BLOGGER TEMPLATES AND TWITTER BACKGROUNDS »

giovedì 9 luglio 2009

I CAPITANI DELLA BORALEVI.

Antonella Boralevi in versione Kerry di Sex and the city: scrive a computer edificanti (!)riflessioni sugli uomini e intanto sorseggia una fumante tazza di tè. Un pò banale come citazione!

Eppure è proprio questo l'inizio di Capitani coraggiosi il nuovo progrmma di interviste condotto dalla Boralevi su La7. In ogni puntata due ospiti, rigorosamente uomini, vengono torchiati e sottoposti a scrupoloso esame. Ad Antonella Boralevi, scrittrice di successo, il compito di sondarne coraggio e sincerità.

Detto questo, devo confessare di non aver mai letto i romanzi della Boralevi, ma spero che scriva meglio di come conduce. Salottiera specializzata in ammiccamenti e civetterie, propone interviste palesemente concordate con l'ospite, quasi recitate. Il copione è ricco di frasi da baci perugina sui sentimenti e l'intimità degli intervistati, che, non rispondendo spontaneamente, ne escono male. Antonella Boralevi non tira fuori il lato cazzuto dei suoi ospiti, ma li fa accomodare su una nuvoletta rosa del tutto inconsistente - Brunetta che dice "ti amo" alla sua Titti?! Ma perfavore! -.

Insomma, di coraggioso i capitani della Boralevi e i suoi colloqui preconfezionati non hanno un tubo!

http://www.youtube.com/watch?v=8YB4S7QNCnk

mercoledì 8 luglio 2009

LA BARA-GIOCATTOLO.

Folle oceaniche, scenografie da sballo e red carpet gremito di stelle: più che un funerale, sembravano i Grammy Awards! Del resto, era prevedibile che la commemorazione pubblica di Michael Jackson si trasformasse in un gala pacchiano stile Mtv. L'evento è stato seguito on line dal mondo intero - più dell'insediamento del presidente Usa Barack Obama, secondo alcuni -, ma anche la tv gli ha dato risalto.

Italia1 ha dedicato all'evento uno speciale di Studio Aperto. Ora io dico, vanno bene Kay Rush e Linus, icone assolute della radio in Italia e grandi esperti di musica, ma che c'entra il produttore Tarek Ben Ammar? Quanto al direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè, che ha condotto lo special, diciamo che non sembrava molto a suo agio nella parte del vj.

Ma torniamo alla cerimonia allo Staples Center di Los Angeles. Quando ho acceso la tv mi sono ritrovato davanti Maiala Carey, ops!, Mariah Carey che gorgheggiava come al solito con le tette di fuori. No, non sembrava proprio un funerale! Perfino la bara al centro dello stadio, così sfarzosa e coperta di fiori colorati, sembrava una giostra, o un mega flipper. Non voglio essere blasfemo: dico solo che l'ultimo saluto a Michael Jackson è stato surreale, esattamente come la sua vita.

Forse per molti Jacko era già morto da un pezzo: il divino Michael che riempiva gli stadi e firmava canzoni indimenticabili sen'era andato anni fa. Comunque, era come se il suo corpo non fosse in quella bara-giocattolo. Di una cosa sono sicuro: Michael Jackson, l'eterno bambino, ha avuto la festa che voleva. Così fragile e insicuro, si è sentito finalmente amato, non più solo.

Rivedere le immagini del piccolo Michael che nel 1969 incanta l'America cantando all'Ed Sullivan Show ci emozionerà sempre. Ma questo non ha a che fare con la sua morte. Di Michael Jackson, del suo moonwalk e di Thriller, capolavoro assoluto, non smetteremo mai di parlare al presente, perchè sono nel mito. Da prima che Jacko morisse.

martedì 7 luglio 2009

STRACULT, PALADINO DEL CINEMA ITALIANO.

Nostalgici tutti, appassionati di relitti cinematografici esultate: Stracult è tornato. In una nuova edizione estiva ogni lunedì alle 23.45, riecco il programma di Raidue che difende il cinema italiano. Tutto il cinema italiano, senza snobismi!

Il magazine di Marco Giusti, è condotto stavolta da Elena Di Cioccio e Giampaolo Morelli (proprio lui, quel piacione del commissario Coliandro). In collegamento fisso con lo studio i comici Alessandro Paci e Massimo Ceccherini, quest'ultimo perdonato da mamma Rai dopo la bestemmia in diretta all'Isola dei Famosi.

