La linea d'ombra, ovvero la zona grigia tra il lecito e l'illecito, la frontiera oltre cui l'uomo diventa criminale. Come e perchè nasce un delitto? E' questa la domanda cui il criminologo Massimo Picozzi cerca di dare risposta attraverso dieci racconti da brivido: storie vere intrise di sangue, tra le più agghiaccianti della cronaca degli ultimi decenni.
La linea d'ombra è un programma costruito con la cura e la ricercatezza di una regia cinematografica: tutto - dalle musiche, alle voci narranti, alla fotografia - contribuisce a creare suspense. Alle immagini vere, fotografie delle vittime o servizi dei telegiornali, si alternano sequenze di grande impatto narrativo, come tratte da un film dell'orrore, accompagnate da citazioni letterarie.
In realtà, le storie basterebbero da sole a tenere il pubblico col fiato sospeso, meglio di un qualsiasi telefilm poliziesco. Già, perchè La linea d'ombra, oltre a ricostruire la scena del crimine, indaga nella mente dell'omicida, ripercorrendone il vissuto. Scavare nel passato fino ad arrivare alle origini del male; scovare quei segni premonitori che sempre vengono trascurati o sminuiti.
Ogni puntata del programma è dedicata a un diverso serial killer: Stevanin il killer delle prostitute, Dahmer il cannibale di Milwaukee, Kuklinski l'uomo di ghiaccio. Nei loro sguardi il vuoto; nelle loro voci una calma terrificante.
I testi sono di Massimo Picozzi, che, come un drammaturgo, riesce ad associare il pathos necessario a una profonda conoscenza del criminal profiling. La regia del programma, in onda il martedì su Rai2 alle 23.40, è di Guido Morandini.
giovedì 11 giugno 2009
IN SCENA IL TERRORE NELLA NOTTE DI RAI2.
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mercoledì 10 giugno 2009
IL VISIONARIO ELI STONE.
E' inevitabile pensare alla celebre Ally McBeal quando si guarda per la prima volta Eli Stone, il telefilm sulla vita di un giovane avvocato in onda su Italia1 ogni martedì sera. Entrambi, Ally e Eli, sono avvocati di successo: riescono a vincere le cause più impossibili guadagnandosi la stima dei colleghi, ma sembrano un pò svaniti e sopra le righe. Spesso si estraniano e hanno delle visioni buffe: la parte più divertente dei due personaggi è proprio il tentativo disperato di restare in equilibrio tra la realtà e la percezione che ne hanno.
Ma ci sono delle differenze: Ally McBeal è una giovane donna in balia delle sue emozioni, dei casini legati a un lavoro totalizzante e a storie d'amore sfigate. Le sue visioni sono frutto di estraniazioni temporanee, in perfetto stile Amelie Poulain, come vignette umoristiche che rendono il racconto brillante.
Ben diverso il caso di Eli Stone: d'improvviso, mentre sta scalando le vette dello studio legale più prestigioso della città, il giovane avvocato inizia ad avere allucinazioni inspiegabili. Nel suo caso, però, non si tratta semplicemente di divagazioni, ma di segni premonitori. Colpito da un aneurisma, la stessa patologia che uccise il papà, Eli Stone acquista doti profetiche: le sue visioni sono chiaramente riconducibili a decisioni da prendere o a casi da accettare. La sua missione è aiutare il prossimo, anche a costo di mettersi contro tutti e di impelagarsi in cause perse in partenza. Don Chisciotte del terzo millennio, Eli può contare su un fido scudiero, l'agopunturista che lo aiuta a fare buon uso del suo "dono", e sulla caustica segretaria Patti che lo riporta ogni volta alla realtà.
Eli Stone è un irresistibile idealista, uno che non può fare a meno di seguire l'istinto. I successi di George Michael sono la colonna sonora di questo delizioso serial: in quanto a ritmo coinvolgente, non sono da meno al Barry White che accompagnava le coreografie "da toilette" di Ally McBeal e dei suoi strampalati colleghi!
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martedì 9 giugno 2009
NELL'ARENA DEI NUOVI TEENDRAMA.
