Di lui si sa solo che è molesto come una zecca e antipatico come l'herpes: ma chi è Gabriele Paolini? Il nome non dice granchè: Paolini è quell'incubo dagli occhiali bianchi che si diverte a interrompere i collegamenti dei telegiornali. D'improvviso lui fa irruzione davanti alla telecamera e non si accontenta di apparire: grida, cerca di coprire la voce del reporter e, come minimo, fa le corna.
Qualcuno ha provato a dargli la parola in diretta: uno degli inviati del Tg4 gli ha passato per un attimo il microfono durante un collegamento. Il risultato? Il direttore Emilio Fede si è beccato un bel "Cornuto"!
Le sue incursioni sono ormai celebri. Immancabilmente, Striscia la notizia contribuisce ad aumentarne la popolarità mandando i fuori onda di giornaliste inviperite che non risparmiano insulti e maltrattamenti al disturbatore Paolini.
Grida, spintoni e ogni sorta di ingiurie: niente può fermarlo, neanche i calci del compianto Paolo Frajese! Gabriele Paolini continua ad attaccarsi come una mosca fastidiosa al giornalista di turno. Ma la domanda sorge spontanea: cosa diavolo vorrà? Cos'è che spinge questo personaggio all'apparenza mite a rischiare di subire danni fisici e legali?
Sul suo sito ufficiale http://www.gabrielepaolini.com/ campeggia l'iscrizione al Guinness World Records per il maggior numero di sabotaggi televisivi, ben 20mila nel 2006. Di Gabriele Paolini sappiamo, inoltre, che organizza campagne contro l'Aids e che si batte per l'uso del preservativo.
Non so, francamente, a chi possa interessare saperne di più, ma ho il sospetto che l'uragano Paolini sia in grado di suscitare perfino un po' di simpatia. Nella piattezza e nel torpore di molti telegiornali, le sue irruzioni potrebbero rappresentare una scossa provvidenziale. In fondo, Paolini è prigioniero del suo personaggio di contestatore rompiscatole (insisto: quali sono i suoi contenuti? Non si vive mica di sole parolacce?!), ma da voce ad alcune delle nostre insofferenze: chi di noi non ne direbbe quattro ai direttori dei tg?
sabato 27 giugno 2009
CHI E' GABRIELE PAOLINI?
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venerdì 26 giugno 2009
REVOLUTIONARY MICHAEL.
Cosa scrivere di Michael Jackson nel giorno della sua morte? Forse che era il re del pop o altre cose del genere? Credo che il migliore omaggio sia quello che gli dedica quest'oggi Mtv, sospendendo la normale programmazione e mandando i suoi video no stop.
Non c'era bisogno di aspettare che Michael Jackson morisse per rivedere i suoi storici video clip: Mtv non ha mai smesso di dare spazio a Jacko e alla sua musica, attraverso speciali e retrospettive. Non poteva essere altrimenti: con lui il pop ha trovato una nuova dimensione; a lui si sono ispirati praticamente tutti. Chi può dire di non aver mai ballato con la mano sul pacco per imitarlo?
L'omaggio di Mtv è particolarmente significativo perchè dimostra un fatto: il video clip è nato ed è cresciuto con Michael Jackson.
Quelli dei Jackson Five erano i primi anni della tv a colori: i video clip non avevano storie, regie blasonate, o effetti speciali da milioni di dollari. Tutto questo è arrivato con Michael Jackson, basti pensare a Thriller, considerato ancora oggi un capolavoro del cortometraggio. Il video di Scream, in cui Michael duetta con la sorella Janet, è entrato nel Guinness dei Primati del 1996 come il più costoso della storia con oltre 7,5 milioni di dollari per la sua realizzazione. Prima di Jacko, nessuno aveva mai chiesto alle star del cinema di recitare nei propri video: come dimenticare l'atmosfera dorata di Do you remember the time, con Eddy Murphy nella parte del faraone geloso?
Infine i suoi concerti che radunavano milioni di fan indiavolati da ogni parte del mondo. La tv li mandava in prima serata e noi non credevamo ai nostri occhi: raramente una folla così immane è stata protagonista di una trasmissione televisiva. Ragazzine urlanti che piangevano e si strappavano i capelli, ambulanze che andavano e venivano... Il mondo sotto sopra! Il mondo su cui Jacko non smetteva di ballare, anzi di volare.
Michael Jackson è stato una rivoluzione musicale, culturale e televisiva: ha cambiato il pop, la danza e l'industria discografica. La verità è che quelli come lui o i Beatles non muoiono mai.
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martedì 23 giugno 2009
BIGNARDI/CALABRESI: L'INTERVISTA INDISPENSABILE.
"Proprio tutti possono trovare la forza di reagire a una tragedia e andare avanti?". Con questa domanda Daria Bignardi conclude l'intervista a Mario Calabresi, direttore de La Stampa, ospite all'ultima puntata de L'era glaciale. Una domanda difficile, non solo perchè sia dura darvi una risposta assoluta, ma perchè a farla è la nuora di Adriano Sofri, esponente di Lotta Continua coinvolto nell'omicidio del commissario Luigi Calabresi, papà di Mario.
