Carlalberto partecipa alla trasmissione Uomini e Donne per trovare l'anima gemella, ma non è il solito tronista di Maria De Filippi. Scrive poesie d'amore e non si vergogna a leggerle in pubblico; ha un linguaggio forbito e regala fiori alle donne che gli interessano.
Soprattutto, Carlalberto ha 70 anni.
La novità di questa edizione di Uomini e Donne sono loro, i maturi, che, a dispetto dell'età, hanno ancora voglia di conoscersi e sognare. Perchè i veri spiriti romantici non temono rughe e capelli bianchi.
Non più muscoli, extension e tatoo, dunque. O almeno non solo. I nuovi protagonisti del pomeriggio di Canale5 sono gentili e hanno molto rispetto degli altri. Gli uomini sono naturalmente galanti e non si sentono goffi per questo; le donne sono sognatrici molto tenere.
Non si litiga, nè si grida: niente risse da pollaio. Ognuno ha una storia, una vita da raccontare e di cui rendere partecipi gli altri. Serenamente.
Sembra quasi che Uomini e Donne, nella versione stagionata, abbia finalmente un senso. E' bello che la tv dia la possibilità ai non più giovani di combattere la solitudine ritrovandosi. Il messaggio può essere positivo: rimettersi in gioco si può, a tutte le età.
Certo, non mancano le sciure travestite da teenager, con effetto tardona fulminata. Ma, in generale, il programma dimostra che è bello, oltre che possibile, invecchiare con dignità e senza prendersi troppo sul serio.
venerdì 22 gennaio 2010
UOMINI E DONNE, VERSIONE OVER!
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mercoledì 9 dicembre 2009
SIMONE ANNICCHIARICO A CACCIA DI NUOVI TALENTI SU CANALE5
Per adesso conduce un programma "di nicchia", su quella che per definizione è la tv "di nicchia": Simone Annicchiarico è il volto de La valigia dei sogni, su La7. Questo ragazzone dall'aria scanzonata, che in jeans e maglioni larghi ci porta sui luoghi del cinema italiano, sta per approdare su Canale5, in prima serata.
Sarà lui a presentare Italia's Got a Talent, lo show che ha fatto il botto in Inghilterra e negli States e che ha lanciato, tra l'altro, il fenomeno Susan Boyle. Maria De Filippi ha voluto che questo format internazionale sbarcasse in Italia.
Proprio la De Filippi sarà uno dei giudici, insieme a Gerry Scotti - inizialmente quotato come conduttore dello programma - e Rudy Zerbi. Per ora, sembra si tratti del solito talent show: i concorrenti si sfideranno in discipline come canto, ballo e tutto quanto fa spettacolo.
Niente a che vedere con La valigia dei sogni, il solo approfondimento settimanale che la tv dedichi al cinema italiano. E che cinema! I grandi classici nostrani, raccontati con ironia e ricchezza di aneddoti su attori e registi.
Simone Annicchiarico, figlio di due strabelli di celluloide come Walter Chiari e Alida Chelli, rivive con familiarità i set cinematografici. Col sorriso charmant di suo papà e l'accento da borgataro - che fa sempre simpatia - conquista il pubblico a casa.
Speriamo che per il nuovo talent targato Mediaset non rinunci alla sua semplicità, diventando un pupazzone fonato in stile Francesco Facchinetti!
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lunedì 12 ottobre 2009
MARIA, LA SANGUINARIA.
Stare a casa di sabato sera può essere utile e a capire il fenomeno mediatico "Maria De Filippi". La regina degli ascolti Mediaset a C'è Posta per Te è nella sua più ricca riserva di caccia: diversamente da Uomini e Donne, Maria sembra partecipare ai drammi degli ospiti in studio, si autoconvince di provare empatia, tanto che lei stessa arriva a crederci.
Ma no. In realtà la De Filippi è una cinica anchor-woman, una professionista geniale che ha inventato un nuovo modo di fare televisione. Nessun'altra riuscirebbe a scoperchiare il vaso di pandora di una mamma (napoletana, ahimè) caduta in depressione a causa del matrimonio di suo figlio: "E' stato come se me lo avessero strappato dalla pancia, Maria - geme la donna, ormai devastata dagli psicofarmaci -, me lo hanno tolto, Maria"!
E così mamme possessive (più che chiocce, cozze attaccate allo scoglio), amanti morbosi e inguaribili adulteri invocano l'aiuto della taumaturga Maria... Attenzione, Maria De Filippi!
