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martedì 31 marzo 2009

IL GIORNALISMO COI BAFFI A RETI UNIFICATE.

Vi ricordate di Skraiset, il mostro mitologico annunciato dall'ubiquo Fiorello in diretta su Rai2 e contemporaneamente davanti alle telecamere di Striscia la notizia? Ebbene, l'uomo di Skraiset non è lo showman siciliano: un personaggio altrettanto noto, ma più stagionato lo ha battuto sul tempo. A dispetto dei suoi settant'anni, Maurizio Costanzo frulla lavoro senza sosta e in questo periodo conduce ben tre programmi: due - rispettivamente su Mediaset e Sky - li aveva già, un altro, sulla Rai, si aggiunge da giovedì. Ma andiamo con ordine.

E' stato Costanzo con il suo Raccontando a guidare le stelle della tv generalista all'assalto del satellite: si sono insediati dopo di lui su Sky Vivo Fiorello, Lorella Cuccarini, Giorgio Panariello e ultimo, ma solo in ordine di tempo, Mike Bongiorno che per l'occasione ha riesumato il suo Rischiatutto.

Nonostante l'impegno sul satellite, Maurizio Costanzo non può rinunciare alla sua storica creatura: il Maurizio Costanzo Show si difende ancora bene nella seconda serata di Canale5 e puntualmente riparte ogni volta che qualcuno lo da per spacciato.

Dopo Mediaset e Sky mancava solo la Rai: detto, fatto! Dopo una trasmissione-ariete su RadioUno, Costanzo si aggiudica una rubrica, sia pur breve e notturna. In Palco e retropalco, la nuova versione di Palcoscenico su Raidue, alla fine di ogni spettacolo Costanzo avrà una rubrica tutta sua, Note a margine, in cui parlerà di autori, attori & tecnici.

L'avvento di "Baffo" in Rai da modo agli irriducibili complottisti di gridare allo scandalo: Maurizio Costanzo e la sua gentil consorte realizzerebbero per conto di chi ci governa la dittatura mediatica di RaiSet e omologherebbero le nostre menti. Pur sforzandomi, non riesco a guardare troppo in là e a sposare la tesi orwelliana.
Un primo fatto è che Rai e Mediaset stanno unendo le forze per affrontare la svolta generalista del satellite. Inoltre, ed è questo a mio avviso il fenomeno preoccupante, tra Costanzo a reti unificate e superMike alla conquista di Sky, altro che nuovo che avanza! Con tutto il rispetto, se le pietre miliari si trasformano in macigni ingombrano e tolgono il fiato: i soliti programmi tolgono spazio anche sul satellite a nuovi, auspicabili progetti.

lunedì 30 marzo 2009

TITOLI NUOVI, PROGRAMMI VECCHI: LA TV DELLE MINESTRE RISCALDATE.

Victoria Cabello eterna promessa della televisione: cosa cambia con il suo passaggio da Mtv a La7? Semplicemente, la Cabello, da anni volto di Telecom Italia Media, si trasferisce sulla rete che nell'ultima stagione ha risentito dell'abbandono di personaggi di punta come Pierino Chiambretti e Daria Bignardi.


Victor Victoria di nuovo ha solo il titolo, e neanche tanto: per il resto è uguale a Very Victoria. Victoria Cabello è prigioniera del suo personaggio: fà la conduttrice dispettosa e irriverente, ma già da tempo ha perso la sua spontaneità. Dieci anni fa, quando conduceva la classifica dei dischi su Mtv con i capelli alla Pappagone, o quando vestiva i panni della Iena, era un personaggio originale, ma adesso... Fà il verso alle anchor women "serie", ma è più costruita di loro.

Scegliere di cambiare rete, pur conducendo praticamente lo stesso programma, che senso ha? Come può un professionista crescere o evolversi senza mettersi in discussione? Al massimo la "vispa Victoria" si guadagnerà la sua brava rubrica su Vanity Fair, seguendo le orme della collega Daria Bignardi.

Già, la Bignardi: anche lei ha cambiato canale, azienda e fascia oraria; le sarà dispiaciuto dover rinunciare al titolo, ma delle Invasioni Barbariche si è tenuta tutto il resto. Ancora un caso di riciclo malcelato da un nome diverso e da un passaggio di rete.

Speranzosamente si attendono idee nuove.

venerdì 27 marzo 2009

SENZA ANTONELLA CHE GUSTO C'E'?

Le "delnocine" colpiscono ancora! Solo due mesi fa Antonella Clerici, volto storico del fortunato programma La prova del cuoco, salutava commossa il suo pubblico prima di prendersi una pausa dal lavoro per motivi di famiglia. Una donna, anche se fa la conduttrice, avrà pur il diritto di partorire in santa pace e godersi i primi mesi di maternità! Ma in Italia, si sa, le giovani madri che lavorano non hanno vita facile e prima o poi sono costrette a fare delle rinunce.


Giorni fa il direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce ha fatto sapere alla Clerici, dipendente della Tv di stato da 23 anni, di aver affidato definitivamente a Elisabetta Isoardi la conduzione de La prova del cuoco. Ma come? La Isoardi non doveva essere che una supplente: le tagliatelle di nonna Pina avranno ancora lo stesso sapore senza il sorriso della nostra Antonella?


Ma non è tutto: Antonella Clerici perderà anche la conduzione de Il treno dei desideri, il varietà in prima serata che nella scorsa stagione ha tenuto testa a quella infallibile macchina da guerra di C'è posta per te. Indovinate chi sarà il volto nuovo del programma? Caterina Balivo (e come ti sbagli?!), la più lanciata delle delnocine.


