BLOGGER TEMPLATES AND TWITTER BACKGROUNDS »
Visualizzazione post con etichetta rai2. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rai2. Mostra tutti i post

martedì 23 giugno 2009

BIGNARDI/CALABRESI: L'INTERVISTA INDISPENSABILE.

"Proprio tutti possono trovare la forza di reagire a una tragedia e andare avanti?". Con questa domanda Daria Bignardi conclude l'intervista a Mario Calabresi, direttore de La Stampa, ospite all'ultima puntata de L'era glaciale. Una domanda difficile, non solo perchè sia dura darvi una risposta assoluta, ma perchè a farla è la nuora di Adriano Sofri, esponente di Lotta Continua coinvolto nell'omicidio del commissario Luigi Calabresi, papà di Mario.

Un'intervista di quaranta minuti quella della Bignardi a Calabresi: "la più lunga che abbia mai fatto", commenta soddisfatta la conduttrice. Del resto, sfido chiunque ad annoiarsi ascoltando il giovane direttore de La Stampa, che parla e scrive con un'umanità tale da risvegliare negli altri i sentimenti più nobili. Le sue storie, raccolte nel libro La fortuna non esiste, hanno come protagoniste persone che superano un dolore decidendo di andare avanti.

In quaranta minuti Daria Bignardi chiede al collega Calabresi di commentare le notizie sulle prime pagine dei giornali, da Noemi a Gheddafi; gli chiede anche del rapporto con Torino e la famiglia Agnelli. Ma è alla fine che l'intervista diventa toccante: tra quelli che sono caduti, ma hanno trovato la forza di rialzarsi ci sono la vedova Pinelli e Gemma Calabresi, che quest'anno si sono incontrate in Quirinale.

A proposito dell'omicidio Calabresi la Bignardi usa il termine ingiustizia: non è poco, anzi, è un segno necessario di civiltà e di pacificazione. "Non bisogna rimuovere il dolore - le risponde serenamente Mario Calabresi -, ma sforzarsi di andare avanti mantenendo viva la memoria: è l'unica scommessa che possiamo fare".

giovedì 11 giugno 2009

IN SCENA IL TERRORE NELLA NOTTE DI RAI2.

La linea d'ombra, ovvero la zona grigia tra il lecito e l'illecito, la frontiera oltre cui l'uomo diventa criminale. Come e perchè nasce un delitto? E' questa la domanda cui il criminologo Massimo Picozzi cerca di dare risposta attraverso dieci racconti da brivido: storie vere intrise di sangue, tra le più agghiaccianti della cronaca degli ultimi decenni.

La linea d'ombra è un programma costruito con la cura e la ricercatezza di una regia cinematografica: tutto - dalle musiche, alle voci narranti, alla fotografia - contribuisce a creare suspense. Alle immagini vere, fotografie delle vittime o servizi dei telegiornali, si alternano sequenze di grande impatto narrativo, come tratte da un film dell'orrore, accompagnate da citazioni letterarie.

In realtà, le storie basterebbero da sole a tenere il pubblico col fiato sospeso, meglio di un qualsiasi telefilm poliziesco. Già, perchè La linea d'ombra, oltre a ricostruire la scena del crimine, indaga nella mente dell'omicida, ripercorrendone il vissuto. Scavare nel passato fino ad arrivare alle origini del male; scovare quei segni premonitori che sempre vengono trascurati o sminuiti.

Ogni puntata del programma è dedicata a un diverso serial killer: Stevanin il killer delle prostitute, Dahmer il cannibale di Milwaukee, Kuklinski l'uomo di ghiaccio. Nei loro sguardi il vuoto; nelle loro voci una calma terrificante.

I testi sono di Massimo Picozzi, che, come un drammaturgo, riesce ad associare il pathos necessario a una profonda conoscenza del criminal profiling. La regia del programma, in onda il martedì su Rai2 alle 23.40, è di Guido Morandini.

martedì 12 maggio 2009

RICOMINCIARE CON ALDA D'EUSANIO: MEGLIO DI NO.

Cos'hanno in comune il maggiordomo di Lady Diana, l'autista di Giovanni Falcone e l'ex moglie di Gigi D'Alessio? Che sono tutti protagonisti di Ricominciare, lo show in onda su Rai2 condotto da Alda D'Eusanio.