Perfino quella che potrebbe sembrare una mano tesa a un uomo che da quattro anni è disoccupato e per questo desidera chiedere perdono alle figlie, non è che un pretesto per far esibire Marco Carta. Il piccolo Marco piglia tutto, vincitore di Amici e del Festival di Sanremo; la scimmietta di pezza preferita della cinicona Maria.
Il segreto del successo di C'è Posta per Te? Semplice: la funzione consolatoria. Sdraiato sul divano di casa, incazzato nero perchè ti è andato a monte il sabato sera, guardi i casi umani della De Filippi e pensi: "Però, c'è chi sta molto peggio di me"! Che furbastra, la Maria!
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domenica 14 giugno 2009
NELLA GIUNGLA DEI PROVINI.
Come tonni durante la mattanza, si sbattono e si dimenano disperatamente; più la fine si avvicina, più i movimenti diventano convulsivi. Eccoli, i protagonisti di Amici casting, strascico estivo del fortunato talent show di Canale5. Già lo scorso anno i provini per entrare nella scuola più famosa d'Italia erano stati seguitissimi su SKY: così, Maria De Filippi non si è lasciata sfuggire l'opportunità di farne un programma a sè.
Il meccanismo di questa gara al massacro è lo stesso dei campionati di liscio raccontati nei film, dove le coppie si mettono sgambetti a vicenda, o lasciano cadere di proposito bucce di banana sul pavimento per liquidare velocemente gli avversari. Ad Amici non si commettono scorrettezze così eclatanti, ma si sgomita altrettanto per spiccare nella massa.
La forza del programma sta, come al solito, nel desiderio morboso di vedere i ragazzi che litigano perchè non hanno abbastanza spazio per ballare, o perchè vorrebbero cantare una canzone diversa - ognuno ha il suo "cavallo di battaglia"! - da quella che gli è stata assegnata.
Sono sfiniti, esasperati da lunghe ore di attesa e incattiviti: fino all'ultima goccia di sudore, sono lì a fare spaccate, ruote e ogni sorta di contorsione, pur di impressionare. Si ballano addosso e quando cantano gridano come ossessi perchè la loro voce si deve sentire.
In tutto questo, Maria Mangiafuoco manovra impassibile i suoi isterici burattini: vale anche per i maestri e gli altri mebri della commissione esaminatrice, ormai personaggi caricaturali pagati per sembrare odiosi.
Ma davvero nella vita siamo solo un numero tra tanti, tutti in balia di giudizi affrettati, che da un momento all'altro possono emarginarci? Sei lì che ti sbatti, poi chiamano il tuo numero e improvvisamente ti ritrovi fuori, fine della storia.
Il punto è che chi viene eliminato una volta non ha necessariamente chiuso: si può - direi che si deve - continuare a studiare. Del resto, mettere a frutto i propri talenti preparandosi è l'unico modo di superare una prova con soddisfazione, per ardua che sia. La commissione di Amici non so, ma la vita offre sempre una seconda possibilità a chi se la guadagna!
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sabato 9 maggio 2009
TROPPE PIROETTE IN TV!
I ballerini conquisteranno il mondo e ci faranno tutti schiavi! Sono già partite le audizioni per la nuova edizione di Amici - una vera e propria gara al massacro - e la Rai non se ne sta certo con le mani in mano. Tutti sulle punte, anche nella Tv di stato!
"... Perchè Academy è la tv che balla"! Ma anche no. Il nuovo talent di Rai2 Academy è noioso, scontato, già visto. Dopo il successo consolidato negli anni di Amici a chi sarà mai venuta l'idea di produrre un programma praticamente uguale?! Stesso studio, stesse coreografie, stesse gare, anzi, sfide! Non mancano i giurati pittoreschi e isterici, le lacrime, gli abbracci e le liti da cortile cui siamo ormai abituati.
Ma Academy non è proprio uguale ad Amici: non c'è Maria De Filippi, ma Lucilla Agosti nell'inquietante versione "conduttrice perfetta". E' bionda, ha i boccoli e un sorriso plastico: sembrerebbe quasi contenta di starsene strizzata in quei tubini colorati. Ride delle battute, è contrita quando legge il nome degli eliminati; ovviamente, non suda mai. Dopo ogni puntata la rimettono nel polistirolo accanto a Milly Carlucci. Che ne è della fresca e spontanea Lucilla Agosti che conduceva su All Music Azzurro, il programma dedicato alla musica italiana?
Ad Academy manca il cinismo di Maria De Filippi, la capacità di tirare fuori il peggio dei concorrenti e dei giurati: isterismi, vittimismi e manie di protagonismo. Lo show di Rai2 è la versione edulcorata di Amici, è meno strillato ma gli somiglia troppo. Meno reality, più talent: la formula potrebbe funzionare, ma il programma, pur essendo più "educato", è prevedibile e non incuriosisce.