Nat Bussicchio ha ancora il suo Peach Pit, ma si tinge i capelli come Santoro e Giulio Borrelli. Kelly Taylor è ancora uno schianto, ma è diventata "solo" un consulente scolastico. Al West Beverly High gli studenti guidano ancora fiammanti decappottabili, ma non c'è più la mitica vicepreside signora Tiesly: al suo posto è arrivato un dirigente che starebbe meglio sulla copertina di Men's Health. 90210, di Rob Thomas, è il terzo spin off tratto da Beverly Hills, 90210, dopo Melrose Place e Models Inc..
Anche stavolta i protagonisti della serie sono due fratelli, Annie e Dixon Wilson, che al terzo anno di liceo si trasferiscono in California, non dal Minnesota ma dal Kansas. Subito bollati dai superfighetti del West Beverly come ragazzi di campagna, i Wilson si ritrovano a fare i conti con la mondanità e gli eccessi della vita a Los Angeles. Mentre però Brandon e Brenda dopo le difficoltà iniziali costruirono intorno a sè un gruppo affiatato di amici, Annie e Dixon si adeguano subito al nuovo ambiente, un ginepraio di malelingue, intrighi e complotti.
I gemelli Walsh diventarono un punto di riferimento per i loro amici sbandati, il centro di una rete di affetti sinceri che faceva capo a casa Walsh - "dove tutto resta sempre uguale", osservava l'indomito Dylan Mckay -. Annie e Dixon, invece, in 90210 vivono relazioni conflittuali basate sull'invidia e i vecchi rancori. Per esempio, Erin, la sorellina di Kelly Taylor e David Silver, è diventata un'adolescente incazzata e gonfia di livore, che sfoga le sue frustrazioni su un blog al vetriolo.
Come in Gossip Girl e, in misura minore, ne La vita segreta di una teenager americana, in 90210 le amicizie non si basano su legami sinceri e duraturi, ma su schieramenti temporanei funzionali a un nemico comune.
Abiti all'ultima moda, feste mondane e tanta "cazzimma" - che a Napoli è qualcosa di più subdolo della cattiveria -: è questo il quadro che ci offrono i nuovi teen drama. Uno spaccato di eccessi e di vite allo sbando che per i personaggi di una volta - i gemelli Walsh, dolci e sensibili anche nei momenti di ribellione e scazzo - era la trincea cui sfuggire. Mentre per gli arrabbiati di oggi salire sul ring ogni giorno e prendersi a scazzottate è l'ordinaria amministrazione.
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domenica 7 giugno 2009
LEZIONI DI STORIA CHE VENGONO DAL CINEMA ATTRAVERSO LA TV.
A partire dal secondo dopoguerra, il cinema italiano si è imposto come la più popolare delle arti, la più cara al pubblico e la più rappresentativa di un Paese in evoluzione. Le pellicole hanno saputo raccontare i cambiamenti della nostra società, proiettata in un futuro esaltante e felice di essersi finalmente scrollata di dosso le miserie del passato. L'idea alla base del programma di La7 Anni Luce, l'Italia in bianco e nero è quella di sfruttare il ricchissimo patrimonio del cinema italiano per raccontare la storia del nostro Paese dal 1945.
La7 dispone di un archivio vastissimo di titoli italiani e stranieri che manda in onda di continuo - non solo in estate come fa la televisione di Stato -, regalandoci ore piacevoli sul divano di casa. Anni Luce mette insieme i frammenti più preziosi di questa enorme cineteca e costruisce divertenti collage che supportano e arricchiscono le interviste degli ospiti su argomenti di costume ogni volta diversi.
Nella puntata Gli italiani e il cibo, per esempio, si racconta com'è cambiata dopo la guerra la cucina nel bel Paese e in che modo si è riscoperto il culto della tavola. Nella trattazione dell'argomento, di per sè vicino alla sensibilità di ognuno, i contributi che vengono dal cinema rappresentano il valore aggiunto che fa scattare i ricordi e completa l'opera di coinvolgimento.
Totò e Peppino, che in Totò, Peppino e la malafemmena arrivano a Milano portando in valigia galline e caciotte, testimoniano la paura dei migranti meridionali negli anni '50 e '60 di sperimentare la cucina del nord. Alberto Sordi in Un Tassinaro a New York si ritrova basito a mangiare un piatto di spaghetti conditi con lo zucchero e il cioccolato, a testimonianza del successo mondiale e delle improbabili rivisitazioni dell'italian food.
