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martedì 8 dicembre 2009

DJ CHIAMA ITALIA: LA LIBERTA' DELLA RADIO IN TV

La notizia sembra banale, ma spaventa: da quest'anno Linus e Nicola Savino, conduttori di Dj Chiama Italia, hanno un truccatore. Pochi istanti prima che il programma vada in onda - contemporaneamente su Radio Dj e Dj Television - i due speaker si fanno dare una spolverata di terra. "Solo una pennellata", spiega divertito Savino all'ospite del giorno Claudio Baglioni - che di make up dev'essere ormai un intenditore -.

Che il truccatore sia un segnale d'allarme? Dobbiamo forse temere che Linus e compagni perdano la spontaneità che da sempre li caratterizza in quanto voci della radio, per diventare star della tv? Non sarebbero i primi, nè gli ultimi, a scoprirsi fighi davanti alle telecamere, restando vittime, a poco a poco, del proprio personaggio.

La notizia mi turba, ma per fortuna mi tranquillizzo in un attimo. E' sufficiente seguire una delle tante interviste di Linus e Nicola Savino per ritrovare la verità della radio. L'immediatezza e la spontaneità che fanno di questo contenitore un caso unico nel panorama televisivo.
Tanto che spesso, di sera, mi rifugio su Dj Television - il canale che ha ormai preso il posto di All Music, ereditando Dj Chiama Italia - per respirare un pò d'aria fresca.

Il linguaggio è informale e le atmosfere rilassate. Gli ospiti, che in televisione - quella "vera" - sono sempre un pò ingessati, davanti ai microfoni della radio si sbottonano facilmente.

Per non parlare del fatto che le telecamere di Dj Television riprendono anche i fuorionda radiofonici, offrendo una simpatica testimonianza del lavoro - e della frenesia - in un'emittente radio.

Succede tutto veramente; non è possibile cancellare e rifare da capo. Se scappa una parolaccia, chi se ne frega? Una grossa risata e via subito un nuovo disco. E' la radio, bellezza!

mercoledì 8 luglio 2009

LA BARA-GIOCATTOLO.

Folle oceaniche, scenografie da sballo e red carpet gremito di stelle: più che un funerale, sembravano i Grammy Awards! Del resto, era prevedibile che la commemorazione pubblica di Michael Jackson si trasformasse in un gala pacchiano stile Mtv. L'evento è stato seguito on line dal mondo intero - più dell'insediamento del presidente Usa Barack Obama, secondo alcuni -, ma anche la tv gli ha dato risalto.

Italia1 ha dedicato all'evento uno speciale di Studio Aperto. Ora io dico, vanno bene Kay Rush e Linus, icone assolute della radio in Italia e grandi esperti di musica, ma che c'entra il produttore Tarek Ben Ammar? Quanto al direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè, che ha condotto lo special, diciamo che non sembrava molto a suo agio nella parte del vj.

Ma torniamo alla cerimonia allo Staples Center di Los Angeles. Quando ho acceso la tv mi sono ritrovato davanti Maiala Carey, ops!, Mariah Carey che gorgheggiava come al solito con le tette di fuori. No, non sembrava proprio un funerale! Perfino la bara al centro dello stadio, così sfarzosa e coperta di fiori colorati, sembrava una giostra, o un mega flipper. Non voglio essere blasfemo: dico solo che l'ultimo saluto a Michael Jackson è stato surreale, esattamente come la sua vita.

Forse per molti Jacko era già morto da un pezzo: il divino Michael che riempiva gli stadi e firmava canzoni indimenticabili sen'era andato anni fa. Comunque, era come se il suo corpo non fosse in quella bara-giocattolo. Di una cosa sono sicuro: Michael Jackson, l'eterno bambino, ha avuto la festa che voleva. Così fragile e insicuro, si è sentito finalmente amato, non più solo.

Rivedere le immagini del piccolo Michael che nel 1969 incanta l'America cantando all'Ed Sullivan Show ci emozionerà sempre. Ma questo non ha a che fare con la sua morte. Di Michael Jackson, del suo moonwalk e di Thriller, capolavoro assoluto, non smetteremo mai di parlare al presente, perchè sono nel mito. Da prima che Jacko morisse.

mercoledì 4 marzo 2009

SEMPLICEMENTE, ARISA!

ARISA! Si chiama così l'isola felice in cui mi rifugio per sfuggire al vuoto del lunedì sera in tv. Mentre a X Factor i giurati continuano a gracchiare sul niente, lasciando poso spazio ai pur bravi cantanti, e al GF9 si va avanti per inerzia - licenziata l'hostess e "carrambata" la famigliola albanese, adesso che si fa?! -, su La7 Gad lerner ospita una pletora di economisti e politici per discutere della crisi. Dubito che di lunedì sera, dopo aver lavorato per un giorno intero (grazie a Dio c'è ancora qualcuno che lavora!) qualcuno voglia sorbirsi il polpettone sulle borse che crollano e le aziende che chiudono, ma apprezzo l'intenzione de L'Infedele. Mi sforzo di restare concentrato, ma non resisto che pochi minuti: economia e finanza mi mandano in tilt! Finalmente, una luce in fondo al tunnel: inizia la replica di DeeJay Chiama Italia. Ospite della puntata la cantante rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo Arisa. Ero già rimasto colpito dalla semplicità disarmante di questo personaggio intervistato da Vincenzo Mollica il giorno dopo la vittoria all'Ariston. Ma Linus e Nicola Savino, che abilmente impediscono alle telecamere di guastare l'atmosfera genuina e disinvolta della radio, danno alla cantante potentina uno spazio maggiore e più confidenziale. Un pò sbirulino, un pò Gelsomina, Arisa si mette subito a suo agio: sorride, beve il caffè e con altrettanta naturalezza risponde alla fatidica domanda "Ci sei, o ci fai?". La vocina quequera e l'aria "fumettosa" traggono in inganno: Arisa è dotata della forza e della concretezza della sua Lucania; ha il coraggio di apparire e imporsi per quello che è. A chi aveva pensato che fosse strana, diversa e ridicola non resta che sorprendersi. Il mondo della musica e dello spettacolo ha assoluto bisogno di talenti autentici come il suo. Un bravo direttore artistico sa riconoscere e assecondare una novità come Arisa: onore al merito di Paolo Bonolis, anima di un Festival che ancora fa parlare di sè e regala ascolti ai programmi.