Dopo alcuni anni in naftalina, la conduttrice abruzzese è stata rodata l'estate scorsa (a luglio ci si può anche permettere di sperimentare un programma nuovo e di dubbia riuscita; chi vuoi che guardi la tv?!), guadagnandosi quella che si potrebbe definire una promozione con riserva. Ricomniciare è tornato quest'anno, non in estate ma in primavera, ultima coda della stagione televisiva.

Rossa come Milva e ruspante come Paolo Limiti, la D'Eusanio porta in televisione starlette dimenticate, sfigati cronici e personaggi balzati alla ribalta delle cronache per tragedie varie. Che si tratti della sorella di una vittima del massacro del Circeo o della non più giovane Anita Eckberg, l'accoglienza è la stessa: "Che splendore, sei bellissima! Il mio mito da sempre!".

Come nel salotto pomeridiano di Al posto tuo, le interviste della D'Eusanio soddisfano curiosità morbose, sulla veglia funebre a Diana e sull'abito che indossava da morta, piuttosto che sui corpicini delle vittime del mostro di Marcinelle.

A dispetto del titolo Ricominciare, il programma scava in un torbido passato riportando alla luce storie truculente e protagonisti delle cronache mondane. Vittime o carnefici, mogli o amanti, tutti salgono sul carrozzone della D'Eusanio: fino a quando continuerà a esumare cadaveri?

Di tutto il programma salverei i filmati che ricostruiscono il background storico da cui provengono i personaggi di ogni puntata: affreschi ben concentrati e soprattutto ricchi, grazie alle preziose teche Rai.

Dopo il compagno di Gianni Versace, l'ex della contessa Agusta e il non più piccolo Farouk Kassàm, attendiamo trepidanti il biondino degli 883, il mago Galbusera e il pupazzo Rockfeller!

sabato 9 maggio 2009

TROPPE PIROETTE IN TV!

I ballerini conquisteranno il mondo e ci faranno tutti schiavi! Sono già partite le audizioni per la nuova edizione di Amici - una vera e propria gara al massacro - e la Rai non se ne sta certo con le mani in mano. Tutti sulle punte, anche nella Tv di stato!

"... Perchè Academy è la tv che balla"! Ma anche no. Il nuovo talent di Rai2 Academy è noioso, scontato, già visto. Dopo il successo consolidato negli anni di Amici a chi sarà mai venuta l'idea di produrre un programma praticamente uguale?! Stesso studio, stesse coreografie, stesse gare, anzi, sfide! Non mancano i giurati pittoreschi e isterici, le lacrime, gli abbracci e le liti da cortile cui siamo ormai abituati.

Ma Academy non è proprio uguale ad Amici: non c'è Maria De Filippi, ma Lucilla Agosti nell'inquietante versione "conduttrice perfetta". E' bionda, ha i boccoli e un sorriso plastico: sembrerebbe quasi contenta di starsene strizzata in quei tubini colorati. Ride delle battute, è contrita quando legge il nome degli eliminati; ovviamente, non suda mai. Dopo ogni puntata la rimettono nel polistirolo accanto a Milly Carlucci. Che ne è della fresca e spontanea Lucilla Agosti che conduceva su All Music Azzurro, il programma dedicato alla musica italiana?

Ad Academy manca il cinismo di Maria De Filippi, la capacità di tirare fuori il peggio dei concorrenti e dei giurati: isterismi, vittimismi e manie di protagonismo. Lo show di Rai2 è la versione edulcorata di Amici, è meno strillato ma gli somiglia troppo. Meno reality, più talent: la formula potrebbe funzionare, ma il programma, pur essendo più "educato", è prevedibile e non incuriosisce.

sabato 21 marzo 2009

L'ERA GLACIALE: DARIA BIGNARDI "INVADE" LA RAI.

