Affari tuoi è un programma immorale: parola di Veltroni! Chi?! Walter Veltroni, l'ex leader del Partito Democratico, proprio lui? Chi non muore si rivede! Dal dimenticatoio della politica spunta una figurina triste e sbiadita: il leader trombato che decide di rompere il silenzio che lo circonda attraverso un attacco demagogico e spropositato alla tv.
Povera televisione, ingiustamente denigrata da pseudointellettuali ed esponenti politici il cui unico scopo è guadagnare un pò di visibilità!
D'accordo: Affari tuoi è uno show nazional popolare. E con questo? I concorrenti non devono essere dotati di abilità particolari, ma solo essere fortunati a beccare il pacco giusto. E allora? Assetato di giustizia, il paladino Veltroni denuncia l'attacco della tv di stato alla moralità pubblica: il gioco a premi di Rai1 demolisce il concetto di merito. Detto da un ex leader di partito, fa un certo effetto! E chi sarebbe, caro Veltroni, il baluardo della meritocrazia in Italia, la politica forse?
Ma allora aboliamo la Lotteria Italia - così almeno ci risparmiamo gli indecorosi spettacoli abinati! -, il lotto e il superenalotto! Che ne dice, caro Veltroni?
A parte il fatto che le vincite ad Affari tuoi non sono stratosferiche come si potrebbe immaginare (la media è di 30mila euro a sera). Comunque, il programma fa leva sui sogni della gente comune che da casa si chiede "cosa farei se vincessi 500mila euro?" e sull'immedesimazione: sfido chiunque a non arrabbiarsi di fronte al concorrente che dopo aver rifiutato una dignitosa offerta del "dottore" si ritrova con un pugno di mosche.
Per conto mio, sono felice che gli ascolti abbiano premiato il simpatico Max Giusti: non era facile raccogliere il testimone dell'amatissimo Flavio Insinna, ma lui ci è riuscito egregiamente. Venerdì scorso l'ultima puntata dello speciale Affari tuoi in prima serata ha totalizzato il 26,35% di share, battendo la controprogrammazione Mediaset. Alla faccia delle critiche, Giusti raccoglie onori e glorie e va verso la riconferma.
domenica 31 maggio 2009
ALLA FACCIA DEI VUOTI MORALISMI.
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venerdì 29 maggio 2009
LA PROTESTA DI VIDEOTIME AGITA IL BISCIONE.
Quando a scioperare sono i dipendenti di una società come Videotime si verificano disagi e anomalie non sempre evidenti al pubblico: un programma come Forum va in onda in registrata e non in diretta; in mancanza dei montatori, sono i giornalisti o addirittura i dirigenti a doversi ingegnare per montare i servizi del Tg5. Già, perchè Videotime è la società che gestisce la parte tecnica di molti programmi Mediaset: lo sciopero di un giorno deciso dai suoi dipendenti romani ha paralizzato i tre centri di produzione della capitale, l’Elios, Palatino e Cinecittà.
I motivi della protesta, appoggiata dalle principali sigle sindacali, sono chiari: salari inadeguati, eccessiva esternalizzazione dei servizi a società terze, scarso ripetto degli obblighi contrattuali. In breve, la questione è la seguente: se uno dei 400 dipendenti romani di Videotime guadagna tra i 1200 e i 1500 euro al mese, una parrucchiera delle star può arrivare a 700-1300 euro al giorno.
Oltre all'assalto degli assistenti personali, i lavoratori Videotime devono affrontare anche l'avanzata dei service esterni, ovvero di quei tecnici senza tutele contrattuali che sono quindi più economici. Le società esterne spesso sono legate al gruppo Mediaset - Endemol, Corima (che fa capo alla moglie di Corrado Mantoni), Fascino (di Maria De Filippi) e Triangle (di Paola Perego) -, ma si servono di collaboratori propri che sostituiscono i dipendenti del Biscione.
In questa situazione le risorse interne si sentono sfavorite e chiedono un adeguamento dei compensi e dei contratti.