Anni Luce ci regala ogni volta un piacevole documentario - un docu-movie lo si potrebbe definire - sulla storia del costume in Italia, sui gusti e le tendenze di un popolo che per oltre mezzo secolo è stato raccontato dal cinema meglio che da ogni altra forma d'arte. Un popolo il nostro che oggi ama ripercorrere la propria storia attraverso i volti familiari di Aldo Fabrizi, di Sofia Loren e di tutti gli attori simbolo dell'italianità.
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sabato 6 giugno 2009
UN TG LIBERO DI INFORMARE.
Guardare oggi l'edizione delle 13.30 del Tg1 mi ha fatto riflettere sul telegiornale che vorrei vedere tutti i giorni.
Un notiziario che al resoconto dei fatti principali associ approfondimenti sempre nuovi: oggi, per esempio, dopo l'apertura con le elezioni europee e amministrative - modalità di voto, orari dei seggi, comuni interessati -, è andato in onda un servizio tutt'altro che scontato sui "seggi speciali". Le telecamere ci hanno portati nelle carceri, tra i detenuti che desiderano votare e negli ospedali, tra gli ammalati gravi che, impossibilitati a muoversi, fanno richiesta al comune di dare comunque il proprio voto.
Il telegiornale del servizio pubblico, pur restando legato all'attualità, deve, a mio avviso, garantire uno sguardo attento e critico alla storia, strumento indispensabile per capire il presente. Oggi, per esempio, il servizio sullo sbarco in Normandia, di cui celebrano l'anniversario in Francia i presidenti Obama e Sarkozy, ha offerto al pubblico - sempre più distaccato e indifferente al passato - una visione dell'evento concisa, ma efficace e ricca di suggestive immagini di repertorio.
Dal tg della televisione di Stato mi aspetto, inoltre, reportage dall'estero veri e "sentiti". Duilio Giammaria, inviato del Tg1 nella valle dello Swat - la zona al confine tra Pakistan e Afghanistan, teatro del conflitto tra talebani e forse governative - ha raccontato con empatia la tragedia dei profughi e l'evolversi di una guerra troppo lontana per noi altri occidentali distratti.
Non è un caso che mi ritrovi oggi a fare queste riflessioni: si vota in tutta Italia, c'è il silenzio elettorale, e i telegiornali sono finalmente liberi dai panini imposti dalla par condicio. Niente dichiarazioni dei politici - rigorosamente prima la maggioranza e poi le opposizioni, senza dimenticare nessuno, per carità! -, le solite chiacchiere che, strutturate secondo uno schema rigido, ingessano il cuore del notiziario. Silenzio, si vota: che pace!
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giovedì 4 giugno 2009
E' GIA' ESTATE IN TV: SPERIAMO ALMENO DI BECCARE UN VECCHIO FILM!
Anche quest'anno l'estate è arrivata prima in tv che sul calendario. E non è affatto una bella notizia! Basta accendere la televisione di sera per constatare il vuoto sconcertante dei palinsesti. Ieri, per esempio, su Rai1 l'improbabile Carlo Conti consegnava i "prestigiosi" premi Barocco a personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.
Ancora una volta è toccato all'abbrustolito quanto sopravvalutato conduttore toscano inaugurare il ciclo di eventi e gala tappabuchi: trofei e riconoscimenti che servono a colmare i vuoti dei palinsesti estivi e a fare pubblicità alle più belle località turistiche d'Italia. Davanti al solito parterre di sindaci, assessori e rispettive consorti, Carlo Conti - inutile degenerazione di Daniele Piombi - premia personaggi rispolverati e messi a nuovo per l'occasione: la compagnia di giro che fino allo scorso anno si divideva tra i Telegatti e gli Oscar della tv (da Claudia Cardinale a Sofia Loren, con Gigi D'Alessio al piano bar!).
Intanto Canale5 contrastava la mondanità di Rai1 con la fiction Non smettere di sognare, l'ennesima, impresentabile boiata melò. Ma è mai possibile che in Italia le fiction si facciano solo rubando e scimmiottando elementi a caso da film e telefilm americani? La protagonista di Non smettere di sognare si chiama Stella - non per niente vuole diventare una star della danza, che fantasia! - ed è interpretata dalla cesarona Alessandra Mastronardi. Tanto carina, per carità, ma la scena del provino all'Accademia Internazionale di Danza è presa paro paro da Flash Dance: un conto è citare, ben altra cosa è imitare volgarmente! La Mastronardi non sa ballare - per lei Nureyev potrebbe essere il nuovo centravanti della Roma - e ha bisogno della controfigura. Che tristezza!
