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domenica 21 febbraio 2010

CHE TRISTE L'ITALIA DI SANREMO!

Sanremo è lo specchio degli italiani? Se è così, che amarezza!

Cosa ricorderemo del festival che si è concluso ieri? Il record assoluto di ascolti, magari: 12 milioni di spettatori per la finale, ovvero il 52% di share. Ma se ci fosse stata una controprogrammazione, i numeri sarebbero stati gli stessi - ieri sera Canale5 non ha mandato Io canto, il fortunato programma condotto da Gerry Scotti, ma il film Eyes Wide Shut -?

Ricorderemo forse una Antonella Clerici troppo sola e in imbarazzo: nel gestire le pause tra un'esibizione e l'altra; nell'uscire da polemiche, come quella scoppiata con gli operai di Termini Imerese. Forse un partner le avrebbe permesso di sciogliersi, di sentire meno il peso della responsabilità.

Quello che resterà del 60esimo Festival della canzone è un'immagine degli Italiani non tanto nuova e discutibile. Non più il Paese che premia le eccellenze: altro che bel canto! Siamo il popolo del televoto.

Cosa importa che Irene Grandi abbia interpretato con intensità la sua canzone grintosa e originale? Chissenefrega della voce vellutata di Malika Ayane, o della poesia di Enrico Ruggeri?

Noi vogliamo sul podio il principe sprincipato, sedanone blasonato che balla come una scopa e colleziona fiaschi elettorali. Votiamo l'amico Valerio Scanu - Dio ci liberi! -, che un anno fa ci teneva inchiodati alla tv con crisi isteriche e liti da cortile.

Bando al merito, che nel caso di Sanremo corrisponde a una bella canzone: vogliamo le baracconate, i fenomeni da circo Barnum. I fischi, l'orchestra che lancia gli spartiti per aria, le risse tra gli opinionisti: questa si che è musica!

Un'accozzaglia di note stonate, una serie di acuti assordanti e parole a caso. Il niente che ci stordisce ogni giorno e ci rende insensibili alle cose belle. Ecco cosa resterà di questo Sanremo: l'amara sensazione di un rincoglionimento generale.

martedì 16 febbraio 2010

SANREMO: LE PAGELLE DEI BIG

Delude fin dalle prime battute la 60esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Con Bonolis e Laurenti in apertura, sembra di tornare indietro di un anno: insomma, repetita scocciant e Sanremo 2010 non promette niente di buono.

Non si poteva proprio fare a meno dell'estenuante duo Bonolis Laurenti? Voglio dire, quel siparietto triste, trito e ritrito; quell'inutile scimmiottare Totò e Peppino... E' una partenza sbagliata: che noia!

Ma Paolo Bonolis "appartiene" a Lucio Presta, si sa, e come lui la rigogliosa Clerici. Quindi, no: non si poteva fare a meno.

Bella e dimagrita, la padrona di casa Antonella Clerici sembra un pò ingessata e sotto tono. Delle due una: è ancora sedata dalle pillole che ha ingerito per perdere peso; risente dell'impatto con il palco dell'Ariston. Diamole tempo e passiamo, finalmente, alla gara.

Irene Grandi apre le danze con La cometa di Halley... E altro che se si sente la mano dei Baustelle! La canzone, infatti, è stata scritta insieme a Francesco Bianconi, leader del gruppo. Già con Bruci la città, clamorosamente esclusa da Sanremo 2007, i due avevano collaborato in maniera più che proficua. La toscanaccia Irene, a 40 anni suonati, non rinuncia all'aria da bambina cattiva, ma ci può stare. Il brano è orecchiabile, ritmato e si fa cantare. Voto: 7.

Valerio Scanu , l'Amico più uterino che Maria De Filippi abbia mai sfornato, canta Per tutte le volte che: solito brano autorale, tristemente sanremese. Un'impronta miseramente melodica, che, oltretutto, non mette a frutto le potenzialità dell'interprete. Voto: 4.

Toto Cutugno, così piacione e brizzolato da rubare il cuore alle sciure della madre Russia, canta Aereoplani... E sembra di sentirlo cantare Le mamme, o anche Gli amori: i successi che lo inchiodavano negli anni d'oro al secondo posto della classifica festivaliera. Un dejavu di cui si può fare a meno. Voto: 4.