I sindacati, intanto, denunciano un aumento dei licenziamenti bianchi, cioè non determinati dai vertici: sarebbero gli stessi dipendenti, esasperati, a lasciare il proprio posto di lavoro. A quel punto l'azienda non provvede a nuove assunzioni, se non a tempo determinato. A uscire ogni giorno per realizzare i servizi dei tg non sono i dipendenti del Palatino - ormai ridotti a 5 operatori e due assistenti di ripresa, non vengono mandati fuori per evitare gli straordinari -, ma i precari.
In pochi, tra cui Michele Santoro, il quotidiano Il Manifesto e il sito internet dell'Italia dei Valori, hanno datto allo sciopero dei lavoratori Videotime il giusto risalto. Ma i problemi dei 400 dipendenti di un'azienda che ogni giorno arriva nelle case degli italiani dovrebbero suscitare l'interessamento bipartisan di tutta la classe dirigente. Dei dipendenti degli studi milanesi di All Music (in 29 su 37 sono stati licenziati senza prospettiva alcuna di ricollocamento) i media nazionali si sono occupati ancor meno.
mercoledì 27 maggio 2009
LA RAI SCARICA DOMENICA IN, MA NON RINUNCIA A SUPERPIPPO.
Domenica In, Domenica Out! Dopo Mediaset che già da alcune stagioni ha rinunciato a Buona Domenica, anche mamma Rai dal prossimo anno potrebbe cancellare lo storico contenitore domenicale ideato da Corrado nel 1976. In realtà, già da tempo Domenica In non veniva più trasmesso nella sua forma originaria: dopo i fasti di Mara Venier, il salsiccione era stato spezzettato per ottenere maggiore agilità.
Impresa ardua se a condurre le parti centrali del programma sono la "maestrina" Lorena Bianchetti, la giornalista Monica Setta - il ripiegone dopo che Barabara Palombelli fu scartata in quanto moglie dell'allora vicepremier - e la salutista Rosanna Lambertucci.
Ma i governi si susseguono e le direzioni di rete pure (talvolta in maniera provvidenziale). Nella nuova stagione 2009/10 il trio tutto al femminile Bianchetti, Setta, Lambertucci salterà per ragioni economiche: l'azienda comunica di non essere più disposta a investire in quelle parti del contenitore che, oltre a essere costose, non ripagano con gli ascolti.
A nulla è servito lo zelo dell'implacabile Lorena Rottermeier Bianchetti: la sua ramanzina in diretta al povero mago Silvan - non aveva fatto che un'ingenua battuta, signora, si rilassi! - non le ha assicurato il rinnovo del contratto.
Per fortuna i vertici Rai hanno avuto il buon senso di riconfermare Massimo Giletti con la sua Arena: dove mai sarebbero finiti a svernare Alba Parietti, Klaus Davi e la Ricciarelli? Resiste anche l'inossidabile Pippo Baudo con la sua Ieri Oggi e Domani. SuperPippo è una certezza per il pubblico over '65 che passa in casa il pomeriggio domenicale e si lascia accompagnare piacevolmente all'edizione delle venti del tg. Ieri Oggi e Domani è la riserva che Baudo occupa per portare avanti la sua crociata in favore della tv di qualità: ci ha provato anche con il varietà Serata D'Onore, trasmesso a novembre ogni sabato sera su Rai1, ma non gli è andata bene - la "Maria piglia tutto" di C'è posta per te non lascia scampo! -.
La conferma della domenica di Pippo Baudo è comunque un segnale importante: è il servizio pubblico che non vuole e non può rinunciare a un linguaggio più alto, alla classe e ai contenuti di un professionista.
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lunedì 25 maggio 2009
IL CORAGGIO DI FARRAH.
Riconoscerla è praticamente impossibile, eppure la protagonista del documentario Farrah's story è proprio Farrah Fawcett. Nella figura incerta e devastata dal male che si vede oggi ben poco è rimasto dell'angelo biondo che negli anni '70 conquistò con la sua bellezza una popolarità mondiale. Protagonista della fortunata serie tv Charlie's Angels, la Fawcett sarebbe rimasta nei ricordi dei suoi ammiratori il sex symbol per eccellenza, l'inarrivabile oggetto del desiderio.
Ma qualcosa è andato storto. L'attrice si è ammalata di cancro al colon e di fronte all'aggravarsi della malattia ha deciso di mettersi al servizio di chi è nelle sue stesse condizioni. Coraggiosamente si è messa a nudo davanti alle telecamere, lasciandosi riprendere senza capelli o durante gli attacchi di nausea e vomito: il suo obiettivo è offrire una testimonianza.
