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martedì 17 marzo 2009

GOSSIP GIRL: UN'ALTRA SERIE DI CATTIVONI!

Che è successo alle eroine dei nostri telefilm preferiti? Vent'anni fa la candida Brenda Walsh di Beverly Hills 90210 resisteva stoicamente alla tentazione di rubare abiti ai grandi magazzini, nonostante non potesse permettersi i completini super trendy della reginetta Kelly Taylor. Con le guanciotte rosse e e la frangetta storta, l'incantevole Brenda ci ha fatti innamorare del suo candore e dei suoi valori incrollabili. Oggi, la bionda e opportunista Jenny Humphrey di Gossip Girl fa qualunque cosa pur di ingraziarsi un gruppo di streghe: le ragazze più "in vista" della scuola, ma sempre streghe! Jenny, decisamente meno ricca delle persone che ama frequentare, è disposta a tutto per non uscire dal giro, anche a rubare in casa di una delle sue conoscenti o a rinnegare la sua famiglia. Dov'è finita la tenerezza dei gemelli Walsh? Dove la loro aura salvifica in grado di tirare fuori il meglio da tutti, anche dagli individui più arroganti e capricciosi del West Beverly High?!

Ma torniamo ai giorni nostri. Gossip Girl è la serie tv americana in onda ogni venerdì in seconda serata su Italia1: racconta le vicende di un gruppo di giovani ragazzi dell'Upper East Side di Manhattan. Gossip Girl è il nickname di una misteriosa blogger di cui nessuno sa l'identità e che nel telefilm è la voce narrante. Il suo blog è seguitissimo da tutta l'Upper East Side, in cui si concentrano le ville più lussuose e gli alberghi più esclusivi di Manhattan. Le notizie di Gossip Girl arrivano direttamente sullo smart-phone. La serie ha inizio con il ritorno in città di Serena, la ragazza in per eccellenza, che circa 8 mesi prima ha lasciato improvvisamente Manhattan senza dare spiegazioni a nessuno, compresa la sua migliore amica Blair. Questa, dopo la delusione iniziale, trae vantaggio dalla sparizione della sua amica del cuore diventando protagonista assoluta del jet-set. Il ritorno di Serena rimetterà tutto in discussione.

Josh Schwartz, giovanissimo creatore della fortunata serie The OC, è l'autore di Gossip Girl. Alexandra Patsavas, curatrice musicale di The OC e di Grey's Anatomy, si occupa della selezione sonora in Gossip Girl. Il prodotto è buono e la storia avvincente: Gossip Girl diverte e incuriosisce quel tanto che basta a farne una serie di successo, almeno nella prima stagione (a causa degli ascolti bassi in America è stata spostata dalla prima alla seconda serata). Ma non posso fare a meno di interrogarmi sul cinismo dei serial che ultimamente riscuotono maggior successo oltre oceano: Dirty, Sexy, Money e adesso Gossip Girl... Che ci sta succedendo? Manca soltanto a me l'irresistibile buonismo di Brandon e Brenda?!

lunedì 16 marzo 2009

LA DOMENICA SERA DI RAI2: LEZIONI DI SERIALITA'.

Numb3rs è una serie Tv basata sulla storia dell'agente FBI Don Eppes (Rob Morrow) che un giorno decide di coinvolgere il fratello Charlie Eppes (David Krumholtz), genio della matematica, nella risoluzione dei casi più difficili del Federal Bureau of Investigation. I due fratelli hanno un approccio completamente diverso alle indagini: il primo ha la concretezza tipica dell'agente investigativo, mentre l'altro si basa su teorie matematiche. Ma unendo i propri talenti i due riescono a svelare le trame criminali più indecifrabili. Il giovane Charlie decide di seguire suo fratello maggiore nell'impresa perchè cerca fin da bambino di conquistarne la stima. La serie è prodotta da Ridley Scott, regista di Blade Runner, Alien e Il Gladiatore, e da Tony Scott, che ha diretto Miriam si sveglia a mezzanotte, Top Gun e Spy Game.