Arisa canta Ma l'amore no. Lo scorso anno la sua aria naive e decisamente sopra le righe colpì per originalità: adesso sembra una forzatura. Arisa ha capito che fare la sbirulina del Festival paga, ma esagera: si fa accompagnare dal trio en travesti delle sorelle Marinetti. Comunque, il brano è spiritoso, ha il merito di trattare l'amore e le sue pene con leggerezza. Voto: 5.

Nino D'Angelo e Maria Nazionale cantano il primo brano in dialetto di questa edizione, Jammo Jà : D'Angelo è espressivo, la Nazionale molto dotata, ma il brano non è originale. Le solite tammorre accompagnano un testo che racconta la meridionalità e l'arte di arrangiarsi (ideona!). Voto: 5.

Talent che vai, stellina che trovi: Marco Mengoni, pupillo frignone di Morgan a Xfactor, con un look che farebbe impallidire la pop star Rihanna canta Credimi Ancora . Per fortuna, la voce colpisce più della cresta: Marco è un interprete interessante e il suo brano grintoso. Voto: 6 e mezzo.

Simone Cristicchi canta Menomale, il pezzo che ha fatto infuriare l'Eliseo e la premiere dame Carlà. Sembra quasi l'Enrico Ruggeri dei Decibel, ma Cristicchi non è altrettanto musicale. Il brano, comunque, coinvolge e resta in mente. Voto: 6-.

Malika Ayane canta Ricomincio da qui: l'attesissima performance non dispiace, ma neanche colpisce. Malika ha una voce particolare, ma la sua canzone, più che sorprendere, annoia. Voto: 6.

Accolti dai fischi, arrivano sul palco Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici: il loro omaggio all'Italia, Italia, amore mio, è triste e scontato. Niente contro il simpatico Enzo Ghinazzi, per carità, ma questo principe chi è? Chi l'ha visto mai?! Di botto, arriva in Italia e, per prima cosa, chiede un maxirisarcimento: poi si da al ballo, alla politica e adesso al canto. Di possibilità ne ha avute, credo: va bene riciclarsi, ma perchè non inventa una scusa e torna a casa (magari oltralpe)? Voto: 3.

Antonella Clerici legge un passo della canzone di Morgan, il grande assente: fosse stato per lei, dichiara, avrebbe lasciato che l'artista si esibisse... Ma lo commisera troppo, avallando l'immagine del derelitto che la tv di Stato ha ipocritamente confezionato.

Diretto dalla sua compagna, Andrea Mirò, Enrico Ruggeri canta La notte delle fate: brano poetico e delicato, ricco di immagini suggestive. Voto: 7+.

I Sonohra cantano Baby, che fin dalle prime note si candida a colonna sonora del prossimo film di Moccia. Quando cantano l'ammOre, i fratelli sbarbatelli emozionano come i Bee Hive (quelli di Licia). Voto: 4 e mezzo.

Povia canta La verità: personaggio molto sgradevole (uno shampoo, please, e poi giù quelle mani da mimo ubriaco!), ha tuttavia il merito di presentare un pezzo intenso, dal testo immediato ed emozionante. Voto: 6+.

Irene Fornaciari e i Nomadi cantano Il mondo piange: un inno all'amore che ha qualcosa di spirituale. La Fornaciari sembra una figlia dei fiori in clamoroso ritardo. Voto: 6.

Noemi, rivelazione della penultima edizione di Xfactor, canta Per tutta la vita: un brano molto radiofonico, in cui è facile riconoscersi. L'interpretazione di Noemi conquista perchè graffiante. Voto: 6 e mezzo.

Fabrizio Moro canta Non è una canzone: pezzo reggae molto incazzato sul disagio dei trentenni che non trovano il proprio posto nel mondo. Voto: 6 e mezzo.

Questa prima, deludente puntata della 60esimo Sanremo ha un merito: da spazio agli artisti in gara, che si susseguono velocemente, senza troppe interruzioni. Velocemente rispetto allo standard festivaliero, si intende.