Un nuovo viaggio dunque, alla ricerca di rarità assolute: frammenti introvabili di pellicole stroncate dalla critica, ma anche di sceneggiati che sembrano appartenere alla preistoria televisiva.

Nella prima puntata si è parlato delle ragazze degli anni ‘80: ospiti in trasmissione tre icone della commedia di quel periodo, ovvero Marina Suma, Antonella Interlenghi e Sabrina Salerno. Nella puntata di ieri sera, invece, la principessa Ira Fustenberg e Corinne Clery sono intervenute a proposito delle belle straniere che popolarono il cinema italiano degli anni '60.

Non solo trash a Stracult: il programma ospita uno spazio fisso incentrato su sceneggiati di culto. Nella prima puntata si è parlato, per esempio, di Sandokan, insieme a Philippe Leroy, Massimo Foschi e Andrea Giordana.

Tra le altre tappe di questa edizione di Stracult gli eroi mascherati, gli 007 all’italiana e, per concludere, le cattive del cinema dell’orrore e del thriller.

domenica 5 luglio 2009

DESTINI CHE SI INTRECCIANO.

Il mondo intero è legato da un filo sottile: c'è qualcosa che unisce tutti i popoli della terra e fa in modo che i loro destini si incrocino. Molto semplicemente, si tratta di un capello. Questa riflessione è il punto di partenza di Hair India il documentario di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi proposto giovedì sera su Rai3 dalla trasmissione Doc3.

Sono i capelli a legare le donne delle baraccopoli indiane alle star di Hollywood: lunghi, forti e lucenti sono il ponte tra le miserie di Mumbai e i lussi dell'Occidente.

Brunetti e Leopardi raccontano il pellegrinaggio di una povera famiglia indiana verso il tempio: una volta in città genitori e figli pregheranno, faranno le abluzioni, ma soprattutto doneranno i capelli agli Dei. Si tratta di un voto molto diffuso nelle famiglie tradizionali dell'India che, del resto, dovrebbe ricordare qualcosa anche a noi cattolici (i nostri santuari non sono forse pieni di trecce e ciocche donate alla Vergine?).

Alle immagini del viaggio compiuto da questa famiglia, che per la prima volta lascia la miseria nera delle campagne per lasciarsi stupire dalla grandezza della città, si alternano sequenze che mostrano il commercio mondiale dei capelli. Proprio così: gli stessi capelli donati da madri e figlie devote vengono acquistati da aziende occidentali - si aggiudica il "lotto" chi fa l'offerta più alta al tempio -, lavati e trattati in India per poi spiccare il volo. Finiranno attaccati alla nuca patinata di una stella del cinema o delle passerelle; magari torneranno in India, dove le ragazze alla moda non possono resistere al richiamo trendy delle extension.

Hair India è un documentario illuminante: spettacolare nelle immagini degli indiani al tempio, realistico e dettagliato nella descrizione del commercio di capelli. Brunetti e Leopardi ci rivelano uno dei tanti, troppi fenomeni che sono sotto gli occhi di tutti ma vengono ignorati. Quante delle nostre ragazze si fanno allungare i capelli affermando con orgoglio: "Sono capelli veri, vengono dall'Oriente perchè là sono più resistenti"? Eppure ci siamo mai sforzati di immaginare la storia che si nasconde dietro quelle chiome avvolgenti?

venerdì 3 luglio 2009

IL CAZZEGGIO CHE RINFRESCA.

L'estate e lo svuotamento dei palinsesti possono dare un sapore diverso ai programmi: soprattutto consentono di prestare maggiore attenzione a prodotti snobbati nel corso della stagione televisiva.

No, non ho cambiato idea su Victoria Cabello: l'eterna promessa del terzo polo non da il salto di qualità, è ferma a uno stile biricchino e irriverente che a lungo andare risulta finto e stucchevole. Niente di nuovo nel suo Victor Victoria, lo show che va in onda in seconda serata su La7: rispetto a Very Victoria, che andava su Mtv, cambia solo la rete.

Eppure il cazzeggio della Cabello è una botta di freschezza nelle torride notti d'estate. Posto che del suo riso isterico e a comando farei volentieri a meno, la giovane conduttrice deve avere alle spalle una buona squadra di autori. Le sue interviste hanno il pregio di tirare fuori la parte più divertente dei personaggi, attraverso giochi e scherzi talvolta ripetitivi, ma pur sempre buffi.

