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mercoledì 4 marzo 2009

SEMPLICEMENTE, ARISA!

ARISA! Si chiama così l'isola felice in cui mi rifugio per sfuggire al vuoto del lunedì sera in tv. Mentre a X Factor i giurati continuano a gracchiare sul niente, lasciando poso spazio ai pur bravi cantanti, e al GF9 si va avanti per inerzia - licenziata l'hostess e "carrambata" la famigliola albanese, adesso che si fa?! -, su La7 Gad lerner ospita una pletora di economisti e politici per discutere della crisi. Dubito che di lunedì sera, dopo aver lavorato per un giorno intero (grazie a Dio c'è ancora qualcuno che lavora!) qualcuno voglia sorbirsi il polpettone sulle borse che crollano e le aziende che chiudono, ma apprezzo l'intenzione de L'Infedele. Mi sforzo di restare concentrato, ma non resisto che pochi minuti: economia e finanza mi mandano in tilt! Finalmente, una luce in fondo al tunnel: inizia la replica di DeeJay Chiama Italia. Ospite della puntata la cantante rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo Arisa. Ero già rimasto colpito dalla semplicità disarmante di questo personaggio intervistato da Vincenzo Mollica il giorno dopo la vittoria all'Ariston. Ma Linus e Nicola Savino, che abilmente impediscono alle telecamere di guastare l'atmosfera genuina e disinvolta della radio, danno alla cantante potentina uno spazio maggiore e più confidenziale. Un pò sbirulino, un pò Gelsomina, Arisa si mette subito a suo agio: sorride, beve il caffè e con altrettanta naturalezza risponde alla fatidica domanda "Ci sei, o ci fai?". La vocina quequera e l'aria "fumettosa" traggono in inganno: Arisa è dotata della forza e della concretezza della sua Lucania; ha il coraggio di apparire e imporsi per quello che è. A chi aveva pensato che fosse strana, diversa e ridicola non resta che sorprendersi. Il mondo della musica e dello spettacolo ha assoluto bisogno di talenti autentici come il suo. Un bravo direttore artistico sa riconoscere e assecondare una novità come Arisa: onore al merito di Paolo Bonolis, anima di un Festival che ancora fa parlare di sè e regala ascolti ai programmi.

venerdì 20 febbraio 2009

TRIONFA "LA SINCERITA'" DI ARISA.

Cosa dirà adesso l'Osservatore Romano? Con l'ottuagenario fondatore di Play Boy Hugh Hefner, le sue tre fidanzate ventenni e uno stuolo di procaci conigliette, la spirale peccaminosa in cui è precipitato il Festival di Bonolis è senza ritorno! Come se non bastasse il nude look della divina Patty Pravo (alla sua età, signora!), ecco fare irruzione sul palco dell'Ariston una sconosciuta in topless: vestita di soli colori, l'esibizionista tutta curve è un fuori programma. Meno male che Hugh Hefner sembra apprezzare la body-painting!

Complici i colpi di scena e i super ospiti (musicali e non), reggono gli ascolti della kermesse sanremese: 12milioni e mezzo gli italiani incollati alla tv, con un picco nella prima parte della serata di 15milioni. Sarà contento Del Noce!

Il quarto appuntamento della gara prevede partecipazioni illustri alle esibizioni dei big e l'incoronazione del vincitore tra le nuove proposte. Si comincia con il trio Pupo, Paolo Belli e Youssun Dour, impreziosito dall'eterno fidanzato d'Italia Gianni Morandi.

A seguire, nonostante i problemi tecnici, la canzone di Fausto Leali migliorata dalla chitarra acustica di Fabrizio Moro.

Gigi D'Alessio non aggiunge niente alla canzone che ha regalato a Sal Da Vinci: in fondo, è come se avessimo sentito cantare D'Alessio fin dalla prima sera.

Anche Syria con la sua freschezza valorizza la canzone di Dolcenera: "Il mio amore unico" è tutt'altro che originale, ma ha il pregio assai raro a Sanremo di essere radiofonica e proiettata verso il mercato discografico. Stesso discorso per il motivetto di Marco Carta: già sentito, più e più volte, ma facile e orecchiabile.

Ancora più coinvolgente la "Biancaneve" di Alexia e Mario Lavezzi, accompagnati stasera da un divertito Teo Teocoli: oltre ad essere brava, la minuta cantante dal caschetto platino è la meglio vestita del Festival 2009 (sposare il nipote di Armani vorrà pur dire qualcosa!).

Chi fermerà Povia?! Il guru di Sanremo continua a lanciare slogan che suonano come anatemi. Polemiche ridondanti e strumentali hanno fatto di una canzone banale un caso di stato. Anche basta!

In generale, gli ospiti di questo quarto appuntamento non danno un contributo notevole alle canzoni in gara: niente emozioni forti, anche se, sera dopo sera, ci si affeziona ad alcuni dei brani (o meglio, ci abituiamo ad ascoltarli).

Divertente l'italiano Ivan Olita, bellezza maschile della serata: avvantaggiato dalla lingua, è meno impostato degli altri modelli assoldati da Bonolis, più simpatico e interattivo.

Vincitrice tra le nuove proposte è l'originale Arisa, direttamente da SanremoLab: pur essendo tra i poichi (due!) non raccomandati, l'occhialuta rivelazione del Festival 2009 distanzia la scontata Karima e ci regala un motivetto che non possiamo fare a meno di fischiettare. Arisa dedica il suo disco a Sandra e Raimondo Vianello, simbolo della comicità vecchia maniera che attraverso la tv le ha trasmesso il senso dell'ironia. La canzone "Sincerità", scritta dal suo fidanzato, è il trionfo della sua storia d'amore. E brava Arisa!