Perchè è questo Sanremo: una gara tra cantanti che ha bisogno di ritrovarsi, evitando inutili divagazioni. Ospitate e partecipazioni straordinarie non si giustificano più: tre serate basterebbero, senza inutili lungaggini. Una festa della musica... E che musica sia!

giovedì 28 gennaio 2010

IO CANTO: USIGNOLI AL PRIMO VOLO

D'accordo: è un programma praticamente già visto, ma bisogna riconoscere che i bambini di Io Canto sono bravi! Metti un brano nazional popolare come Perdere l'amore e l'ugola d'oro di un ragazzino paffuto: come non emozionarsi?

Non è lo Zecchino d'oro: questi piccoletti talentuosi fanno sul serio e cantano da grandi. Interpretano i loro idoli: Celine Dion, Andrea Bocelli, Mina...

Non c'è che dire: Io Canto è una delle grandi scommesse Mediaset di questa stagione. Gli altri programmi del Biscione (da Verissimo, a Pomeriggio5, ad Amici) non fanno che parlarne.

La gara canora under 16 è affidata al conduttore di punta, Gerry Scotti, e al regista Roberto Cenci, che il Biscione ha strappato a mamma Rai a suon di quattrini.

Il programma è la fotocopia di Ti lascio una canzone, il fortunato show condotto lo scorso anno su Raiuno da Antonella Clerici. Non a caso, anche Ti lascio era diretto da Cenci.

Di sicuro, la Clerici è più adatta a un format che vede protagonisti i bambini: è materna e spiritosa, come una Mary Poppins del tubo catodico. Scotti, invece, di solito molto facile alla commozione, sembra un pò ingessato: essere l'erede di Mike Bongiorno pesa!

Io Canto racchiude elementi che rimandano a talent di grande successo: il pubblico, per esempio, è diviso in tifoserie contrapposte, con tanto di striscioni colorati, come a Xfactor. Il marchio Mediaset, invece, è impresso sui primi piani dei genitori in lacrime, o sui bambini che dopo ogni esibizione si scambiano baci e abbracci: sono addirittura più credibili e meglio addestrati degli Amici di Maria.

Certo, le poesie da Baci Perugina che introducono ogni brano, con tanto di video, fanno molto filmino del matrimonio. Da evitare!

In studio c'è anche una giuria: Katia Ricciarelli - che ogni tanto duetta con i giovani concorrenti -, Iva Zanicchi, Afèf e, dulcis in fundo, Claudio Cecchetto, che lo scorso anno ricopriva lo stesso ruolo a Ti Lascio una canzone (come se le somiglianze non bastassero).

I format stranieri cui si ispira Io Canto sfornano ogni anno fenomeni da milioni e milioni di dischi: la 17enne Charice Pempengco, vincitrice nel 2005 del programma Little Big Star, è oggi una celebrità negli Stati Uniti e non solo. Speriamo, per la discografia italiana, che il programma condotto da Gerry Scotti persegua lo stesso obiettivo.
http://www.youtube.com/watch?v=jfpy-5ze_k4

martedì 22 dicembre 2009

SANREMO 2010: I BIG (?) IN GARA

Ci sono i veterani, come Toto Cotugno, che si palesano una volta l'anno per poi tornare nell'oblio - e affollare gli stadi della "madre Russia" -, ma anche le stelle di nuova generazione, direttamente dai talent show. Sanremo 2010 non si fa mancare proprio niente!

Non c'è Festival senza polemiche - di cos'altro discuterebbero Massimo Giletti e i suoi ospiti all'Arena? -: ecco servita la lista dei 16 big in gara. Gli abituè dell'Ariston, come Cotugno, Pupo e Giuseppe Povia (Dio ci liberi!), affronteranno le stelline di Amici e Xfactor: Marco Mengoni - che approda a Sanremo di diritto, in quanto vincitore del talent show di Raidue -, ma anche Noemi. Dalla scuderia di Maria De Filippi, invece, sulle orme di Marco Carta, arriva Valerio Scanu, allievo prediletto di Luca Jurman.