Criminal Minds è la serie televisiva, creata da Jeff Davis nel 2005, incentrata sll'unità dell’FBI dove lavorano investigatori specializzati nell’analisi psicologica delle menti criminali. Non sono poliziotti della scientifica: non analizzano campioni in laboratorio, ma il comportamento criminale sulla scena del delitto e nella vita di ogni giorno. L'obiettivo è anticipare i serial killer e fermarli prima che tornino a colpire. Scritta con l’ausilio di un ex agente dell’FBI, ispirandosi al ricco archivio compilato in trentacinque anni dai profiler americani, Criminal Minds ha appassionato il pubblico statunitense. La serie infatti, lanciata nel settembre 2005 dalla CBS, ha ottenuto circa 15 milioni di spettatori in media per ogni puntata ed è stabilmente presente nella classifica dei venti programmi televisivi più visti in USA.

La domenica sera di Rai2, oltre a meritare il nostro tempo e la nostra attenzione, dovrebbe indurci a una dolorosa quanto utile riflessione su fiction e serialità. In America i telefilm non riciclano gli attori di serieB, magari reduci da un reality, ma prendono in prestito dal cinema interpreti e registi. I serial statunitensi si nutrono di idee originali e non di modelli importati dall'estero e riadattati "alla carlona"; sono arricchiti da sceneggiature avvincenti, musiche memorabili e ambientazioni studiate nel dettaglio.

Semplicemente, in America esiste un'industria dei telefilm, in Italia no!


lunedì 9 marzo 2009

FIORELLO, L'UOMO DI SKRAISET!

Brillante come il suo gilet, Fiorello irrompe nella diretta di XFactor e regala a Simona Ventura - la numero 1, aveva detto di lei giorni fà in un'intervista - un momento spettacolare. Non fa pubblicità al suo show - in onda su SKY a partire dal 2 aprile -, almeno non apertamente: l'eterno ragazzaccio della Tv preferisce fare quattro salti con l'inseparabile band di Viva Radio2. Fiorello e i suoi musicisti indossano il casco protettivo, come a dire "stiamo lavorando per voi". Ma ecco sul più bello accadere l'inverosimile: fa incursione in diretta su Rai2 il temerario Valerio Staffelli di Striscia. Fiorello si becca il tapiro per aver pubblicizzato in Rai il suo nuovo show: "Ma questa è SkRaiSet?!", esclama entusiasta innalzando il celebre trofeo. Simona Ventura non manca di chiedergli dell'ex compagno di scorribande radiofoniche Marco Baldini, ora a La Fattoria: "Ma sai com'è Marco - si cava d'impaccio il Fiore nazionale -, ha saputo che il compagno di Paola Perego è Lucio Presta e ha pensato Se Lucio presta, io vado!"

Niente più di un cameo per XFactor! Fiorello sa sempre quando sparire, così liquida velocemente Staffelli e saluta tutti cantando una canzone: la colonna sonora della serie Tv Mork e Mindy "Nano, Nano"... Un scelta casuale, o uno sfottò verso chi negandogli pubblicità gli regala comunque risalto mediatico?

Con la verve che sopravvive a qualunque migrazione, Fiorello ci aspetta tutti "nel cielo di SKY"!

venerdì 6 marzo 2009

L'OMAGGIO CHE STRIDE.

Non giudicherò la scelta di Antonello Piroso di invitare a Niente di Personale Angelo Rizzoli e di farne l'apologia con tanto di standing ovation. Rizzoli, ormai, non è che un anziano, innocuo signore, per di più malato: la vita gli ha riservato - meritatamente o meno, non posso essere io a stabilirlo e neanche il direttore Piroso - il dono più prezioso: una seconda possibilità. Ha avuto il riscatto economico, affettivo e pochi giorni fà perfino quello giudiziario.