"Barbara Palombelli mi da della snob, roba da matti!", protestava Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche. Che cosa dirà adesso la signora Palombelli guardando L'era glaciale, il nuovo show della Bignardi in onda su Rai2? Quando la prezzemolina Luciana Littizzetto, ospite inaugurale del programma, nota che la scenografia somiglia a quella delle Invasioni, si becca una strigliata dalla maestrina Bignardi: "Non è mica una foresta, Lucianina! Non vedi che sono tante lettere dell'alfabeto? Ovviamente, è un omaggio alle parole in libertà del manifesto del Futurismo di cui quest'anno ricorre il centenario". Ma come si fa a non capirlo subito?! La lezioncina non finisce qui: "Il pavimento dello studio è ispirato a un celebre dipinto". Che distratta, Lucianina, se non riconosci neanche il quadro di William... Si, insomma, lui! "E la sigla ti è piaciuta? L'ha firmata Gipi, il più grande disegnatore italiano: lo ha citato perfino il Wall street journal". Insomma, Daria Bignardi ci tiene a sottolineare la ricercatezza del suo nouvo programma, un prodotto fatto apposta per l'elite che snobba la mondanità del venerdì sera. La struttura è molto simile alle Invasioni Barbariche: tre interviste lunghe a personaggi della politica, dello spettacolo e dello sport, più un quarto faccia a faccia veloce. I ritratti degli ospiti sono impreziositi dalle teche Rai: un patrimonio ricchissimo di immagini, di cui troppo raramente si ricorda l'importanza. Daria Bignardi si riconferma l'intervistatrice più composta e "perfettina" della televisione: è tesa, anche un pò sudata - il debutto è sempre il debutto! -, ma tutto sommato a suo agio nell'Era Glaciale; certo, in diretta su La7 sembrava meno ingessata, ma diamole tempo.
Quasi a sottolineare la natura del suo nuovo programma, la Bignardi sceglie di aprire la prima puntata con Luciana Littizzetto, simbolo della comicità radical chic, e di chiuderla con "il divino" Roberto Bolle. Ma non pensate che il suo sia il tipico salotto della Milano bene, mi raccomando!
In bocca al lupo a Daria Bignardi per la sua nuova avventura: in fondo, chi ama le belle interviste non può fare a meno di seguirla.

lunedì 16 marzo 2009

LA DOMENICA SERA DI RAI2: LEZIONI DI SERIALITA'.

Numb3rs è una serie Tv basata sulla storia dell'agente FBI Don Eppes (Rob Morrow) che un giorno decide di coinvolgere il fratello Charlie Eppes (David Krumholtz), genio della matematica, nella risoluzione dei casi più difficili del Federal Bureau of Investigation. I due fratelli hanno un approccio completamente diverso alle indagini: il primo ha la concretezza tipica dell'agente investigativo, mentre l'altro si basa su teorie matematiche. Ma unendo i propri talenti i due riescono a svelare le trame criminali più indecifrabili. Il giovane Charlie decide di seguire suo fratello maggiore nell'impresa perchè cerca fin da bambino di conquistarne la stima. La serie è prodotta da Ridley Scott, regista di Blade Runner, Alien e Il Gladiatore, e da Tony Scott, che ha diretto Miriam si sveglia a mezzanotte, Top Gun e Spy Game.


Criminal Minds è la serie televisiva, creata da Jeff Davis nel 2005, incentrata sll'unità dell’FBI dove lavorano investigatori specializzati nell’analisi psicologica delle menti criminali. Non sono poliziotti della scientifica: non analizzano campioni in laboratorio, ma il comportamento criminale sulla scena del delitto e nella vita di ogni giorno. L'obiettivo è anticipare i serial killer e fermarli prima che tornino a colpire. Scritta con l’ausilio di un ex agente dell’FBI, ispirandosi al ricco archivio compilato in trentacinque anni dai profiler americani, Criminal Minds ha appassionato il pubblico statunitense. La serie infatti, lanciata nel settembre 2005 dalla CBS, ha ottenuto circa 15 milioni di spettatori in media per ogni puntata ed è stabilmente presente nella classifica dei venti programmi televisivi più visti in USA.

La domenica sera di Rai2, oltre a meritare il nostro tempo e la nostra attenzione, dovrebbe indurci a una dolorosa quanto utile riflessione su fiction e serialità. In America i telefilm non riciclano gli attori di serieB, magari reduci da un reality, ma prendono in prestito dal cinema interpreti e registi. I serial statunitensi si nutrono di idee originali e non di modelli importati dall'estero e riadattati "alla carlona"; sono arricchiti da sceneggiature avvincenti, musiche memorabili e ambientazioni studiate nel dettaglio.

Semplicemente, in America esiste un'industria dei telefilm, in Italia no!