L'altra sera, per esempio, ho rivisto volentieri l'intervista di Victor Victoria a Nicola Savino: il simpatico presentatore ha giocato con la Cabello a "doppiare" una serie di personaggi - le sue imitazioni più famose, da Cristiano Malgioglio a Giampiero Galeazzi - e si è divertito a parlar male della sua metà Linus nella rubrica "Facciamo partire un merdone!".

Ridendo e scherzando sono venute fuori delle storie interessanti: per esempio che Savino e Simona Ventura, la sua attuale madrina, hanno iniziato a lavorare insieme nel 1997 al Festivalbar - la Ventura lo conduceva, mentre Nicola Savino era tra gli autori -.

Sempre Savino, che a settembre lascerà la tv di Stato per condurre su Italia1 la nuova edizione di Colorado, ha raccontato di aver curato la regia del primo programma su RadioDj condotto dalla coppia Fiorello/Baldini... Pensa un pò!

giovedì 2 luglio 2009

LA SOAP COL CAMICE IN ITALIA NON FUNZIONA.

Ci risiamo! Ancora un medical drama all'italiana su Canale5. Non paga del flop di Crimini Bianchi, la casa di produzione Taodue ci riprova con La scelta di Laura, una prima visione in onda il mercoledì alle 21. Almeno stavolta a Mediaset sono stati cauti ad aspettare la calma piatta di luglio per sperimentare la nuova serie!

Si tratta di una storia già vista: due giovani specializzande, carine ma non troppo, promettenti ma non più di tanto, si dividono tra problemi lavorativi e amori complicati. Fanno il verso a Meredith Grey e Izzy Stevens: davvero patetico! Se poi aggiungi Giorgio Pasotti che imita lo sguardo languido del dottor Stranamore la parodia del Seattle Grace è completata. Francamente, preferisco quella di Colorado Cafè!

Una fiction lenta e banale dove tutto è tremendamente scontato e prevedibile. I medici senior, quelli che a Seattle si chiamano strutturati, fanno gli strafighi (ma per favore!), mentre le specializzande sono civette sbadate che scambiano lastre e danno diagnosi sbagliate.

Quando i dialoghi sono deboli e il linguaggio è povero, anche un attore come Pasotti, rivelatosi in film come L'aria salata o Le rose del deserto di Mario Monicelli, sembra un pesce lesso.

Dunque, le soap con il camice e gli amori in corsia lasciamoli una volta per tutte agli americani, che è meglio!

FREQUENZE BALLERINE: RAIUNO CAMBIA.

Che diavolo succede a Raiuno? Perchè da un paio di giorni non riesco più a vedere il primo canale? L'immagine c'è, ma non l'audio: al suo posto un ronzio fortissimo, davvero insopportabile! Mi ci è voluto un pò a capire che non era il mio televisore a fare le bizze. Poi mi sono ricordato di uno spot che va in onda da una settimana o due sulle reti Rai: Max Giusti, il conduttore di Affari tuoi, che spiega qualcosa circa le frequenze, o il segnale... Confesso di non aver ascoltato con attenzione.

Ecco cos'è accaduto: a partire dal 24 giugno la Rai ha attuato un piano di cambio frequenza per Raiuno che interesserà circa 14 milioni di utenti sparsi praticamente in tutta Italia. Il cambio si è reso necessario per armonizzare alle direttive europee le frequenze della banda Vhf o III, in pratica quelle dove trasmettono Raiuno e alcune emittenti locali.

In effetti la frequenza di trasmissione cambia di poco, ma è sufficiente per mettere in crisi la ricezione. Nel caso di trasmissioni analogiche potrebbe bastare agire sui comandi di sintonia per ritrovare Raiuno, in altri sarà necessario rifare la sintonia del canale, dipende molto dal televisore.

Secondo il blog degli Amici di Beppe Grillo, il cambio in corsa di Rai1 è legato alla vicenda di Europa7, l'emittente cui Rete4 ha sottratto le frequenze nel 1999. In pratica Raiuno si sposta sulla stessa banda per fare spazio a Europa7 e Rete4, che per dieci anni ha occupato abusivamente lo spazio di qualcun altro, è salva.

Ma intanto a me chi mi ridà Rai1?!

Sul sito http://www.raiway.it/ i numeri verdi e le istruzioni per aiutare gli abbonati meno esperti a risintonizzare il canale.