A Mediaset tira proprio una brutta aria! Lo sciopero di domenica scorsa, il primo che l'azienda abbia affrontato in 30 anni, è stato solo l'inizio delle agitazioni. Se ad aprire le danze sono stati gli addetti al trucco, parrucco e sartoria, che dal 1 febbraio saranno esternalizzati perdendo tutti i benefit guadagnati in 20 anni di lavoro, presto a incrociare le braccia saranno i giornalisti.
Quelli del Tg4, per la precisione, che hanno proclamato una giornata di sciopero per mercoledì prossimo, il 20 gennaio. La redazione protesta contro la cancellazione dell’edizione delle 13.30 a causa dei bassi ascolti. “Sarà ampliata l’edizione delle 11.30, ma – spiega l’assemblea in una nota – privando i telespettatori di un appuntamento tradizionale all’ora di pranzo che esiste fin dalla nascita del tg”.
Ma i tagli per il Tg4 non finiscono qui. Anche il programma di approfondimento Password verrà cancellato per risparmiare e far quadrare i conti. Intanto, procede la trattativa sindacale per i 30-35 giornalisti che verranno spostati a un’agenzia di stampa: la cosiddetta All News, che andrà sotto la direzione di Mario Giordano, attualmente a capo di Studio Aperto.
Sarebbe interessante conoscere l'opinione del direttore Emilio Fede a riguardo. Il fido Fede aveva rassicurato i truccatori e i parrucchieri in sciopero: "Nessuno verrà licenziato", aveva dichiarato. Siamo proprio sicuri, direttore? La sensazione, per la verità, è che quello in cui versa attualmente l'azienda Mediaset sia uno stato di crisi non dichiarato.
Mi sento di spendere, infine, una parola per Password: approfondimento di qualità, ha offerto reportage accurati su argomenti di interesse collettivo (i viaggi in Aspromonte, rifugio di latitanti della Ndrangheta e prigione delle vittime dell'anonima sequestri; i racconti dei soldati italiani a Herat). Un vero peccato.
venerdì 15 gennaio 2010
MEDIASET: STATO DI CRISI NON DICHIARATO
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sabato 27 giugno 2009
CHI E' GABRIELE PAOLINI?
Di lui si sa solo che è molesto come una zecca e antipatico come l'herpes: ma chi è Gabriele Paolini? Il nome non dice granchè: Paolini è quell'incubo dagli occhiali bianchi che si diverte a interrompere i collegamenti dei telegiornali. D'improvviso lui fa irruzione davanti alla telecamera e non si accontenta di apparire: grida, cerca di coprire la voce del reporter e, come minimo, fa le corna.
Qualcuno ha provato a dargli la parola in diretta: uno degli inviati del Tg4 gli ha passato per un attimo il microfono durante un collegamento. Il risultato? Il direttore Emilio Fede si è beccato un bel "Cornuto"!
Le sue incursioni sono ormai celebri. Immancabilmente, Striscia la notizia contribuisce ad aumentarne la popolarità mandando i fuori onda di giornaliste inviperite che non risparmiano insulti e maltrattamenti al disturbatore Paolini.
Grida, spintoni e ogni sorta di ingiurie: niente può fermarlo, neanche i calci del compianto Paolo Frajese! Gabriele Paolini continua ad attaccarsi come una mosca fastidiosa al giornalista di turno. Ma la domanda sorge spontanea: cosa diavolo vorrà? Cos'è che spinge questo personaggio all'apparenza mite a rischiare di subire danni fisici e legali?
Sul suo sito ufficiale http://www.gabrielepaolini.com/ campeggia l'iscrizione al Guinness World Records per il maggior numero di sabotaggi televisivi, ben 20mila nel 2006. Di Gabriele Paolini sappiamo, inoltre, che organizza campagne contro l'Aids e che si batte per l'uso del preservativo.
Non so, francamente, a chi possa interessare saperne di più, ma ho il sospetto che l'uragano Paolini sia in grado di suscitare perfino un po' di simpatia. Nella piattezza e nel torpore di molti telegiornali, le sue irruzioni potrebbero rappresentare una scossa provvidenziale. In fondo, Paolini è prigioniero del suo personaggio di contestatore rompiscatole (insisto: quali sono i suoi contenuti? Non si vive mica di sole parolacce?!), ma da voce ad alcune delle nostre insofferenze: chi di noi non ne direbbe quattro ai direttori dei tg?
Pubblicato da gianluca alle 02:41 0 commenti
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mercoledì 15 aprile 2009
SATIRA IN TV: PER RIDERE, PER RIFLETTERE.
A chi può far male la satira di Maurizio Crozza? Chi può dire di essere veramente danneggiato da un comico che chiama le cose con il loro nome - ahimè, oggi solo ai comici è rimasto il coraggio di farlo -, che si ritaglia uno spazio per far sorridere e riflettere sull'unica rete televisiva che si permetta di fare opposizione? Non è forse un arricchimento collettivo sentire, non dico sempre, ma almeno ogni tanto, una voce diversa e contro corrente? Qualcuno che mostri un punto di vista alternativo, che spieghi quanto c'è dietro i proclami politici e i talk show che nel tentativo disperato di rispettare la par condicio sollevano polveroni di chiacchiere e rumori noiosi: non è forse servizio pubblico questo?
Eppure qualcuno si sente offeso e grida allo scandalo. E' vero, nelle sue copertine di Ballarò Maurizio Crozza è spietato e si diverte a prendere di mira esponenti di tutti gli schieramenti. Nell'ultima puntata è toccato al Ministro Roberto Maroni e al direttore di Panorama Maurizio Bel Pietro, ospiti in studio: "Ma non doveva essere una puntata sul meglio dell'Italia?", si è chiesto il comico irriverente.
Ma, signori miei, a partire dall'antica Grecia - modello di democrazia e civiltà - questa si chiama satira, e viva Dio! L'intervento di Crozza ha brillantemente messo in luce alcuni paradossi: l'ospedale de L'Aquila che forse non ha mai rispettato i criteri di agibilità e quindi è da sempre abusivo; il Tribunale, crollato per le stesse ragioni e diventato esso stesso corpo del reato. La satira politica ridicolizza i personaggi pubblici e in questo modo fa ridere, ma soprattutto denuncia, sottolinea aspetti della realtà che altrimenti resterebbero taciuti. Maurizio Crozza assolve pienamente a questo compito.
A chi si indigna per le sue battute suggerisco umilmente di badare ad altre storture dell'informazione televisiva. Cen'è per tutti: direttori di testata che sfruttano lo spazio a loro disposizione per perorare cause personali - Emilio Fede dedica dieci minuti del Tg4 alla notiziona (!) della sua assoluzione dall'accusa di calunnia nei confronti della giornalista Giuliana Sgrena -, o per "monitorare lo stato di salute del governo grazie al generoso contributo dei portavoce".
Ma soprattutto, in questa fase difficile segnata da crolli finanziari e fisici, non perdiamo la capacità di farci una risata!
Pubblicato da gianluca alle 03:05 1 commenti
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