Un vero e proprio scontro generazionale, dunque, arricchito da partecipazioni quantomeno insolite: mi riferisco al Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che dopo la politica, il ballo e la richiesta di un mega risarcimento all'Italia, cerca di conquistare la benevolenza dei mancati sudditi attraverso il canto. In bocca al lupo!

Come commentare, invece, la partecipazione di Povia con una canzone su Eluana Englaro che si intitola La verità? Dispiace constatare che sul palco dell'Ariston trovi posto anche chi non è dotato di talento - o, almeno, di un brano decente - e sceglie, per emergere, di trattare argomenti su cui sarebbe opportuno osservare un rispettoso silenzio. Alle baracconate, con tanto di cartelloni da stadio, la direzione artistica del Festival dovrebbe preferire la buona musica.

E invece Sanremo serve a tenere in vita i salotti più decadenti della tv. Per non parlare dell'agenzia di collocamento per giovani talent sull'orlo del dimenticatoio.

Personalmente, apprezzo le doti vocali di Marco Mengoni, ma qualcuno mi spiega perchè mai è stato ammesso a Sanremo senza una canzone? "Ha vinto Xfactor a dicembre" - si è giustificata la padrona di casa Antonella Clerici - "ed è giusto che abbia più tempo per preparare un brano". Ma Xfactor e il Festival non sono la stessa cosa.

Non sarebbe più giusto se il giovane Mengoni e i suoi colleghi di primo pelo si mettessero alla prova senza godere di prelazioni nel contesto sanremese? Partecipare alle selezioni senza privilegi sarebbe formativo: li aiuterebbe a tornare con i piedi per terra dopo il sogno a occhi aperti del talent.

Ma queste sono solo chiacchiere: non ci resta che aspettare e sperare di sentire, comunque, della buona musica. Perchè è tutta lì la vera festa, in una canzone.

mercoledì 23 settembre 2009

TV AUTOREFERENZIALE E PASSATISTA.

La domanda nasce spontanea: cosa c'è di nuovo nella nuova stagione televisiva? Ieri Raiuno ha mandato in prima serata Tutti pazzi per la tele, lo show della nostalgia condotto da Antonella Clerici: ma si può parlare ancora della caduta di Mara Venier, travolta dall'impedito Luca Giurato nella Domenica In 1996/97? Oppure di Enrico Mentana che a Quelli che il calcio litiga al telefono con Francesco Giorgino? Cos'altro c'è da dire, o da ricordare?

Come se non bastasse, Raiuno continua a riciclare in seconda serata: a Porta a Porta c'è il cast al gran completo de Un medico in famiglia; il pretesto è lanciare la nuova serie, la sostanza è ricordare gli episodi più belli.

Insomma, l'ammiraglia della tv pubblica passa quattro ore a ravanare nel passato e a celebrare la bella televisione che fu. Ora, se questa non è crisi dei contenuti, ditemi voi! Prima ancora dei soldi, mancano le idee originali e il coraggio di rischiare. Perchè provare a offrire un prodotto nuovo, quando si può riscaldare la solita minestra? La tv se la canta e se la suona: si rivede, si commenta... Si ricicla.

La scusa ufficiale, "è quello che vuole la gente", pretende di nascondere, in Rai come in Mediaset, il fatto che non c'è più niente da dire e che non si ha voglia di cercare argomenti nuovi.

Guardare al passato può essere più comodo, ma anche autoreferenziale e distruttivo.

mercoledì 12 agosto 2009

SANREMO: AL VIA IL TOTO-VALLETTO

"Francesco Facchinetti, Fabio DeLuigi, Luca Argentero e Stefano Accorsi: potrebbe essere uno di loro - secondo Il Giornale e Pierluigi Diaco - ad affiancare Antonella Clerici al prossimo Festival di Sanremo, chequest'anno festeggia il sessantesimo compleanno. Dopo averlo co-condotto con Paolo Bonolis e dopo due fortunate edizioni di Ti lascio una canzone, sembra certo che la bionda conduttrice tornera' a calcare il palco dell'Ariston, che ha gia' visto alla conduzione due star femminili del piccolo schermo: RaffaellaCarra' nel 2001 e Simona Ventura nel 2004".

Alle anticipazioni riportate quest'oggi dall'Ansa non si può che rispondere con un sondaggio. Per ora voto io: se qualcun altro vuole seguire il mio esempio, si accomodi pure!