Quello che mi indigna profondamente è il paragone tra Angelo Rizzoli e Enzo Tortora: i due avrebbero avuto un incontro nel 1983 tra le mura del carcere di Bergamo. Tortora come Rizzoli, entrambi vittime di clamorosi errori della giustizia italiana: parola di Antonello Piroso. Mi domando sconvolto: Enzo Tortora è mai stato un massone? Ha mai fatto parte di una società segreta con intenti chiaramente sovversivi? L'inventore di Portobello - non lo dico io, ma gli atti dei processi - ha avuto la sventura di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato: una tragica fatalità assecondata dalle negligenze e dalle lungaggini della giustizia italiana. Ma quel che è peggio è che Enzo Tortora, il sorriso che per anni è entrato nelle nostre case come quello di un amico, o di uno zio, non ha avuto una seconda chance. Si è ammalato e ci ha lasciato: a Napoli si direbbe "è muort'e collera", è morto dal dispiacere.

Umilmente, direttore Piroso, trovo gratuito e inopportuno il paragone tra l'editore Angelo Rizzoli e l'uomo Enzo Tortora: sono felice che non perda occasione di ricordare uno dei personaggi che hanno reso grande la nostra televisione, ma lo considero in questo caso del tutto fuori luogo.

DOV'E' FINITA L'INFORMAZIONE IN TV (2)?

Prosegue il mio viaggio attraverso i palinsesti televisivi a caccia di informazione: per mia fortuna riparte proprio in questi giorni Exit, il miglior approfondimento giornalistico del piccolo schermo. Proprio così, il migliore, per la completezza dei servizi da cui trae spunto la discussione in studio e anche per la bravura della conduttrice. Dopo aver fatto anni di pratica con allenatori e calciatori, Ilaria D'Amico non può che essere diventata una moderatrice risoluta, in grado di fare le domande giuste al momento giusto. Exit non è un salotto e neanche un talk show: il dibattito tra gli ospiti fà da cornice ai servizi che in poco meno di un quarto d'ora affrontano un tema in ogni suo aspetto. La grafica, gli esempi concreti e il linguaggio colloquiale hanno un obiettivo solo: la chiarezza; il giornalismo al servizio del grande pubblico che si propone di spiegare questioni spinose. A proposito del federalismo fiscale, per esempio, uno dei servizi preparati, "La guerra dei soldi" parte dagli uffici del 118 dell'ospedale Cardarelli di Napoli: i computer non funzionano, la tac è in avaria e i posti letto sono esauriti. Da lì le telecamere di Exit si spostano negli uffici di un fornitore delle Asl campane che non viene pagato da anni ed è costretto a vendere le proprie fatture a una società di facturing: ci rimetterà, certo, ma almeno recupererà il denaro necessario a mandare avanti la propria attività. A questo punto non può mancare l'intervista al titolare della società di facturing, il cui vero business è l'attesa: la regione Campania tarda - spiega l'esperto affarista -, ma alla fine paga sempre; è una garanzia.

Guardo Exit e rifletto sul senso dell'approfondimento: scavare fino a portare alla luce quello che c'è sotto; dare tempo e modo a chi non ne trova mai di farsi delle domande e avere delle risposte su quanto accade ogni giorno sotto i suoi stessi occhi. Il valore civico di programmi come Exit non va sottovalutato.

mercoledì 4 marzo 2009

SEMPLICEMENTE, ARISA!

