La notizia sembra banale, ma spaventa: da quest'anno Linus e Nicola Savino, conduttori di Dj Chiama Italia, hanno un truccatore. Pochi istanti prima che il programma vada in onda - contemporaneamente su Radio Dj e Dj Television - i due speaker si fanno dare una spolverata di terra. "Solo una pennellata", spiega divertito Savino all'ospite del giorno Claudio Baglioni - che di make up dev'essere ormai un intenditore -.
Che il truccatore sia un segnale d'allarme? Dobbiamo forse temere che Linus e compagni perdano la spontaneità che da sempre li caratterizza in quanto voci della radio, per diventare star della tv? Non sarebbero i primi, nè gli ultimi, a scoprirsi fighi davanti alle telecamere, restando vittime, a poco a poco, del proprio personaggio.
La notizia mi turba, ma per fortuna mi tranquillizzo in un attimo. E' sufficiente seguire una delle tante interviste di Linus e Nicola Savino per ritrovare la verità della radio. L'immediatezza e la spontaneità che fanno di questo contenitore un caso unico nel panorama televisivo.
Tanto che spesso, di sera, mi rifugio su Dj Television - il canale che ha ormai preso il posto di All Music, ereditando Dj Chiama Italia - per respirare un pò d'aria fresca.
Il linguaggio è informale e le atmosfere rilassate. Gli ospiti, che in televisione - quella "vera" - sono sempre un pò ingessati, davanti ai microfoni della radio si sbottonano facilmente.
Per non parlare del fatto che le telecamere di Dj Television riprendono anche i fuorionda radiofonici, offrendo una simpatica testimonianza del lavoro - e della frenesia - in un'emittente radio.
Succede tutto veramente; non è possibile cancellare e rifare da capo. Se scappa una parolaccia, chi se ne frega? Una grossa risata e via subito un nuovo disco. E' la radio, bellezza!
martedì 8 dicembre 2009
DJ CHIAMA ITALIA: LA LIBERTA' DELLA RADIO IN TV
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sabato 25 aprile 2009
(F)ALL MUSIC: LA CRISI NON RISPARMIA LA TV.
Da qualche giorno sono abbastanza angosciato per via di un guasto al telecomando. Non mi sento un uomo libero senza poter saltare da un canale all'altro restandomene comodamente sdraiato sul divano. Quale senso di onnipotenza ha regalato a noi piccoli esseri umani il telecomando! A dire il vero, potrei usare quello di Sky, ma dovrei rinunciare a guardare Mtv e All Music. Già, All Music. Tra breve tutti noi dovremo fare a meno dell'ex ReteA, acquistata nel 2004 dal Gruppo l'Espresso: l'emittente trasloca sulla piattaforma Sky al canale 128 e sul digitale terrestre. Motivo? La crisi, ovviamente.
Il mese scorso l'azienda ha deciso la chiusura degli studi di produzione di via Stromboli a Milano e l'esternalizzazione di alcune attività. Ne risulta il licenziamento in tronco di ventinove tecnici su 37. La drastica ristrutturazione, si legge nel comunicato, è “diretta conseguenza dei risultati negativi registrati negli ultimi anni”. La programmazione televisiva e i notiziari giornalistici proseguiranno secondo quanto previsto dagli obblighi di legge: anche l’intrattenimento a sfondo musicale andrà avanti senza cambiamenti particolari.
All Music non chiude, dunque, ma - come sottolinea uno dei lavoratori scaricati - licenzia di punto in bianco i suoi dipendenti senza riallocarli o adottare misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale.
Non voglio fare della politica o del sindacalismo spicciolo: mi limito a osservare con rammarico che un canale in chiaro in meno rappresenta una perdita per ciascuno di noi, un impoverimento dell'offerta televisiva e una limitazione alla nostra libertà di scelta. Senza contare che All Music ci ha regalato in questi anni programmi piacevoli: la diretta di Dj Chiama Italia - che, a mio avviso, ha contribuito al recente riscatto della radio, facendocela conoscere e amare -, la rotazione musicale - più attenta di Mtv al panorama nazionale -, varietà freschi e innovativi come Modeland e approfondimenti come Mono.
Se i canali diminuiscono mi passa la voglia di far aggiustare il telecomando: vorrà dire che per sentirmi di nuovo libero aspetterò il digitale terrestre... Speriamo!
Pubblicato da gianluca alle 06:09 0 commenti
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mercoledì 4 marzo 2009
SEMPLICEMENTE, ARISA!
ARISA! Si chiama così l'isola felice in cui mi rifugio per sfuggire al vuoto del lunedì sera in tv. Mentre a X Factor i giurati continuano a gracchiare sul niente, lasciando poso spazio ai pur bravi cantanti, e al GF9 si va avanti per inerzia - licenziata l'hostess e "carrambata" la famigliola albanese, adesso che si fa?! -, su La7 Gad lerner ospita una pletora di economisti e politici per discutere della crisi. Dubito che di lunedì sera, dopo aver lavorato per un giorno intero (grazie a Dio c'è ancora qualcuno che lavora!) qualcuno voglia sorbirsi il polpettone sulle borse che crollano e le aziende che chiudono, ma apprezzo l'intenzione de L'Infedele. Mi sforzo di restare concentrato, ma non resisto che pochi minuti: economia e finanza mi mandano in tilt! Finalmente, una luce in fondo al tunnel: inizia la replica di DeeJay Chiama Italia. Ospite della puntata la cantante rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo Arisa. Ero già rimasto colpito dalla semplicità disarmante di questo personaggio intervistato da Vincenzo Mollica il giorno dopo la vittoria all'Ariston. Ma Linus e Nicola Savino, che abilmente impediscono alle telecamere di guastare l'atmosfera genuina e disinvolta della radio, danno alla cantante potentina uno spazio maggiore e più confidenziale. Un pò sbirulino, un pò Gelsomina, Arisa si mette subito a suo agio: sorride, beve il caffè e con altrettanta naturalezza risponde alla fatidica domanda "Ci sei, o ci fai?". La vocina quequera e l'aria "fumettosa" traggono in inganno: Arisa è dotata della forza e della concretezza della sua Lucania; ha il coraggio di apparire e imporsi per quello che è. A chi aveva pensato che fosse strana, diversa e ridicola non resta che sorprendersi. Il mondo della musica e dello spettacolo ha assoluto bisogno di talenti autentici come il suo. Un bravo direttore artistico sa riconoscere e assecondare una novità come Arisa: onore al merito di Paolo Bonolis, anima di un Festival che ancora fa parlare di sè e regala ascolti ai programmi.
Pubblicato da gianluca alle 01:11 0 commenti
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