Francesco Facchinetti: non scherziamo. Sanremo non è Miss maglietta bagnata;

Fabio De Luigi: come baciare una in discoteca e sentire che ha i baffi più lunghi di Marino Bartoletti;

Luca Argentero: troppo bello, troppo bravo, troppo perfetto. Caga orchidee, ma per questo sarebbe ben assortito con la ruspante signora del pan grattato, Antonella Clerici. Potrebbe andare;

Stefano Accorsi: se non candidiamo un italiano naturalizzato francese proprio non siamo contenti! Prima Carlà, poi Monicà, adesso Stefanò... Questi c'hanno tutti la puzza sotto al naso!

Nessuno ha pensato a Pierfrancesco Favino o a Filippo Timi? Tipicamente italiani, simpatici e genuini. Stiamo a vedere.

martedì 2 giugno 2009

APPUNTAMENTO A SETTEMBRE: CHI VA E CHI RESTA.

Tra grandi successi, flop e immancabili polemiche, la stagione televisiva si chiude. Ma prima di andare tutti in vacanza è il momento di mettere in cantiere i palinsesti per settembre e di decidere chi resta e chi se ne va.

Un pò come succede nel calcio: prima che il campionato si concluda le grandi società danno già inizio al valzer delle panchine; milioni di tifosi aspettano trepidanti di conoscere le sorti dei propri allenatori o giocatori preferiti e intanto si divertono a fare pronostici.

Sul fronte Rai sembra sicura la conferma di Max Giusti alla conduzione di Affari tuoi, il gioco a premi che regala alla rete ammiraglia grandi ascolti nell'access prime time. Cosa fatta anche il rinnovo di Antonella Clerici: il suo agente Lucio Presta - e chi sennò?! - ha ottenuto dalla tv di Stato un contratto a progetto simile a quello che Paolo Bonolis, altro cavallo di razza della scuderia di Presta, firmerà in Mediaset.

Fa il prezioso e dice di essersi annoiato, ma Pippo Baudo resterà probabilmente alla guida della parte finale di Domenica In: il suo autore Ugo Porcelli rivela, infatti, che con un necessario restyling - dal prossimo anno non ci sarà più il contenitore pomeridiano con Lorena Bianchetti, Rosanna Lambertucci e Monica Setta; al loro posto, tra il riconfermato Massimo Giletti e Baudo, arriveranno nuovi telefilm - il programma dovrebbe ripartire regolarmente.

L'infaticabile Simona Ventura sembra voler togliere il piede dall'accelleratore: infatti, a settembre X Factor ripartirà senza di lei. Comunque, oltre a condurre Quelli che il calcio, a gennaio 2010 la Ventura ci riporterà tutti sull'Isola dei Famosi.

Sul fronte Mediaset la sempre più agghiacciante Barbara D'Urso si avvicinerebbe alla domenica pomeriggio lasciando Mattino5: al suo posto potrebbe essere quella caciarona di Mara Venièr a presentare il fortunato programma mattutino.

Intanto Teo Mammucari, che dall'8 giugno condurrà Sarabanda tutti i giorni su Canale5 con Belèn Rodriguez, annuncia che potrebbe accettare la proposta di Antonio Ricci - e vedi un pò te! - e condurre Striscia la Notizia.

Ma l'estate non è ancora iniziata e le carte nel gioco dei palinsesti potrebbero rimescolarsi: in fondo, le programmazioni TV sono anche un gioco d'azzardo!

mercoledì 20 maggio 2009

LA TV DELLA BALIVO: UNA VOLGARE PANTOMIMA.

Nella celebre classifica di Striscia la Notizia "I nuovi mostri" saprei bene a chi riservare il primo posto: la palma d'oro della mostruosità della stagione televisiva 2008/09 spetta all'abominevole Caterina Balivo. Più finta del mago Silvan e del pupazzo Uan messi insieme, la Balivo è da poco approdata in prima serata. Non contento di averle dato la striscia quotidiana di Festa Italiana - cosa ci sarà poi da festeggiare ancora non si è capito! -, il direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce ha trovato giusto affidarle la conduzione de I sogni son desideri.