Farrah's story è un racconto autentico, crudo, ma anche molto dolce. Tra le scene più toccanti, quella in cui la Fawcett, a letto stordita dai farmaci, non riconosce il figlio: "Mamy, mamy! It's me", ma niente, nessun segno. Inizialmente restia a lasciarsi riprendere a capo scoperto, l'attrice si è poi lasciata convincere: perchè non c'è di che vergognarsi nel mostrare i segni della malattia, il punto è questo.
Il documentario non è il primo nel suo genere: è stato preceduto lo scorso anno dalla storia dell'attrice Anne Girardòt, colpita dal morbo di Alzheimer, e da quella di Jane Goody, la cattiva del Grande Fratello inglese, che per assicurare un futuro dignitoso ai figli ha accettato di farsi riprendere dalle telecamere mentre veniva stroncata da un male incurabile.
Eppure Farrah's Story ha un impatto diverso: la Fawcett è più popolare, specialmente presso gli americani che sono particolarmente sensibili alle storie vere. Inoltre, il documentario, prodotto dalla stessa Farrah Fawcett e girato da una sua amica, raggiunge livelli di autenticità e di efficacia narrativa superiori, tipici della tradizione statunitense.
Farrah's Story è stato trasmesso dalla Abc e ha inchiodato al televisore nove milioni di spettatori. L'America si è commossa, cogliendo a pieno il valore della testimonianza. Un impegno e un significato che si racchiudono nella domanda che la Fawcett rivolge in una delle prime scene: "Ho il cancro, è questa la mia battaglia. Qual'è la tua?".
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venerdì 22 maggio 2009
IL TESORO DIMENTICATO.
Che fine ha fatto il teatro in televisione? Non è scomparso, peggio! Fa da tappabuchi nella terza o quarta serata di Rai2 e Rai3, oppure nei torridi pomeriggi d'estate. Leo Gullotta, che per una tournee teatrale ha rinunciato all'ultimo e sfortunato programma del Bagaglino, chiede alla tv di stato di dedicare al teatro un canale sul digitale terrestre. Si può scommettere che il suo appello resterà inascoltato.
Eppure il servizio pubblico attraversa una paurosa crisi di contenuti: con l'avvento del digitale gli spazi disponibili si moltiplicano, ma le idee scarseggiano. E' un continuo riciclare e riadattare, ripetere e scimmiottare: il linguaggio è sempre più povero e l'offerta si appiattisce. Controprogrammazione vuol dire ormai omologazione.
Sono lontani i tempi in cui la Rai dedicava il giusto spazio al teatro, anche dialettale: negli anni '60 Eduardo De Filippo dava inizio a una prolifica collaborazione tra il suo teatro San Ferdinando e la tv di stato. Dall' auditorium Rai di Napoli (inaugurato nel 1963) Eduardo rappresentava le sue opere per il piccolo schermo: avrebbe continuato a farlo fino ai primi anni '80, regalando al suo pubblico una collezione di capolavori. I giovani riscoprono oggi questo patrimonio collettivo attraverso youtube, i dvd e anche facebook. La collaborazione tra Eduardo e la Rai riflette il suo percorso autorale e spazia dai lavori farsistici come Questi Fantasmi a quelli drammatici come Filumena Marturano o Natale in Casa Cupiello.
Ma quello di Eduardo De Filippo è solo un esempio: perchè il servizio pubblico non può, oggi come quarant'anni fa, valorizzare e far conoscere le specificità culturali di ogni regione attraverso il teatro dialettale? Si tratta delle nostre radici, di un inestimabile patrimonio di conoscenza e tradizioni: chi se non la tv di stato ha il compito di celebrarlo?
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mercoledì 20 maggio 2009
LA TV DELLA BALIVO: UNA VOLGARE PANTOMIMA.
Nella celebre classifica di Striscia la Notizia "I nuovi mostri" saprei bene a chi riservare il primo posto: la palma d'oro della mostruosità della stagione televisiva 2008/09 spetta all'abominevole Caterina Balivo. Più finta del mago Silvan e del pupazzo Uan messi insieme, la Balivo è da poco approdata in prima serata. Non contento di averle dato la striscia quotidiana di Festa Italiana - cosa ci sarà poi da festeggiare ancora non si è capito! -, il direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce ha trovato giusto affidarle la conduzione de I sogni son desideri.