Un'intervista di quaranta minuti quella della Bignardi a Calabresi: "la più lunga che abbia mai fatto", commenta soddisfatta la conduttrice. Del resto, sfido chiunque ad annoiarsi ascoltando il giovane direttore de La Stampa, che parla e scrive con un'umanità tale da risvegliare negli altri i sentimenti più nobili. Le sue storie, raccolte nel libro La fortuna non esiste, hanno come protagoniste persone che superano un dolore decidendo di andare avanti.
In quaranta minuti Daria Bignardi chiede al collega Calabresi di commentare le notizie sulle prime pagine dei giornali, da Noemi a Gheddafi; gli chiede anche del rapporto con Torino e la famiglia Agnelli. Ma è alla fine che l'intervista diventa toccante: tra quelli che sono caduti, ma hanno trovato la forza di rialzarsi ci sono la vedova Pinelli e Gemma Calabresi, che quest'anno si sono incontrate in Quirinale.
A proposito dell'omicidio Calabresi la Bignardi usa il termine ingiustizia: non è poco, anzi, è un segno necessario di civiltà e di pacificazione. "Non bisogna rimuovere il dolore - le risponde serenamente Mario Calabresi -, ma sforzarsi di andare avanti mantenendo viva la memoria: è l'unica scommessa che possiamo fare".
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lunedì 22 giugno 2009
LA SERIALITA' FA UN PASSO INDIETRO: DAL LICEO ALLA SCUOLA MEDIA.
Apparecchio ai denti e occhiali grandi: sono questi i tratti distintivi dell'eroina de Il mondo di Patty (Patito Feo), una serie tv argentina che, dopo uno straordinario successo in Sud America, è arrivata sui nostri schermi, prima su Disney Channel e adesso su Italia1.
Patty è una tredicenne assai timida che nasconde la sua prima, inconfessabile cotta tra le pagine del diario segreto. A metà tra Arisa e Ugly Betty - in tv è il momento delle bruttine, si sa -, per problemi di salute si trasferisce in una nuova scuola dove non può che innamorarsi del ragazzo più figo, Matias, che però è già fidanzato con la popolare e corteggiata Antonella.
Quello che potrebbe sembrare il solito feuilleton preadolescenziale in realtà è condito da ingredienti nuovi, primo fra tutti la musica. Nella nuova scuola Patty inizia a frequentare un laboratorio di musical dove ha modo di mettere a frutto le sue doti canore e di incontrare il bel Matias. La colonna sonora è la vera protagonista di questa serie tv: i personaggi sono romantici e neomelodici quanto basta per associare a ogni emozione la canzone giusta. I sogni a occhi aperti di Patty, le pene d'amore dei suoi amici: come in un musical fresco e colorato, ogni momento è scandito da musiche e coreografie divertenti.
Le dinamiche relazionali nella scuola si basano sulla contrapposizione di due gruppi, entrambi impegnati nei musical: las populares, di cui fa parte Patty, e las divinas, capitanato dalla sua rivale in amore Antonella.
Il successo de Il mondo di Patty testimonia ancora una volta l'attenzione dell'industria televisiva per il pubblico preadolescenziale, i giovanissimi non ancora teenager che vanno matti per Hannah Montana e i Jonas Brothers. Una platea da scuole medie, insomma, più decisiva per gli ascolti e attenta nei consumi a partire dal satellite e dal digitale terrestre.
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venerdì 19 giugno 2009
IL PICCO DI SHARE: QUESTIONE DI C..O!
Al calar della sera, mentre ci godiamo il fresco davanti a un aperitivo on the rocks, cosa c'è di meglio di una "tonica" puntata di Sarabanda? Proprio quello, il gioco della musica: dopo anni di assenza è tornato in onda tutti i giorni su Canale5, ma senza Enrico Papi. Al suo posto conducono il programma Teo Mammucari e Belèn Rodriguez.
Il ciclone Belèn, che quest'anno si è abbattuto sui nostri schermi mietendo vittime prima nella tv di stato e poi a Mediaset, è l'unica novità dello show e anche la parte più interessante. La colonna sonora funziona: qualcosa come "keep on movin, movimento sexy", uno spunto ideale per le sigle di quest'estate nei villaggi turistici. E' un piacere vedere ballare l'esplosiva Belèn: il suo lato B - ribattezzato da Aldo Grasso lato Belèn - manderebbe chiunque fuori di testa. E poi dicono che Borriello si era infortunato!
Per il resto Sarabanda è un programma piatto: non ci sono più i campioni come l'uomo gatto o Valentina, personaggi singolari che conquistavano il pubblico a casa con la simpatia oltre che con la bravura, ma concorrenti banali.
