Delude fin dalle prime battute la 60esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Con Bonolis e Laurenti in apertura, sembra di tornare indietro di un anno: insomma, repetita scocciant e Sanremo 2010 non promette niente di buono.
Non si poteva proprio fare a meno dell'estenuante duo Bonolis Laurenti? Voglio dire, quel siparietto triste, trito e ritrito; quell'inutile scimmiottare Totò e Peppino... E' una partenza sbagliata: che noia!
Ma Paolo Bonolis "appartiene" a Lucio Presta, si sa, e come lui la rigogliosa Clerici. Quindi, no: non si poteva fare a meno.
Bella e dimagrita, la padrona di casa Antonella Clerici sembra un pò ingessata e sotto tono. Delle due una: è ancora sedata dalle pillole che ha ingerito per perdere peso; risente dell'impatto con il palco dell'Ariston. Diamole tempo e passiamo, finalmente, alla gara.
Irene Grandi apre le danze con La cometa di Halley... E altro che se si sente la mano dei Baustelle! La canzone, infatti, è stata scritta insieme a Francesco Bianconi, leader del gruppo. Già con Bruci la città, clamorosamente esclusa da Sanremo 2007, i due avevano collaborato in maniera più che proficua. La toscanaccia Irene, a 40 anni suonati, non rinuncia all'aria da bambina cattiva, ma ci può stare. Il brano è orecchiabile, ritmato e si fa cantare. Voto: 7.
Valerio Scanu , l'Amico più uterino che Maria De Filippi abbia mai sfornato, canta Per tutte le volte che: solito brano autorale, tristemente sanremese. Un'impronta miseramente melodica, che, oltretutto, non mette a frutto le potenzialità dell'interprete. Voto: 4.
Toto Cutugno, così piacione e brizzolato da rubare il cuore alle sciure della madre Russia, canta Aereoplani... E sembra di sentirlo cantare Le mamme, o anche Gli amori: i successi che lo inchiodavano negli anni d'oro al secondo posto della classifica festivaliera. Un dejavu di cui si può fare a meno. Voto: 4.
Arisa canta Ma l'amore no. Lo scorso anno la sua aria naive e decisamente sopra le righe colpì per originalità: adesso sembra una forzatura. Arisa ha capito che fare la sbirulina del Festival paga, ma esagera: si fa accompagnare dal trio en travesti delle sorelle Marinetti. Comunque, il brano è spiritoso, ha il merito di trattare l'amore e le sue pene con leggerezza. Voto: 5.
Nino D'Angelo e Maria Nazionale cantano il primo brano in dialetto di questa edizione, Jammo Jà : D'Angelo è espressivo, la Nazionale molto dotata, ma il brano non è originale. Le solite tammorre accompagnano un testo che racconta la meridionalità e l'arte di arrangiarsi (ideona!). Voto: 5.
Talent che vai, stellina che trovi: Marco Mengoni, pupillo frignone di Morgan a Xfactor, con un look che farebbe impallidire la pop star Rihanna canta Credimi Ancora . Per fortuna, la voce colpisce più della cresta: Marco è un interprete interessante e il suo brano grintoso. Voto: 6 e mezzo.
Simone Cristicchi canta Menomale, il pezzo che ha fatto infuriare l'Eliseo e la premiere dame Carlà. Sembra quasi l'Enrico Ruggeri dei Decibel, ma Cristicchi non è altrettanto musicale. Il brano, comunque, coinvolge e resta in mente. Voto: 6-.
Malika Ayane canta Ricomincio da qui: l'attesissima performance non dispiace, ma neanche colpisce. Malika ha una voce particolare, ma la sua canzone, più che sorprendere, annoia. Voto: 6.
Accolti dai fischi, arrivano sul palco Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici: il loro omaggio all'Italia, Italia, amore mio, è triste e scontato. Niente contro il simpatico Enzo Ghinazzi, per carità, ma questo principe chi è? Chi l'ha visto mai?! Di botto, arriva in Italia e, per prima cosa, chiede un maxirisarcimento: poi si da al ballo, alla politica e adesso al canto. Di possibilità ne ha avute, credo: va bene riciclarsi, ma perchè non inventa una scusa e torna a casa (magari oltralpe)? Voto: 3.