ARISA! Si chiama così l'isola felice in cui mi rifugio per sfuggire al vuoto del lunedì sera in tv. Mentre a X Factor i giurati continuano a gracchiare sul niente, lasciando poso spazio ai pur bravi cantanti, e al GF9 si va avanti per inerzia - licenziata l'hostess e "carrambata" la famigliola albanese, adesso che si fa?! -, su La7 Gad lerner ospita una pletora di economisti e politici per discutere della crisi. Dubito che di lunedì sera, dopo aver lavorato per un giorno intero (grazie a Dio c'è ancora qualcuno che lavora!) qualcuno voglia sorbirsi il polpettone sulle borse che crollano e le aziende che chiudono, ma apprezzo l'intenzione de L'Infedele. Mi sforzo di restare concentrato, ma non resisto che pochi minuti: economia e finanza mi mandano in tilt! Finalmente, una luce in fondo al tunnel: inizia la replica di DeeJay Chiama Italia. Ospite della puntata la cantante rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo Arisa. Ero già rimasto colpito dalla semplicità disarmante di questo personaggio intervistato da Vincenzo Mollica il giorno dopo la vittoria all'Ariston. Ma Linus e Nicola Savino, che abilmente impediscono alle telecamere di guastare l'atmosfera genuina e disinvolta della radio, danno alla cantante potentina uno spazio maggiore e più confidenziale. Un pò sbirulino, un pò Gelsomina, Arisa si mette subito a suo agio: sorride, beve il caffè e con altrettanta naturalezza risponde alla fatidica domanda "Ci sei, o ci fai?". La vocina quequera e l'aria "fumettosa" traggono in inganno: Arisa è dotata della forza e della concretezza della sua Lucania; ha il coraggio di apparire e imporsi per quello che è. A chi aveva pensato che fosse strana, diversa e ridicola non resta che sorprendersi. Il mondo della musica e dello spettacolo ha assoluto bisogno di talenti autentici come il suo. Un bravo direttore artistico sa riconoscere e assecondare una novità come Arisa: onore al merito di Paolo Bonolis, anima di un Festival che ancora fa parlare di sè e regala ascolti ai programmi.

lunedì 2 marzo 2009

I VENERDI' SERA DI PIROSO: UN ALTRO DIRETTORE SI ACCOMODA IN SALOTTO?

Il suo libro s'intitola "Non vi lascerò orfani", eppure il vuoto che Daria Bignardi ha lasciato a La7 fatica a colmarsi. Chiusi a malincuore i battenti delle Invasioni Barbariche, la signora Bignardi fa il giro d'Italia per promuovere il suo primo romanzo e si prepara a tornare in Tv con L'Era Glaciale su Rai2. Intanto ad Antonello Piroso, ormai direttore sia delle news che dello sport di La7, spetta l'ingrato compito di metterci una pezza spostando il suo Niente di Personale dal lunedì al venerdì. Piroso spera di ereditare il pubblico orfano delle Invasioni e per questo da al suo show una struttura molto simile a quello della Bignardi: più spazio ai faccia a faccia, meno a servizi e inchieste giornalistiche. Se a questo si aggiungono i frequenti intermezzi musicali della band in studio, il salotto è fatto! Daria Bignardi stava molto attenta a variegare le interviste in una stessa puntata: la struttura fissa prevedeva un ospite politico, seguito da altri due personaggi del mondo della musica e dello spettacolo. Piroso adotta lo stesso schema e annunciando lo stacchetto del complessino passa da Cesare Romiti a Tinto Brass, da Raffaele Cantone a Mara Venier. Essendo diventato anche direttore dello sport, non rinuncia mai a invitare un atleta.

L'alleggerimento di Niente di Personale non mi dispiace, anzi: si adatta al pubblico del venerdì sera che vuole concludere la settimana di lavoro rilassandosi davanti alla tv. Ma Antonello Piroso non è e non deve essere Daria Bignardi: come intervistatore ha qualche difficoltà a concedersi ai suoi ospiti, perchè probabilmente ama ascoltarsi. Anche se le domande sono quelle giuste, poi bisogna mettersi in ascolto e dare il tempo di rispondere!

La direzione di Piroso arricchisce l'informazione di La7 con rubriche e approfondimenti di qualità e ne difende l'indipendenza. Ma, direttore, lasci ad altri l'infotainment!