Mammucari non fa ridere, anzi non è divertente neanche un pò! E' questo il suo problema, solo che non ce ne siamo mai accorti a Libero, grazie agli esilaranti scherzi telefonici, e neanche a Distraction, con tutti quegli sfigati a rompersi uova sulla fronte e a infilarsi duracell nel naso.
Che furbastri gli autori del programma a escogitare il gran finale del bagno in piscina di Belèn: è l'unico modo per costringerci a guardare Sarabanda fino alla fine. Nella tv di oggi gli ascolti si fanno anche col fondoschiena!
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mercoledì 17 giugno 2009
LA PAURA DEL DOMANI, IL RITORNO AL PASSATO.
Che furbi quelli di RaiSet a fissare lo switch off nel Lazio al 16 giugno! La desolazione dei palinsesti estivi è l'ideale per il passaggio al digitale terrestre di Rai2 e Rete4: non ci sono nuovi programmi o progetti in cui si è investito; un calo degli ascolti in questo periodo avrebbe un'importanza marginale per le televisioni, ma soprattutto per i pubblicitari.
Gli occhi sono già tutti puntati a settembre, quando, si spera, la gente si sarà abituata alla nuova piattaforma e potrà godersi le novità proposte dalla tv. Claudia Mori a X Factor, Pippo Baudo a Sanremo e i pacchi di Affari Tuoi promossi dall'access prime time al prime time del sabato: alla faccia delle novità!
I rumors e i palinsesti Rai appena presentati non fanno ben sperare: la stagione 2009/10 di nuovo avrà ben poco. Meno soldi, meno rischi: si è disposti a investire solo su progetti collaudati e di sicuro successo.
Intanto, nelle notti d'estate la tv che stenta a scommettere sul domani guarda al passato, dedicando ampio spazio alla storia più o meno recente. Mi riferisco a programmi come Correva l'anno, in onda il lunedì alle 23.40 su Rai3, o come Complotti, il martedì alle 23.15 su La7. Mentre quest'ultimo, condotto dal giornalista Giuseppe Cruciani, offre una rilettura dei fatti di cronaca più misteriosi - l'ultima puntata era dedicata alla morte dello 007 russo Alexander Litvinenko -, Correva l'anno regala ampi affreschi di epoche storiche che, per ragioni diverse, hanno segnato una svolta.
Filmati d'archivio e testimonianze autentiche commentate da storici autorevoli: sono questi gli ingredienti dei programmi che non solo aiutano a combattere l'afa delle notti estive, ma si prendono tutto il tempo necessario - in questo periodo le tv di tempo da occupare ne hanno fin troppo - per informare in maniera approfondita e documentata.
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domenica 14 giugno 2009
NELLA GIUNGLA DEI PROVINI.
Come tonni durante la mattanza, si sbattono e si dimenano disperatamente; più la fine si avvicina, più i movimenti diventano convulsivi. Eccoli, i protagonisti di Amici casting, strascico estivo del fortunato talent show di Canale5. Già lo scorso anno i provini per entrare nella scuola più famosa d'Italia erano stati seguitissimi su SKY: così, Maria De Filippi non si è lasciata sfuggire l'opportunità di farne un programma a sè.
Il meccanismo di questa gara al massacro è lo stesso dei campionati di liscio raccontati nei film, dove le coppie si mettono sgambetti a vicenda, o lasciano cadere di proposito bucce di banana sul pavimento per liquidare velocemente gli avversari. Ad Amici non si commettono scorrettezze così eclatanti, ma si sgomita altrettanto per spiccare nella massa.
La forza del programma sta, come al solito, nel desiderio morboso di vedere i ragazzi che litigano perchè non hanno abbastanza spazio per ballare, o perchè vorrebbero cantare una canzone diversa - ognuno ha il suo "cavallo di battaglia"! - da quella che gli è stata assegnata.
Sono sfiniti, esasperati da lunghe ore di attesa e incattiviti: fino all'ultima goccia di sudore, sono lì a fare spaccate, ruote e ogni sorta di contorsione, pur di impressionare. Si ballano addosso e quando cantano gridano come ossessi perchè la loro voce si deve sentire.
In tutto questo, Maria Mangiafuoco manovra impassibile i suoi isterici burattini: vale anche per i maestri e gli altri mebri della commissione esaminatrice, ormai personaggi caricaturali pagati per sembrare odiosi.
Ma davvero nella vita siamo solo un numero tra tanti, tutti in balia di giudizi affrettati, che da un momento all'altro possono emarginarci? Sei lì che ti sbatti, poi chiamano il tuo numero e improvvisamente ti ritrovi fuori, fine della storia.
Il punto è che chi viene eliminato una volta non ha necessariamente chiuso: si può - direi che si deve - continuare a studiare. Del resto, mettere a frutto i propri talenti preparandosi è l'unico modo di superare una prova con soddisfazione, per ardua che sia. La commissione di Amici non so, ma la vita offre sempre una seconda possibilità a chi se la guadagna!
Pubblicato da gianluca alle 06:08 0 commenti
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