E' bastato che ad Antonella Clerici venisse voglia di fare la mamma: che idea malsana per un'italiana che intende continuare a lavorare! Del Noce ha colto la palla al balzo per favorire la sua protetta Balivo, anche se questo significava mandare a casa una delle punte di diamante dell'azienda. La Clerici, infatti, con Ti lascio una canzone continua a fare il botto di ascolti, ma, attenzione, è in scadenza di contratto: per restare ha chiesto alla Rai di tornare alla guida de La prova del Cuoco - affidato a Elisa Isoardi, un'altra delnocina -.

I Sogni sono desideri somiglia al Treno della Clerici (potevano almeno sforzarsi di trovare un titolo diverso!), nel senso che è la brutta copia: il problema è proprio la Balivo e quel suo vizio di ostentare empatia con gli ospiti. Come non rimpiangere la spontaneità della Clerici?

Incartata come un torroncino, la Balivo si finge indaffarata a preparare sorprese e a organizzare ricongiungimenti: "Papà Sam viene dalle Ande e, ovviamente, non sa che sta per rivedere sua figlia. Gli abbiamo teso un trappolone coi fiocchi!". Il trappolone, che orrore! Perfino la fiammeggiante Alda D'Eusanio, una maschera di botox e cerone, è più credibile.

"Ognuno di noi ha un sogno dalla vita": con questo motto Caterina Balivo, la più invasiva delle delnocine, da inizio a ogni trasmissione. Sarebbe opportuno che il servizio pubblico in prima serata non demolisse anche la grammatica, oltre al buon gusto!

mercoledì 29 aprile 2009

BAGAGLINO: IL SIPARIO CALA IN ANTICIPO.

Il Bagaglino chiude i battenti: dov'è la sorpresa? Perchè mai lo show Bellissima, in onda su Canale5 ogni sabato in prima serata, avrebbe dovuto fare ascolti? Forse otto super gnocche bastano a decretare il successo di un varietà? Evidentemente no, quindi tutti a casa in anticipo di una settimana! In una tv commerciale, dove lo share è la conditio sine qua non, si fa presto a sospendere un programma che non raggiunge gli obiettivi minimi.

Certo, il Bagaglino in questa stagione ha dovuto affrontare la scomparsa del grande Oreste Lionello, la defezione di Leo Gullotta - impegnato a teatro - e la concorrenza di Antonella Clerici su Rai1. Non c'è storia, ragazzi: costerà tanto - senza contare la pretesa di imporre come autore il suo compagno giovane e latino -, ma l'esplosiva Clerici non teme rivali e anche quest'anno col suo show Ti lascio una canzone fa il botto. I baby cantanti di Rai1 sono davvero bravi, fanno vibrare le corde della nostalgia e non faticano a oscurare il varietà stantio del Bagaglino.

Si potrebbe osservare che nella tv dei reality e dei talent show non c'è più posto per la vecchia formula del Salone Margherita. In realtà, Bellissima ha subito una collocazione sbagliata: competere al sabato sera con il varietà della Clerici o con la Champions League non è semplice; di giovedì o venerdì lo show avrebbe ottenuto risultati migliori. Fermo restando un problema serio di contenuti: le parodie del Bagaglino non fanno più presa perchè sono rimaste le stesse dai tempi di Biberòn. Oggi in tv si ride con la Gialappa's, Zelig o Colorado. Anche la satira politica è cambiata e si nutre per lo più di antiberlusconismo, come nel caso dei Guzzanti.

Il Bagaglino non ha più futuro in televisione? Non ne sarei così sicuro. In fondo, il satellite sta rivelando una vocazione fortemente generalista: dopo Lorella Cuccarini e Mike Bongiorno, il buon Murdoch potrebbe "restaurare" altri pezzi di storia - trascurati dalla tv in chiaro - e dargli una giusta collocazione. Per ora, comunque, le luci sul palco del Salone Margherita e sulla sua bella tradizione si sono spente. Speriamo solo per ora.

domenica 5 aprile 2009

UN NUOVO ASSO NELLA MANICA DI MURDOCH!