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martedì 21 aprile 2009
IL BISOGNO DI SENTIRCI MIGLIORI DEL TRONISTA FEDERICO.
La mamma di Maria De Filippi non capisce Uomini e donne: segue con passione tutte le trasmissioni di sua figlia, tranne quella. A rivelarlo è la stessa conduttrice in un'intervista a Paolo Bonolis di qualche tempo fà.
In effetti, la popolarità di Uomini e donne rappresenta per molti un interrogativo inquietante, non solo per la De Filippi madre.
Mi è capitato anni addietro di avvicinarmi a questa inarrestabile girandola di "amori" via cavo, con lo spirito di chi dopo mangiato se ne sta spalmato sul divano a leggere un fotoromanzo di GrandHotel e spegne il cervello per non ostacolare la digestione. Ma c'è di più: dietro alla popolarità di Uomini e Donne che si rinnova implacabile di stagione in stagione c'è di più. Me ne accorgo imbattendomi nel gruppo di Facebook nato per "restituire un cervello al tronista Federico": a migliaia si riuniscono in rete apposta per denigrare i personaggi creati da "Maria la sanguinaria", ma non smettono di seguirne le gesta.
Da brava burattinaia, la De Filippi sa bene come alimentare il sadismo del suo pubblico e quella voglia irrefrenabile di sentirsi migliore. Proprio non sappiamo rinunciare alle certezze che Uomini e Donne può darci: noi siamo più intelligenti di quelle sciacquette, più colti e civili di quegli zucconi. Non vogliamo essere come loro, tutti muscoli unti e niente cervello: ci abbuffiamo di lampade e addominali, questo sì, e magari ogni tanto ci ritocchiamo pure le sopracciglia - solo in mezzo, però, senza esagerare -, ma abbiamo un'anima e la dimostriamo sfottendo la vuotezza di quei pupazzoni.
E' lo stesso meccanismo perverso che decreta il successo del Grande Fratello: gli autori, infatti, scelgono di anno in anno personaggi sempre meno interessanti e più patetici.
Di tutta questa storia quello che mi intristisce è la sottovalutazione del pubblico: spesso chi fa televisione non si preoccupa di proporre prodotti di qualità e, soprattutto, perde di vista le proprie responsabilità nei confronti dell'utenza. Perchè è l'offerta a generare la domanda, non il contrario: la sensibilità dello spettatore andrebbe stimolata e non ignorata o repressa. Non è detto che chi sta a casa si accontenti necessariamente di quello che trova in tv; è solo che a volte sente di non avere alternativa al linguaggio squalificante di alcuni programmi.
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martedì 24 marzo 2009
AMICI VS XFACTOR: LA VERA SFIDA E' TRA MUSICA E REALITY.
Non c'è bisogno di aspettare i dati di ascolto: Amici ha vinto per la seconda settimana consecutiva la sfida del martedì sera contro Xfactor. D'altronde, si trattava della finale: milioni di spettatori hanno aspettato mesi per conoscere il vincitore del talent show di Maria De Filippi. I risultati hanno dato ragione al direttore di Canale5 Massimo Donelli: ha fatto bene ad anticipare Amici di un giorno in modo da sfidare Xfactor. Ma che fatica rimbalzare di continuo da uno show all'altro per non perdere la buona musica!
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mercoledì 18 marzo 2009
QUANDO L'IDEA NON C'E' I PALINSESTI BALLANO.
Palinsesti così stravolti che neanche il televideo riesce a stargli dietro e guide Tv da ristampare praticamente ogni giorno: che ne è delle certezze di noi poveri spettatori? Andiamo con ordine: poco più di una settimana fa Veronica Maya debutta in prima serata su Rai1 con lo show Gli incredibili. L'esperimento è veramente grossolano: lo spettacolo ruba un pò da Scommettiamo che e un pò da I cervelloni e non convince. Il giorno seguente, alla luce degli avvilenti quanto prevedibili dati d'ascolto, il programma viene chiuso, ma Fabrizio Del Noce, direttore di Rai1, si affretta a sollevare Veronica Maya da qualunque responsabilità. Del resto, la Maya è una delle "del nocine", le conduttrici di ultima generazione su cui l'ammiraglia Rai sta scommettendo; le altre sono Elisabetta Isoardi, Eleonora Daniele e Caterina Balivo. Senza entrare nel merito del percorso televisivo di ognuna, non sarebbe opportuno associare ai nuovi volti nuove idee? Fino a quando il servizio pubblico ci propinerà minestre riscaldate al sapore melenso di nostalgy e trash reality?
