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venerdì 30 ottobre 2009

IL TRIO MEDUSA DA SPAZIO AL TG1.

"Si può dimagrire mangiando pane e cioccolata"; "Si chiama line down ed è il gioco di standersi a pancia in giù nei posti più strani"; "In arrivo nei negozi lo scanner per le scarpe su misura".

Tanti i temi di spessore trattati dal Tg1, ma poco il tempo per approfondirli. Per fortuna ci sono gli ausiliari del Tg1! A Parla con me Serena Dandini, ironicamente ossessionata dalla vocazione del servizio pubblico, vuol dare più spazio al telegiornale della rete ammiraglia e per farlo si affida al Trio Medusa.

Gabriele Corsi, Furio Corsetti e Giorgio Maria Daviddi, già inviati delle Iene nonchè brillanti speaker di Radio Dj, vanno in giro per la capitale a raccogliere le opinioni della gente temi di grande attualità proposti dal Tg1.

"In Gran Bretagna scatta la licenza di uccidere i pappagalli, perchè sono diventati troppi e molesti". L'allarme del Tg1 fa scattare subito il Trio Medusa. Gli indomiti inviati si lanciano in strada a intervistare i passanti: "Siamo gli ausiliari del Tg1 e vorremmo parlare di sicurezza.
Quando cammina lei ha paura di essere aggredito da un pappagallo"?

Diamo spazio al Tg1 è la rubrica più divertente di Parla con me. Se il divano della Dandini diventa troppo polveroso e radical chic, ci pensano quelli del Trio Medusa a ridare ritmo al programma. Una satira intelligente e straordinariamente vera, perchè coinvolge le persone comuni. Un'ulteriore conferma della simpatia travolgente del Trio.

http://www.youtube.com/watch?v=aH_bJLI3lMA&feature=PlayList&p=2242F3655B8558BC&playnext=1&playnext_from=PL&index=15

sabato 6 giugno 2009

UN TG LIBERO DI INFORMARE.

Guardare oggi l'edizione delle 13.30 del Tg1 mi ha fatto riflettere sul telegiornale che vorrei vedere tutti i giorni.

Un notiziario che al resoconto dei fatti principali associ approfondimenti sempre nuovi: oggi, per esempio, dopo l'apertura con le elezioni europee e amministrative - modalità di voto, orari dei seggi, comuni interessati -, è andato in onda un servizio tutt'altro che scontato sui "seggi speciali". Le telecamere ci hanno portati nelle carceri, tra i detenuti che desiderano votare e negli ospedali, tra gli ammalati gravi che, impossibilitati a muoversi, fanno richiesta al comune di dare comunque il proprio voto.

Il telegiornale del servizio pubblico, pur restando legato all'attualità, deve, a mio avviso, garantire uno sguardo attento e critico alla storia, strumento indispensabile per capire il presente. Oggi, per esempio, il servizio sullo sbarco in Normandia, di cui celebrano l'anniversario in Francia i presidenti Obama e Sarkozy, ha offerto al pubblico - sempre più distaccato e indifferente al passato - una visione dell'evento concisa, ma efficace e ricca di suggestive immagini di repertorio.

Dal tg della televisione di Stato mi aspetto, inoltre, reportage dall'estero veri e "sentiti". Duilio Giammaria, inviato del Tg1 nella valle dello Swat - la zona al confine tra Pakistan e Afghanistan, teatro del conflitto tra talebani e forse governative - ha raccontato con empatia la tragedia dei profughi e l'evolversi di una guerra troppo lontana per noi altri occidentali distratti.

Non è un caso che mi ritrovi oggi a fare queste riflessioni: si vota in tutta Italia, c'è il silenzio elettorale, e i telegiornali sono finalmente liberi dai panini imposti dalla par condicio. Niente dichiarazioni dei politici - rigorosamente prima la maggioranza e poi le opposizioni, senza dimenticare nessuno, per carità! -, le solite chiacchiere che, strutturate secondo uno schema rigido, ingessano il cuore del notiziario. Silenzio, si vota: che pace!