Folle oceaniche, scenografie da sballo e red carpet gremito di stelle: più che un funerale, sembravano i Grammy Awards! Del resto, era prevedibile che la commemorazione pubblica di Michael Jackson si trasformasse in un gala pacchiano stile Mtv. L'evento è stato seguito on line dal mondo intero - più dell'insediamento del presidente Usa Barack Obama, secondo alcuni -, ma anche la tv gli ha dato risalto.
Italia1 ha dedicato all'evento uno speciale di Studio Aperto. Ora io dico, vanno bene Kay Rush e Linus, icone assolute della radio in Italia e grandi esperti di musica, ma che c'entra il produttore Tarek Ben Ammar? Quanto al direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè, che ha condotto lo special, diciamo che non sembrava molto a suo agio nella parte del vj.
Ma torniamo alla cerimonia allo Staples Center di Los Angeles. Quando ho acceso la tv mi sono ritrovato davanti Maiala Carey, ops!, Mariah Carey che gorgheggiava come al solito con le tette di fuori. No, non sembrava proprio un funerale! Perfino la bara al centro dello stadio, così sfarzosa e coperta di fiori colorati, sembrava una giostra, o un mega flipper. Non voglio essere blasfemo: dico solo che l'ultimo saluto a Michael Jackson è stato surreale, esattamente come la sua vita.
Forse per molti Jacko era già morto da un pezzo: il divino Michael che riempiva gli stadi e firmava canzoni indimenticabili sen'era andato anni fa. Comunque, era come se il suo corpo non fosse in quella bara-giocattolo. Di una cosa sono sicuro: Michael Jackson, l'eterno bambino, ha avuto la festa che voleva. Così fragile e insicuro, si è sentito finalmente amato, non più solo.
Rivedere le immagini del piccolo Michael che nel 1969 incanta l'America cantando all'Ed Sullivan Show ci emozionerà sempre. Ma questo non ha a che fare con la sua morte. Di Michael Jackson, del suo moonwalk e di Thriller, capolavoro assoluto, non smetteremo mai di parlare al presente, perchè sono nel mito. Da prima che Jacko morisse.
mercoledì 8 luglio 2009
LA BARA-GIOCATTOLO.
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venerdì 26 giugno 2009
REVOLUTIONARY MICHAEL.
Cosa scrivere di Michael Jackson nel giorno della sua morte? Forse che era il re del pop o altre cose del genere? Credo che il migliore omaggio sia quello che gli dedica quest'oggi Mtv, sospendendo la normale programmazione e mandando i suoi video no stop.
Non c'era bisogno di aspettare che Michael Jackson morisse per rivedere i suoi storici video clip: Mtv non ha mai smesso di dare spazio a Jacko e alla sua musica, attraverso speciali e retrospettive. Non poteva essere altrimenti: con lui il pop ha trovato una nuova dimensione; a lui si sono ispirati praticamente tutti. Chi può dire di non aver mai ballato con la mano sul pacco per imitarlo?
L'omaggio di Mtv è particolarmente significativo perchè dimostra un fatto: il video clip è nato ed è cresciuto con Michael Jackson.
Quelli dei Jackson Five erano i primi anni della tv a colori: i video clip non avevano storie, regie blasonate, o effetti speciali da milioni di dollari. Tutto questo è arrivato con Michael Jackson, basti pensare a Thriller, considerato ancora oggi un capolavoro del cortometraggio. Il video di Scream, in cui Michael duetta con la sorella Janet, è entrato nel Guinness dei Primati del 1996 come il più costoso della storia con oltre 7,5 milioni di dollari per la sua realizzazione. Prima di Jacko, nessuno aveva mai chiesto alle star del cinema di recitare nei propri video: come dimenticare l'atmosfera dorata di Do you remember the time, con Eddy Murphy nella parte del faraone geloso?
Infine i suoi concerti che radunavano milioni di fan indiavolati da ogni parte del mondo. La tv li mandava in prima serata e noi non credevamo ai nostri occhi: raramente una folla così immane è stata protagonista di una trasmissione televisiva. Ragazzine urlanti che piangevano e si strappavano i capelli, ambulanze che andavano e venivano... Il mondo sotto sopra! Il mondo su cui Jacko non smetteva di ballare, anzi di volare.
Michael Jackson è stato una rivoluzione musicale, culturale e televisiva: ha cambiato il pop, la danza e l'industria discografica. La verità è che quelli come lui o i Beatles non muoiono mai.
Pubblicato da gianluca alle 01:25 0 commenti
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