E' bastato che ad Antonella Clerici venisse voglia di fare la mamma: che idea malsana per un'italiana che intende continuare a lavorare! Del Noce ha colto la palla al balzo per favorire la sua protetta Balivo, anche se questo significava mandare a casa una delle punte di diamante dell'azienda. La Clerici, infatti, con Ti lascio una canzone continua a fare il botto di ascolti, ma, attenzione, è in scadenza di contratto: per restare ha chiesto alla Rai di tornare alla guida de La prova del Cuoco - affidato a Elisa Isoardi, un'altra delnocina -.
I Sogni sono desideri somiglia al Treno della Clerici (potevano almeno sforzarsi di trovare un titolo diverso!), nel senso che è la brutta copia: il problema è proprio la Balivo e quel suo vizio di ostentare empatia con gli ospiti. Come non rimpiangere la spontaneità della Clerici?
Incartata come un torroncino, la Balivo si finge indaffarata a preparare sorprese e a organizzare ricongiungimenti: "Papà Sam viene dalle Ande e, ovviamente, non sa che sta per rivedere sua figlia. Gli abbiamo teso un trappolone coi fiocchi!". Il trappolone, che orrore! Perfino la fiammeggiante Alda D'Eusanio, una maschera di botox e cerone, è più credibile.
"Ognuno di noi ha un sogno dalla vita": con questo motto Caterina Balivo, la più invasiva delle delnocine, da inizio a ogni trasmissione. Sarebbe opportuno che il servizio pubblico in prima serata non demolisse anche la grammatica, oltre al buon gusto!
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martedì 19 maggio 2009
LA NUOVA VENTURA: MENO TV, PIU' FAMIGLIA.
Inguaribile casinista, Simona Ventura non smetterà mai di sorprenderci! La "conduttrice con le palle" non si accontenta di fare notizia manifestando l'intenzione di avere nella nuova edizione dell'Isola dei Famosi Benedetto Elio Letizia, il papà della chiacchieratissima Noemi. Con un coup de theatre degno di lei, la vulcanica superSimo ha ufficializzato stamattina il suo no alla terza edizione di X Factor. La mattatrice del tubo catodico vuole voltare le spalle a una delle sue più fortunate creature per passare più tempo in famiglia: ma ce la vedete la mattatrice del tubo catodico a preparare sughi o ad annaffiare gerani?!
Già venerdì scorso nell'intervista a Daria Bignardi la Ventura aveva detto di voler pensare agli affetti: "In questo momento sento di non dare più al lavoro il primo posto". Effettivamente, con più di novanta trasmissioni all'attivo in quest'ultima stagione, non le sarà rimasto molto tempo per sè, per i figli e per il nuovo compagno che vive al di là dell'oceano.
Simona Ventura ha spiegato sul suo sito ufficiale la decisione di lasciare X Factor, mentre la Rai dal canto suo fa sapere di condividere e rispettare la sua scelta.
Difficile immaginare qualcuna che non sia la Ventura al banco dei giurati: è stata lei a scommettere sulla conduzione di Francesco Facchinetti, a valorizzare la comicità e l'esperienza di Mara Maionchi e a lanciare Giusy Ferreri in vetta alle classifiche. D'altra parte, non era un mistero che superSimo valutasse da tempo la possibilità di prendere una pausa, andare all'estero, o di lavorare dall'altra parte della telecamera. Come insegna l'impareggiabile Fiorello, chi ha talento e passione non riesce a fare a meno di sovraesporsi, ma è importante imparare a sparire. Comunque la Ventura manterrà le conduzioni di Quelli che il calcio e de L'Isola.
X Factor risentirà dell'abbandono di Simona Ventura? Per ora non si può dire, ma sarà un'impresa sostituire questa pasionaria dell'etere. La Ventura è una professionista cazzuta: ama il suo lavoro e le piace il rischio. E' una dura, insomma! La figura più moderna - direi di rottura - del panorama televisivo nazionale.
Pubblicato da gianluca alle 05:08 0 commenti
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