Antonella Clerici legge un passo della canzone di Morgan, il grande assente: fosse stato per lei, dichiara, avrebbe lasciato che l'artista si esibisse... Ma lo commisera troppo, avallando l'immagine del derelitto che la tv di Stato ha ipocritamente confezionato.
Diretto dalla sua compagna, Andrea Mirò, Enrico Ruggeri canta La notte delle fate: brano poetico e delicato, ricco di immagini suggestive. Voto: 7+.
I Sonohra cantano Baby, che fin dalle prime note si candida a colonna sonora del prossimo film di Moccia. Quando cantano l'ammOre, i fratelli sbarbatelli emozionano come i Bee Hive (quelli di Licia). Voto: 4 e mezzo.
Povia canta La verità: personaggio molto sgradevole (uno shampoo, please, e poi giù quelle mani da mimo ubriaco!), ha tuttavia il merito di presentare un pezzo intenso, dal testo immediato ed emozionante. Voto: 6+.
Irene Fornaciari e i Nomadi cantano Il mondo piange: un inno all'amore che ha qualcosa di spirituale. La Fornaciari sembra una figlia dei fiori in clamoroso ritardo. Voto: 6.
Noemi, rivelazione della penultima edizione di Xfactor, canta Per tutta la vita: un brano molto radiofonico, in cui è facile riconoscersi. L'interpretazione di Noemi conquista perchè graffiante. Voto: 6 e mezzo.
Fabrizio Moro canta Non è una canzone: pezzo reggae molto incazzato sul disagio dei trentenni che non trovano il proprio posto nel mondo. Voto: 6 e mezzo.
Questa prima, deludente puntata della 60esimo Sanremo ha un merito: da spazio agli artisti in gara, che si susseguono velocemente, senza troppe interruzioni. Velocemente rispetto allo standard festivaliero, si intende.
Perchè è questo Sanremo: una gara tra cantanti che ha bisogno di ritrovarsi, evitando inutili divagazioni. Ospitate e partecipazioni straordinarie non si giustificano più: tre serate basterebbero, senza inutili lungaggini. Una festa della musica... E che musica sia!
martedì 16 febbraio 2010
SANREMO: LE PAGELLE DEI BIG
Pubblicato da gianluca alle 12:39 0 commenti
Etichette: antonella clerici, irene grandi, paolo bonolis, sanremo 2010
mercoledì 25 marzo 2009
E CHE CI VUOLE A FARE TELEVISIONE?!
Il marito o compagno di Grazia Deledda ha forse preteso di scrivere novelle? Gli amici di Guttuso o De Chirico si sono per caso improvvisati artisti? La risposta è scontata: magari bastasse la prossimità al genio per appropriarsi dei suoi talenti e creare capolavori! E il discorso non vale solo per l'arte: non tutti i figli o congiunti dei medici sono medici a loro volta, nè i figli dei notai, dei falegnami, etc.
Perchè allora Sonia Bruganelli, meglio conosciuta - forse - come Sonia Bonolis, è finita in prima serata su Canale5? Qual'è il contributo della bella e sorridente moglie del direttore artistico del Festival di Sanremo? Semplice: il problema non si pone. I varietà costruiti sul niente non richiedono ai partecipanti particolari talenti: basta esserci e fare salotto.
Il gioco si sa: l'impresario del momento lottizza programmi riscaldati come minestre, fa della sua compagna la conduttrice di punta e le affida i cavalli della sua scuderia. Un carrozzone variegato e sorprendente - un buon agente non si fa mancare proprio nulla -: la vedova del presentatore controcorrente (lui si un uomo di spettacolo!), lo scugnizzo raccolto dalla strada e catapultato sulla croisette, il fotografo di vallettopoli e la trasgressiva signora dei salotti. Non possono certo mancare i soliti Uomini e donne, grandi fratelli e sorelle.