E' sabato sera e Rai1 festeggia il ritorno in tv della neomamma Antonella Clerici: dal teatro Ariston di San Remo la simpatica conduttrice presenta la seconda edizione di Ti lascio una canzone, la gara canora tra piccole promesse della musica. In prima fila Fabrizio Del Noce applaude sorridente perchè ha qualcosa da farsi perdonare: ha appena tolto alla Clerici La prova del cuoco e con la sua cotonatissima presenza vuole sedare ogni polemica. Gli ascolti premiano la brillante Antonella che con il suo sorriso ruspante sa conquistare mamme, nonne e bambini. I piccoli in gara sono molto talentuosi: rappresentanti in erba del bel canto all'italiana, verrebbe da dire. Insomma, gli ingredienti giusti del varietà per famiglie ci sono tutti.

Ma uno spettro aleggia sul sabato sera della tv in chiaro: l'asso nella manica del satellite si chiama Fiorello. Su SkyUno - il nuovo nome del canale SkyVivo... Più generalista di così?! - lo show man siciliano è già al terzo appuntamento: il suo spettacolo è quel mix infallibile di gag e imitazioni che azzera qualunque controprogrammazione radiofonica o televisiva.

Il segreto dell'ex animatore Valtur che oggi può permettersi di rifiutare la corte del Premier è semplice: gli piace la gente. Fiorello ama coinvolgere le persone, proprio come faceva nei villaggi turistici: la sua specialità è individuare i personaggi più buffi e tirarne fuori la sorprendente comicità. Così nasce la parodia del David Letterman Show che tira in ballo esponenti politici come il sindaco di Roma Gianni Alemanno o il Ministro Giorgia Meloni mettendone alla prova il senso dell'umor.

Curioso e sensibile agli altri: Fiorello fa della gente la forza del suo show. Poco importa che siano ospiti brillanti o persone comuni: il mattatore sa come renderli spettacolari. E' talentuoso, versatile, una forza della natura: Fiorello ci regala chicche di quel varietà che ha reso grande la televisione italiana e di cui oggi quasi non c'è più traccia.

venerdì 27 marzo 2009

SENZA ANTONELLA CHE GUSTO C'E'?

Le "delnocine" colpiscono ancora! Solo due mesi fa Antonella Clerici, volto storico del fortunato programma La prova del cuoco, salutava commossa il suo pubblico prima di prendersi una pausa dal lavoro per motivi di famiglia. Una donna, anche se fa la conduttrice, avrà pur il diritto di partorire in santa pace e godersi i primi mesi di maternità! Ma in Italia, si sa, le giovani madri che lavorano non hanno vita facile e prima o poi sono costrette a fare delle rinunce.


Giorni fa il direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce ha fatto sapere alla Clerici, dipendente della Tv di stato da 23 anni, di aver affidato definitivamente a Elisabetta Isoardi la conduzione de La prova del cuoco. Ma come? La Isoardi non doveva essere che una supplente: le tagliatelle di nonna Pina avranno ancora lo stesso sapore senza il sorriso della nostra Antonella?


Ma non è tutto: Antonella Clerici perderà anche la conduzione de Il treno dei desideri, il varietà in prima serata che nella scorsa stagione ha tenuto testa a quella infallibile macchina da guerra di C'è posta per te. Indovinate chi sarà il volto nuovo del programma? Caterina Balivo (e come ti sbagli?!), la più lanciata delle delnocine.


Insomma, direttore Del Noce, ci imponga pure le sue favorite, ma si inventi programmi nuovi! Che so, una trovata originale: mettiamoli sotto, 'sti autori! E' giusto togliere uno show a chi lo ha reso popolare e magari comprometterne i risultati? Senza contare, direttore, che la sua decisione potrebbe mettere in fuga Antonella Clerici dal servizio pubblico: la conduttrice ha già fatto sapere che fra tre mesi, allo scadere del suo contratto, valuterà cosa fare.


Ma niente può spegnere il sorriso di mamma Antonella in questo momento. A Valerio Staffelli che non perde occasione di consegnarle il tapiro, risponde simpaticamente: "Dammi il tempo di tornare in Rai e mi riprendo tutto quello che è mio". In bocca al lupo!