Per non parlare dei dialoghi scopiazzati! Come dimenticare il discorso che la professoressa Lydia Grant fa ai suoi allievi nella sigla del telefilm cult Fame-Saranno Famosi - "Voi avete grandi sogni... Ma il successo costa ed è proprio qui che inizierete a pagare, col sudore!" -? Ebbene, Roberto Farnesi, che interpreta il produttore del talent show cui partecipa la promettente Stella, recita - che parolone! - le stesse battute.
Come in Honey, in Flash Dance e in Fame, la protagonista di Non smettere di sognare sfugge a una drammatica situazione familiare per inseguire il suo sogno, la danza. Cenerentola dei giorni nostri, al ballo non può che trovare l'amore. Si romperà l'incantesimo dell'eroina sulle punte?!
Praticamente, ancora la romantica storia della disgraziata con il cassetto pieno di sogni, infarcita di spaccate e piroette che oggi fanno tanto fico. Giancarlo Scheri, direttore della fiction Mediaset, fa sapere che Non smettere di sognare, il primo film per la tv girato in alta definizione a Cologno Monzese, potrebbe trasformarsi in un prodotto seriale qualora avesse successo. Certo che la fiction italiana è un vulcano di idee nuove!
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martedì 2 giugno 2009
APPUNTAMENTO A SETTEMBRE: CHI VA E CHI RESTA.
Tra grandi successi, flop e immancabili polemiche, la stagione televisiva si chiude. Ma prima di andare tutti in vacanza è il momento di mettere in cantiere i palinsesti per settembre e di decidere chi resta e chi se ne va.
Un pò come succede nel calcio: prima che il campionato si concluda le grandi società danno già inizio al valzer delle panchine; milioni di tifosi aspettano trepidanti di conoscere le sorti dei propri allenatori o giocatori preferiti e intanto si divertono a fare pronostici.
Sul fronte Rai sembra sicura la conferma di Max Giusti alla conduzione di Affari tuoi, il gioco a premi che regala alla rete ammiraglia grandi ascolti nell'access prime time. Cosa fatta anche il rinnovo di Antonella Clerici: il suo agente Lucio Presta - e chi sennò?! - ha ottenuto dalla tv di Stato un contratto a progetto simile a quello che Paolo Bonolis, altro cavallo di razza della scuderia di Presta, firmerà in Mediaset.
Fa il prezioso e dice di essersi annoiato, ma Pippo Baudo resterà probabilmente alla guida della parte finale di Domenica In: il suo autore Ugo Porcelli rivela, infatti, che con un necessario restyling - dal prossimo anno non ci sarà più il contenitore pomeridiano con Lorena Bianchetti, Rosanna Lambertucci e Monica Setta; al loro posto, tra il riconfermato Massimo Giletti e Baudo, arriveranno nuovi telefilm - il programma dovrebbe ripartire regolarmente.
L'infaticabile Simona Ventura sembra voler togliere il piede dall'accelleratore: infatti, a settembre X Factor ripartirà senza di lei. Comunque, oltre a condurre Quelli che il calcio, a gennaio 2010 la Ventura ci riporterà tutti sull'Isola dei Famosi.
Sul fronte Mediaset la sempre più agghiacciante Barbara D'Urso si avvicinerebbe alla domenica pomeriggio lasciando Mattino5: al suo posto potrebbe essere quella caciarona di Mara Venièr a presentare il fortunato programma mattutino.
Intanto Teo Mammucari, che dall'8 giugno condurrà Sarabanda tutti i giorni su Canale5 con Belèn Rodriguez, annuncia che potrebbe accettare la proposta di Antonio Ricci - e vedi un pò te! - e condurre Striscia la Notizia.
Ma l'estate non è ancora iniziata e le carte nel gioco dei palinsesti potrebbero rimescolarsi: in fondo, le programmazioni TV sono anche un gioco d'azzardo!
Pubblicato da gianluca alle 05:21 0 commenti
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