Nella squadra del superimpresario brilla, ovviamente, il superconduttore, gemma tra le gemme: i due si scambiano superautori e superospiti. Tra questi, c'è chi, avendo vinto un premio Oscar, arriva a chiedere i diritti Rai in cambio di una sua apparizione, appropriandosi così di una fetta del patrimonio culturale che appartiene (non lo dimentichiamo!) a tutti noi.
Non me ne voglia la signora Bruganelli in Bonolis, che, come si è visto, non è che la punta dell'iceberg. La tv del niente, che da spazio a chi improvvisa senza preoccuparsi di "saper fare", ci offre spettacoli poco edificanti: il re dei paparazzi indagato per bancarotta che si siede su un trono e si lascia baciare i piedi dai suoi "contadini"; la contessa del trash disposta a tutto pur di apparire, perfino a lasciarsi insultare da chi ha la metà dei suoi anni.
"Amici ascoltatori", vogliamo davvero tutto questo?
Pubblicato da gianluca alle 08:47 0 commenti
Etichette: paolo bonolis, sonia bruganelli, televisione, varietà
domenica 22 febbraio 2009
L'AMICO DI MARIA CONQUISTA IL FESTIVAL!
Banalmente, si può supporre che le quattordicenni oggi vadano a letto dopo l'una e che quindi votino fino alla fine il proprio beniamino con una caterva di sms. In realtà, la vittoria di Marco Carta del Festival di Sanremo59 è il segno dei tempi: le star della canzone italiana arrivano ormai dai Talent Show come Amici o X-Factor. Non a caso, l'estate scorsa i fenomeni Marco Carta e Giusy Ferreri (trionfatrice morale di X-Factor) hanno monopolizzato il mercato discografico. Il giovane interprete sardo che ieri sera ha sbaragliato gli altri artisti in gara ha una voce roca molto particolare ed è sicuramente più simpatico quando canta che quando parla. "La forza mia" è un brano senza alcuna pretesa, se non quella di scalare le vette delle charts radiofoniche: si presta meglio, insomma, a diventare una suoneria del cellulare. Anche la vittoria di Sal Da Vinci sarebbe stata un finale col botto e oggi tutti avremmo scritto di un doppio riscatto: della tradizione musicale della città più maltrattata d'Italia, ma anche di uno degli artisti esclusi dalla gara e poi ripescati dal televoto. In quanto a Povia, si è detto fin troppo: la sua canzone non ha vinto perchè non è piaciuta abbastanza. Punto.
Sanremo59, campione di ascolti e incassi pubblicitari, chiude i battenti. Non dovremo più sorbirci le citazioni erudite di Bonolis e il suo umorismo forzato. Per un pò ci disintossicheremo anche dalle sue adulazioni indirizzate ai superospiti internazionali (dare dello gnocco e dello strafigo a Vincent Cassèl mi sembra troppo!). Più spontanea dell'affettato conduttore, Maria De Filippi nell'ultimo appuntamento del Festival si è data con molta autoironia il ruolo della valletta sprovveduta. La De Filippi è un'anchorwoman intelligente e dà lezioni di stile anche dal Palco dell'Ariston: peccato che il suo look sia sempre raggelante (un pò Trinity, un pò sadomaso, il nude-look over'50 sembra essere la cifra di questo Festival; per fortuna abbiamo finito).
Personalmente, sono felice del successo di Sanremo e ne riconosco il merito a Paolo Bonolis, discutibile conduttore, ma grande direttore artistico. In fondo, si devono a lui lo svecchiamento e la velocizzazione della gara: eliminazioni e ripescaggi nel corso delle serate ricordano un pò troppo il meccanismo dei talent show (non sarà che Bonolis ha chiesto suggerimenti all'amica Maria De Filippi?), ma hanno il pregio di creare suspense e suscitare curiosità. Inoltre, quest'anno è nato SanremoWeb, un contest che grazie alla sua multimedialità coinvolge principalmente i giovani.
Il Festival è riuscito: non solo per gli ascolti - quelli, semmai, interessano ai pubblicitari e ai direttori di rete -, ma perchè ci ha regalato ancora una volta curiosità, emozioni forti e tanta voglia di cantare.
