verità e rivelarla al pubblico a casa. Scoprono traffici loschi e furti che spesso avvengono sotto i nostri occhi. Smascherano impostori, sfruttatori e tutto questo per offrire un servizio alla gente. Fare del bene, si potrebbe dire, ma non facciamo retorica inutile: non si può ignorare che la squadra di Report svolge un compito importante, che dovrebbe essere tra le mission del servizio pubblico.
La Rai, invece, se ne lava le mani, rivelando un atteggiamento assai pericoloso. La terza rete non ha ancora un direttore; l'inizio di AnnoZero viene rimandato di settimana in settimana perchè i contratti per la redazione del programma non sono pronti; il Tg1 di Minzolini viene continuamente accusato di strizzare l'occhio alla maggioranza, nascondendo gli scandali che hanno travolto il Premier.
E' questo il servizio pubblico che ci meritiamo? Non voglio crederlo. Soprattutto, mi rifiuto di pensare che la tv di Stato sia per le forze politiche - tutte - solo un esercizio di potere. Per i nostri rappresentanti non conta offrire prodotti di qualità, che rendano effettivamente un servizio al pubblico, ma, ancora una volta, accaparrarsi il maggior numero di poltrone. Che brutta televisione!
Pubblicato da gianluca alle 06:39 44 commenti
Etichette: annozero, milena gabanelli, raitre, Report
venerdì 8 maggio 2009
GOD SAVE NOEMI!
Sogni di fiction e megaville: il mondo di Noemi, titola oggi il Corriere della Sera a pagina sei. In primo piano, dunque, e da diversi giorni il giornale più importante del Paese da tutta evidenza alla vicenda di Noemi Letizia, eroina del feulleton più intrigante del momento.
Ma chi è Noemi Letizia e soprattutto a chi interessa la sua storia e quella della sua festa? Eppure, a giudicare dai talk show trasmessi nell'ultima settimana, il diciottesimo compleanno della bionda fanciulla sembra essere il problema principale della nazione. Il sorriso fresco e carico di belle speranze, le ambizioni e le velleità della piccola Noemi - non è che una ragazzina, signori, che sogni pure di fare l'attrice o la modella! - sono al centro delle cronache. La sua foto ci perseguita, dalla tv ai rotocalchi a internet - sul sito de L'Espresso c'è addirittura l'invito alla sua festa, "oggetto di culto" secondo il settimanale - ed è già il simbolo del malcostume e del velinismo imperante. L'icona del ciarpame senza pudore.
Bruno Vespa ha costruito un'intera puntata di Porta a Porta intorno alla festa di compleanno della ragazza napoletana e al suo illustre ospite. Michele Santoro ad Annozero non è riuscito a fare niente di diverso, dedicando buona parte dello show alla biografia di Noemi e di suo papà.
Ancora una volta l'offerta televisiva e l'informazione in generale si omologano e si appiattiscono sul niente. Con tutto quello che ci sarebbe da dire e le questioni che andrebbero affrontate, i direttori di giornale nei faccia a faccia televisivi non fanno che rimproverare al premier di aver preso parte a quella festa.
Come se questo fosse il vero problema, come se i matrimoni finissero per una sciocchezza del genere! La televisione è divisa tra chi copre di ridicolo Noemi e i suoi sogni di adolescente per colpire il Presidente del Consiglio, e chi lo fa per nascondere le difficoltà reali. In entrambi i casi la manipolazione e l'assenza di serietà sono un dato allarmante.
Pubblicato da gianluca alle 03:08 0 commenti
Etichette: annozero, bruno vespa, michele santoro, noemi letizia, porta a porta
giovedì 26 febbraio 2009
DOV'E' FINITA L'INFORMAZIONE IN TV?
"Non voglio fare il licenziato di professione, o la vergine pellegrina di trasmissione in trasmissione": questa la premessa di Enrico Mentana, che tuttavia non rinuncia ad "Annozero" e si lascia amabilmente sfruculiare dall'istrionico Santoro. Sostanzialmente, il mitraglia ribadisce le spiegazioni che ha già dato a Gad Lerner sul divorzio da Mediaset: "Qualcosa è cambiato: il bisogno di informazione ha perso centralità e gli approfondimenti vengono relegati dopo la mezzanotte. Non sta a me dire se va perdendosi anche l'equidistanza". La denuncia di Mentana, unitamente ad alcune mie vicende personali, mi sprona a riflettere sullo stato dell'informazione, non solo in Mediaset, ma in tutta la tv generalista. La mia analisi non può che accompagnarsi all'unico sport sano e stimolante che conosca: lo zapping. E' giovedì sera e chi è assetato di giornalismo televisivo non può prescindere da Annozero. Nonostante l'aria da buffone e l'atteggiamento banalizzante, Santoro continua a condurre un interessante approfondimento: il servizio sul marchio di abbigliamento "La Perla", rilevato da un'azienda di San Francisco, illumina in modo originale una realtà che i più neanche immaginano (sfilano in passerella le sarte licenziate in tronco, dopo aver lavorato per vent'anni al servizio del made in Italy). Mi ha colpito anche il viaggio in Polonia di uno degli inviati della trasmissione accompagnato da un operaio della Fiat di Pomigliano D'Arco in cassa integrazione: i dipendenti dello stabilimento polacco Fiat guadagnano meno della metà dei colleghi italiani, ma non scioperano perchè sono terrorizzati; hanno paura di perdere il posto. "Fiat non è made in Italy", conclude Ciro, l'operaio di Pomigliano D'Arco appena licenziato.
Pubblicato da gianluca alle 13:00 0 commenti
Etichette: annozero, enrico mentana, le iene, michele santoro
