Ancora pochi giorni di tregua, tra documentari, vecchi film e classici della lirica. Chi ci ha preso gusto deve rassegnarsi: la “pax televisiva” sta per finire. Settembre è il mese in cui la tv di Stato e le emittenti commerciali ricominciano a darsi battaglia a colpi di share. L’arma segreta di entrambi i contendenti sarà ancora una volta il talent show. Per portare “fieno in cascina”, Rai e Mediaset scommettono sui format che, oltre a regalare sogni alla gente comune, garantiscono introiti pubblicitari senza eguali.
Gli Amici di Maria De Filippi e i dirimpettai di X-Factor rappresentano vere e proprie slot machine per l’industria televisiva e discografica: catalizzano l’attenzione del pubblico per un’intera stagione, sfornano romanzetti e compilation che svettano nelle classifiche di vendita. Senza contare i gadget come gli articoli per la scuola, lo sport e i contenuti multimediali per cellulari.
Ma quando è troppo è troppo. Dopo anni di acuti strazianti e piroette convulsive, la tv si fa l’esame di coscienza e prende le distanze dal trash che poco ha a che fare con l’idea di talento. Da questa forma di autocritica nascono nuovi telefilm che prendono in giro le sedicenti “accademie”, esasperandone gli aspetti più comici e isterici. È esattamente in questo filone che si colloca Glee, la serie che andrà in onda dal prossimo autunno su Fox.
Ambientata in un campus americano, la storia vede protagonista un professore creativo e idealista: il suo obiettivo è mettere insieme un gruppo di giovani per far rinascere il club universitario di canto e partecipare alle gare regionali di coro – molto popolari in America –.
Come spesso accade nei talent e reality show, prima che bravi i personaggi sono dei veri casi umani: c’è il quarterback della squadra di football che sotto la doccia lascia tutti a bocca aperta cantando come un usignolo; il ragazzo omosessuale vittima degli scherzi dei compagni; il paraplegico che si rivela un eccellente chitarrista; la balbuziente decisa ad avere la meglio sul suo difetto e a dominare il palcoscenico. Come nel programma campione di ascolti American Idol, i protagonisti sono giovani perdenti, insoddisfatti della loro vita ma con uno straordinario talento vocale, la loro “arma” contro i pregiudizi della gente e dei compagni di classe.
10 milioni di americani hanno seguito il primo episodio della serie e la critica è stata generosa. Alte le aspettative anche nel nostro Paese. « Glee è un esempio riuscito di satira intelligente», commenta Leo Damerini, presidente dell’Accademia dei Telefilm. «È la tv che prende in giro i suoi meccanismi più perversi, vedi la smania di trasformare l’emarginato in celebrità. È come se il piccolo schermo avesse sviluppato degli anticorpi», prosegue Damerini, «e reagito al trash mettendo dei paletti. Nel caso delle serie Dirt e Studio 60 – ambientate, rispettivamente, nella redazione di un giornale scandalistico e nel back stage di un programma televisivo simile al Saturday Night Show – questi anticorpi si sono bruciati: nonostante Dirt sia arrivata in Italia nel pieno dello scandalo di “Vallettopoli”, il che la rendeva straordinariamente attuale, gli ascolti bassi ne hanno causato la cancellazione. Stesso destino per Studio 60».
La tv, dunque, è in grado di fare sana autocritica, ma poi ritorna al punto di partenza, come un cane che si morde la coda? «In alcuni casi gli anticorpi hanno resistito», risponde Leo Damerini, «ma si tratta di eccezioni. Il telefilm italiano Boris, per esempio, diario ironico e pungente del dietro le quinte di una sit-com, va in onda dal 2007 con un discreto seguito, ma sul satellite e quindi non deve preoccuparsi dell’audience».
Pubblicato dal quotidiano Libero il 24/08/2009.
lunedì 24 agosto 2009
LA TV PRENDE IN GIRO LA TV
Pubblicato da gianluca alle 02:51 0 commenti
Etichette: american idol, dirt, glee, studio 60, talent show
domenica 14 giugno 2009
NELLA GIUNGLA DEI PROVINI.
Come tonni durante la mattanza, si sbattono e si dimenano disperatamente; più la fine si avvicina, più i movimenti diventano convulsivi. Eccoli, i protagonisti di Amici casting, strascico estivo del fortunato talent show di Canale5. Già lo scorso anno i provini per entrare nella scuola più famosa d'Italia erano stati seguitissimi su SKY: così, Maria De Filippi non si è lasciata sfuggire l'opportunità di farne un programma a sè.
Il meccanismo di questa gara al massacro è lo stesso dei campionati di liscio raccontati nei film, dove le coppie si mettono sgambetti a vicenda, o lasciano cadere di proposito bucce di banana sul pavimento per liquidare velocemente gli avversari. Ad Amici non si commettono scorrettezze così eclatanti, ma si sgomita altrettanto per spiccare nella massa.
La forza del programma sta, come al solito, nel desiderio morboso di vedere i ragazzi che litigano perchè non hanno abbastanza spazio per ballare, o perchè vorrebbero cantare una canzone diversa - ognuno ha il suo "cavallo di battaglia"! - da quella che gli è stata assegnata.
Sono sfiniti, esasperati da lunghe ore di attesa e incattiviti: fino all'ultima goccia di sudore, sono lì a fare spaccate, ruote e ogni sorta di contorsione, pur di impressionare. Si ballano addosso e quando cantano gridano come ossessi perchè la loro voce si deve sentire.
In tutto questo, Maria Mangiafuoco manovra impassibile i suoi isterici burattini: vale anche per i maestri e gli altri mebri della commissione esaminatrice, ormai personaggi caricaturali pagati per sembrare odiosi.
Ma davvero nella vita siamo solo un numero tra tanti, tutti in balia di giudizi affrettati, che da un momento all'altro possono emarginarci? Sei lì che ti sbatti, poi chiamano il tuo numero e improvvisamente ti ritrovi fuori, fine della storia.
Il punto è che chi viene eliminato una volta non ha necessariamente chiuso: si può - direi che si deve - continuare a studiare. Del resto, mettere a frutto i propri talenti preparandosi è l'unico modo di superare una prova con soddisfazione, per ardua che sia. La commissione di Amici non so, ma la vita offre sempre una seconda possibilità a chi se la guadagna!
Pubblicato da gianluca alle 06:08 0 commenti
Etichette: amici, canale5, casting, maria de filippi, talent show
martedì 24 marzo 2009
AMICI VS XFACTOR: LA VERA SFIDA E' TRA MUSICA E REALITY.
Non c'è bisogno di aspettare i dati di ascolto: Amici ha vinto per la seconda settimana consecutiva la sfida del martedì sera contro Xfactor. D'altronde, si trattava della finale: milioni di spettatori hanno aspettato mesi per conoscere il vincitore del talent show di Maria De Filippi. I risultati hanno dato ragione al direttore di Canale5 Massimo Donelli: ha fatto bene ad anticipare Amici di un giorno in modo da sfidare Xfactor. Ma che fatica rimbalzare di continuo da uno show all'altro per non perdere la buona musica!
Pubblicato da gianluca alle 07:35 0 commenti
Etichette: amici, maria de filippi, simona ventura, talent show, x factor