Pubblicato da gianluca alle 02:01 1 commenti
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giovedì 19 febbraio 2009
NUOVE PROPOSTE E PADRINI-PADRONI.
Grandi, grandissime emozioni al terzo appuntamento col Festival di Sanremo: le pietre miliari della musica italiana ci regalano memorabili esibizioni dal vivo. Ma non saranno troppo invasivi questi Cocciante, Dalla e Daniele? Riproponendo i successi che ciascuno di noi ha nel cuore, non oscurano, forse, le nuove proposte? In fondo, questa dovrebbe essere la serata dei giovani! Altro che padrini: i big - sebbene molto apprezzati - diventano piuttosto padri-padroni!
Pubblicato da gianluca alle 12:32 0 commenti
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mercoledì 18 febbraio 2009
SONO SOLO CANZONETTE!
E' un Bonolis diverso quello della seconda serata del Festival, più sicuro e forte dei 14milioni di spettatori che hanno seguito l'apertura. Si sente il padrone di casa e marca il territorio con gli omaggi a Mozart - a inizio programma con un estratto del film "Amadeus" - e a Fabrizio De Andrè nel giorno del suo compleanno. "E dicevano che il Festival è morto... Ma ci facciano il piacere, ci facciano!", gongola Bonolis, incoraggiato dalla giuria che quest'anno sembra voler trasformare la galleria del teatro in una curva con continui applausi e cori da stadio. Più il conduttore si gasa, più cita gratuitamente Alberto Sordi e Totò.
Albano canta la solita aria cucitagli addosso per assecondarne le indiscusse doti di interprete.
Così piccola, così potente: Alexia colpisce per la sua grinta e la sua estensione vocalica.
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martedì 17 febbraio 2009
SANREMO PRIMA: C'ERA BISOGNO?
Sembra più una commemorazione l'apertura del cinquantanovesimo Festival della canzone italiana: in loving memory of Mina! Mi chiedo: c'era bisogno? Ma non voglio iniziare con le polemiche. Bravo Bonolis che da subito spazio alla gara: grazie ai tempi più veloci perfino la solita scenografia di Gaetano Castelli sembra più bella.
Pubblicato da gianluca alle 12:25 0 commenti
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lunedì 16 febbraio 2009
MAMMA RAI TRA NUOVE TECNOLOGIE E VECCHI ARNESI.
Sarò poco tecnologico, ma solo adesso mi rendo conto di quanto sia facile guardare la Tv dal Pc: il nuovo portale Rai.tv consente di guardare i programmi delle tre reti pubbliche in diretta. Buona la qualità dell'immagine, veloce il passaggio da un canale all'altro. Onore alla Rai che ha investito in un sito facile, navigabile e ricco di contenuti: perfino per me è semplice ripescare nell'archivio on-line programmi e telefilm. Finalmente la Tv di stato si mette al passo coi tempi: espugnando la rete e canali popolari come youtube, diventa accessibile e più vicina ai giovani. Peccato che i contenuti non si rinnovino: il Festival di Sanremo non è ancora iniziato, eppure gli altri programmi Rai già se ne nutrono. Stasera, per esempio, lo zio Bruno fa salotto "Aspettando il Festival" con Bonolis e i cantanti in gara, in collegamento dall'Ariston, Gigi D'Alessio e Vladimir Luxuria in studio: siamo solo all'anteprima, ma le banalità di Albano e le frasi di circostanza di Bonolis (con quello che prende potrebbe sforzarsi di più!) danno già la nausea. Il duo Bonolis-Laurenti... Anche basta! Intanto nel salotto di Porta a Porta prendono posto due irrinunciabili maitre a penser: Alba Parietti e Silvana Giacobini (SOB!).
Pubblicato da gianluca alle 13:49 0 commenti
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mercoledì 11 febbraio 2009
"LA VITA E' BELLA" CON I DIRITTI RAI!
La svendita dei diritti Rai in cambio di un'ospitata di pochi minuti? Ma siamo matti?!
Pubblicato da gianluca alle 05:46 0 commenti
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