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martedì 12 gennaio 2010

LO SCIOPERO MEDIASET E IL NUOVO LOOK DI BARBARA D'URSO

Fin dove arriva il cattivo gusto? Nei giorni in cui l'azienda Mediaset è travolta dal primo sciopero della sua storia, qualcuno assume un atteggiamento a dir poco offensivo nei confronti di lavoratori che si battono per difendere i propri diritti.

Non si tratta di una persona qualunque, sia chiaro, ma di una conduttrice di punta.

La signora Barbara D'Urso ha pensato bene di iniziare il 2010 con un nuovo taglio di capelli: domenica scorsa ha aperto la sua fortunata Domenica 5 tessendo le lodi del suo parrucchiere personale e mostrando, orgogliosa, i suoi capelli sbarazzini. Fin qui, niente di male, anzi. Cosa c'è di più eccitante per una donna di un look tutto nuovo?

Peccato che in quel momento, mentre la D'Urso si gongolava, 56 dipendenti Mediaset addette al trucco e parrucco si organizzavano per scioperare contro l'esternalizzazione del proprio settore.

Perchè è di questo che si tratta: il Biscione scaricherà alla società esterna Pragma oltre cinquanta dipendenti - alcuni dei quali assunti vent'anni fa - che perderanno, così, premi produzione e ogni altra garanzia.

Ma, per fortuna, la signora D'Urso continuerà a beneficiare del genio creativo del suo coiffeur personale. Costerà centinaia di euro a puntata (ripeto, a puntata!), ma chissene?! Mediaset se lo può permettere, visto che ha deciso di tagliare i costi di oltre 50 dipendenti.

Rita Dalla Chiesa, conduttrice del programma quotidiano Forum, ha deciso di non andare in onda nei giorni dello sciopero. I giornalisti delle testate Mediaset hanno ritirato le firme dai servizi in segno di solidarietà.

Anche Barbara D'Urso avrebbe potuto mandare una replica della sua trasmissione, mostrando vicinanza a 50 madri di famiglia come lei, ma ha preferito non mancare all'appuntamento con il pubblico. E' una gran lavoratrice e un'aziendalista; questo le fa onore.

Sarebbe stato significativo, però, da parte sua spendere qualche parola sullo sciopero e su chi, come lei, da anni si spende per il bene di Mediaset.

Rimandare il nuovo taglio di capelli a un altro momento sarebbe stato civile e di buon gusto. Non è solo una questione di delicatezza, signora D'Urso, ma di umanità. La sua spavalderia in questa circostanza sembra quasi un affronto.

http://www.youtube.com/watch?v=67vXEUK6KAI

martedì 2 giugno 2009

APPUNTAMENTO A SETTEMBRE: CHI VA E CHI RESTA.

Tra grandi successi, flop e immancabili polemiche, la stagione televisiva si chiude. Ma prima di andare tutti in vacanza è il momento di mettere in cantiere i palinsesti per settembre e di decidere chi resta e chi se ne va.

Un pò come succede nel calcio: prima che il campionato si concluda le grandi società danno già inizio al valzer delle panchine; milioni di tifosi aspettano trepidanti di conoscere le sorti dei propri allenatori o giocatori preferiti e intanto si divertono a fare pronostici.

Sul fronte Rai sembra sicura la conferma di Max Giusti alla conduzione di Affari tuoi, il gioco a premi che regala alla rete ammiraglia grandi ascolti nell'access prime time. Cosa fatta anche il rinnovo di Antonella Clerici: il suo agente Lucio Presta - e chi sennò?! - ha ottenuto dalla tv di Stato un contratto a progetto simile a quello che Paolo Bonolis, altro cavallo di razza della scuderia di Presta, firmerà in Mediaset.

Fa il prezioso e dice di essersi annoiato, ma Pippo Baudo resterà probabilmente alla guida della parte finale di Domenica In: il suo autore Ugo Porcelli rivela, infatti, che con un necessario restyling - dal prossimo anno non ci sarà più il contenitore pomeridiano con Lorena Bianchetti, Rosanna Lambertucci e Monica Setta; al loro posto, tra il riconfermato Massimo Giletti e Baudo, arriveranno nuovi telefilm - il programma dovrebbe ripartire regolarmente.

L'infaticabile Simona Ventura sembra voler togliere il piede dall'accelleratore: infatti, a settembre X Factor ripartirà senza di lei. Comunque, oltre a condurre Quelli che il calcio, a gennaio 2010 la Ventura ci riporterà tutti sull'Isola dei Famosi.

Sul fronte Mediaset la sempre più agghiacciante Barbara D'Urso si avvicinerebbe alla domenica pomeriggio lasciando Mattino5: al suo posto potrebbe essere quella caciarona di Mara Venièr a presentare il fortunato programma mattutino.

Intanto Teo Mammucari, che dall'8 giugno condurrà Sarabanda tutti i giorni su Canale5 con Belèn Rodriguez, annuncia che potrebbe accettare la proposta di Antonio Ricci - e vedi un pò te! - e condurre Striscia la Notizia.

Ma l'estate non è ancora iniziata e le carte nel gioco dei palinsesti potrebbero rimescolarsi: in fondo, le programmazioni TV sono anche un gioco d'azzardo!

venerdì 15 maggio 2009

TV: CHI SI AGGIUDICA IL RECORD DEL TRASH?

L'editoriale di Alfonso Signorini su Tv, Sorrisi e Canzoni di questa settimana mi ha molto colpito: si tratta di un'analisi interessante dello Show dei Record, in onda su Canale5 ogni giovedì in prima serata. Come mai un programma che molti trovano brutto fa ascolti così alti? Secondo il direttore Signorini, è la cosiddetta sindrome del gatto schiacciato a decretare il successo del varietà condotto da Barbara D'Urso. In pratica, lo stesso istinto che ci incuriosisce e ci fa soffermare su immagini che suscitano ribrezzo (appunto, il gatto spiaccicato in tangenziale, o anche lo scontro tra due macchine che ci fa rallentare per guardare meglio) ci incolla alla tv davanti al bambino più peloso del mondo, alla donna con le tette più grandi (e alla D'Urso che, sentendosi improvvisamente sminuita, scatena il suo istinto bestiale) o a quella più brutta.

Personalmente, trovo che lo Show dei Record sia veramente brutto, spesso volgare, e che la curiosità morbosa descritta da Signorini non sia sufficiente a costruire un programma di prima serata. Seppure facendo zapping mi imbatto nell'uomo più piccolo del mondo, un attimo dopo cambio canale davanti alla D'Urso che gli corre dietro per lo studio cercando di acchiapparlo.

Tuttavia, la sindrome del gatto schiacciato rappresenta una teoria fondamentale per il servizio pubblico che, in quanto tale, dovrebbe fare a meno di applicarla. Se, infatti, è ammissibile che la tv commerciale alimenti la malsana curiosità del pubblico (l'importante è fare ascolti e attirare i pubblicitari), non è comprensibile che la Rai faccia lo stesso. Eppure, la televisione di stato non ci risparmia plastici e biciclette insanguinate, macabri fatti di cronaca ripescati ad arte dal passato. I dettagli pulp e le testimonianze agghiaccianti si sprecano, dai tg ai talk show, fino ai varietà di prima serata.

Liberiamo il servizio pubblico dagli show dei record: record di volgarità e voyeurismo.