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domenica 22 febbraio 2009
L'AMICO DI MARIA CONQUISTA IL FESTIVAL!
Banalmente, si può supporre che le quattordicenni oggi vadano a letto dopo l'una e che quindi votino fino alla fine il proprio beniamino con una caterva di sms. In realtà, la vittoria di Marco Carta del Festival di Sanremo59 è il segno dei tempi: le star della canzone italiana arrivano ormai dai Talent Show come Amici o X-Factor. Non a caso, l'estate scorsa i fenomeni Marco Carta e Giusy Ferreri (trionfatrice morale di X-Factor) hanno monopolizzato il mercato discografico. Il giovane interprete sardo che ieri sera ha sbaragliato gli altri artisti in gara ha una voce roca molto particolare ed è sicuramente più simpatico quando canta che quando parla. "La forza mia" è un brano senza alcuna pretesa, se non quella di scalare le vette delle charts radiofoniche: si presta meglio, insomma, a diventare una suoneria del cellulare. Anche la vittoria di Sal Da Vinci sarebbe stata un finale col botto e oggi tutti avremmo scritto di un doppio riscatto: della tradizione musicale della città più maltrattata d'Italia, ma anche di uno degli artisti esclusi dalla gara e poi ripescati dal televoto. In quanto a Povia, si è detto fin troppo: la sua canzone non ha vinto perchè non è piaciuta abbastanza. Punto.
Sanremo59, campione di ascolti e incassi pubblicitari, chiude i battenti. Non dovremo più sorbirci le citazioni erudite di Bonolis e il suo umorismo forzato. Per un pò ci disintossicheremo anche dalle sue adulazioni indirizzate ai superospiti internazionali (dare dello gnocco e dello strafigo a Vincent Cassèl mi sembra troppo!). Più spontanea dell'affettato conduttore, Maria De Filippi nell'ultimo appuntamento del Festival si è data con molta autoironia il ruolo della valletta sprovveduta. La De Filippi è un'anchorwoman intelligente e dà lezioni di stile anche dal Palco dell'Ariston: peccato che il suo look sia sempre raggelante (un pò Trinity, un pò sadomaso, il nude-look over'50 sembra essere la cifra di questo Festival; per fortuna abbiamo finito).
Personalmente, sono felice del successo di Sanremo e ne riconosco il merito a Paolo Bonolis, discutibile conduttore, ma grande direttore artistico. In fondo, si devono a lui lo svecchiamento e la velocizzazione della gara: eliminazioni e ripescaggi nel corso delle serate ricordano un pò troppo il meccanismo dei talent show (non sarà che Bonolis ha chiesto suggerimenti all'amica Maria De Filippi?), ma hanno il pregio di creare suspense e suscitare curiosità. Inoltre, quest'anno è nato SanremoWeb, un contest che grazie alla sua multimedialità coinvolge principalmente i giovani.
Il Festival è riuscito: non solo per gli ascolti - quelli, semmai, interessano ai pubblicitari e ai direttori di rete -, ma perchè ci ha regalato ancora una volta curiosità, emozioni forti e tanta voglia di cantare.
Pubblicato da gianluca alle 02:01 1 commenti
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giovedì 12 febbraio 2009
IL MORBO CHIAMATO TRASH.
Non vorrei ripetermi e sottolineare ancora una volta l'opportunità di ritrovare il silenzio, ma devo farlo: sono stanco di palinsesti isterici! La televisione - indistintamente, il servizio pubblico e l'emittenza commerciale - ci assorda in prima e seconda serata con strilli, risse e pianti convulsi. Ieri, per esempio, ho provato a fare zapping per sfuggire alle lacrime di Linda Santaguida (chiii?), ospite insieme al suo compagno Costantino del programma "Dimmi la verità". Mi ero appena liberato della lanciatissima Caterina Balivo (lanciata si, ma dove?!), quando mi sono imbattuto negli Amici di Maria... Ma quali amici? Sfido chiunque a volersi accompagnare a iene del genere. Nella seconda fase dello show (il serale), più che concentrarsi su training e performance, i protagonisti sono distratti e incattiviti dal copione che non perde occasione di metterli l'uno contro l'altro. Meno talenty - sudore, sacrifici, allenamenti duri -, più reality - insulti, lacrime e precarie riconciliazioni -. Che peccato! Credo fermamente nel messaggio che i talent show sono in grado di trasmettere: propongono come modello giovani coraggiosi e determinati, pronti a rimboccarsi le maniche per fare dei sogni obiettivi concreti. Ma nella scuola della De Filippi questo potenziale è annullato dallo starnazzare di professori e studenti.
Pubblicato da gianluca alle 09:45 0 commenti
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