Insomma, direttore Del Noce, ci imponga pure le sue favorite, ma si inventi programmi nuovi! Che so, una trovata originale: mettiamoli sotto, 'sti autori! E' giusto togliere uno show a chi lo ha reso popolare e magari comprometterne i risultati? Senza contare, direttore, che la sua decisione potrebbe mettere in fuga Antonella Clerici dal servizio pubblico: la conduttrice ha già fatto sapere che fra tre mesi, allo scadere del suo contratto, valuterà cosa fare.


Ma niente può spegnere il sorriso di mamma Antonella in questo momento. A Valerio Staffelli che non perde occasione di consegnarle il tapiro, risponde simpaticamente: "Dammi il tempo di tornare in Rai e mi riprendo tutto quello che è mio". In bocca al lupo!

mercoledì 25 marzo 2009

E CHE CI VUOLE A FARE TELEVISIONE?!

Il marito o compagno di Grazia Deledda ha forse preteso di scrivere novelle? Gli amici di Guttuso o De Chirico si sono per caso improvvisati artisti? La risposta è scontata: magari bastasse la prossimità al genio per appropriarsi dei suoi talenti e creare capolavori! E il discorso non vale solo per l'arte: non tutti i figli o congiunti dei medici sono medici a loro volta, nè i figli dei notai, dei falegnami, etc.


Perchè allora Sonia Bruganelli, meglio conosciuta - forse - come Sonia Bonolis, è finita in prima serata su Canale5? Qual'è il contributo della bella e sorridente moglie del direttore artistico del Festival di Sanremo? Semplice: il problema non si pone. I varietà costruiti sul niente non richiedono ai partecipanti particolari talenti: basta esserci e fare salotto.


Il gioco si sa: l'impresario del momento lottizza programmi riscaldati come minestre, fa della sua compagna la conduttrice di punta e le affida i cavalli della sua scuderia. Un carrozzone variegato e sorprendente - un buon agente non si fa mancare proprio nulla -: la vedova del presentatore controcorrente (lui si un uomo di spettacolo!), lo scugnizzo raccolto dalla strada e catapultato sulla croisette, il fotografo di vallettopoli e la trasgressiva signora dei salotti. Non possono certo mancare i soliti Uomini e donne, grandi fratelli e sorelle.

Nella squadra del superimpresario brilla, ovviamente, il superconduttore, gemma tra le gemme: i due si scambiano superautori e superospiti. Tra questi, c'è chi, avendo vinto un premio Oscar, arriva a chiedere i diritti Rai in cambio di una sua apparizione, appropriandosi così di una fetta del patrimonio culturale che appartiene (non lo dimentichiamo!) a tutti noi.

Non me ne voglia la signora Bruganelli in Bonolis, che, come si è visto, non è che la punta dell'iceberg. La tv del niente, che da spazio a chi improvvisa senza preoccuparsi di "saper fare", ci offre spettacoli poco edificanti: il re dei paparazzi indagato per bancarotta che si siede su un trono e si lascia baciare i piedi dai suoi "contadini"; la contessa del trash disposta a tutto pur di apparire, perfino a lasciarsi insultare da chi ha la metà dei suoi anni.

"Amici ascoltatori", vogliamo davvero tutto questo?

martedì 24 marzo 2009

AMICI VS XFACTOR: LA VERA SFIDA E' TRA MUSICA E REALITY.

Non c'è bisogno di aspettare i dati di ascolto: Amici ha vinto per la seconda settimana consecutiva la sfida del martedì sera contro Xfactor. D'altronde, si trattava della finale: milioni di spettatori hanno aspettato mesi per conoscere il vincitore del talent show di Maria De Filippi. I risultati hanno dato ragione al direttore di Canale5 Massimo Donelli: ha fatto bene ad anticipare Amici di un giorno in modo da sfidare Xfactor. Ma che fatica rimbalzare di continuo da uno show all'altro per non perdere la buona musica!

A conclusione dell'ennesima, fortunata stagione di Amici va fatta qualche riflessione: la finale del programma, più che dare spazio alle esibizioni dei ragazzi, è una vetrina grottessca delle solite, grandi firme del giornalismo: Mario Luzzato Fegiz, Aldo De Luca, Paolo Giordano, Andrea Laffranchi, etc. Per non parlare dei dj e "opinionisti" (per chi non avesse chiaro il significato di questo termine abusato, sono quelli che in tv danno prova della stupefacente capacità di discutere per ore di niente!): Anna Pettinelli, Pierluigi Diaco, Alvin... La compagnia di giro che si riunisce due volte l'anno, nella puntata di Domenica In dedicata a Sanremo e alla finale di Amici, e dove tutti sgomitano pur di guadagnare visibilità: l'importante è esserci, non importa a fare che. Un pessimo esempio per i partecipanti a un Talent!

A ben guardare, il parterre de roi della finalissima non fa che sostituire il pubblico parlante delle puntate normali: che differenza c'è tra l'intervento della "signora Pina" e quello di Aldo De Luca, giornalista del Messaggero? Sono sempre chiacchiere che tolgono spazio alla gara. Lo hanno capito a Xfactor, dove i siparietti dei tre giurati non mancano mai, ma durano sempre meno: largo ai concorrenti, alle promesse che fanno girare l'industria discografica. I dati di ascolto parlano chiaro: il pubblico adulto che ama la buona musica e apprezza le grandi voci senza badare ai personaggi preferisce il Talent di Rai2.

Non perdo occasione di dichiararmi sostenitore accanito dei Talent show, ma mi pongo una domanda: siamo davvero sicuri, come sostiene orgogliosa la De Filippi, di voler andare oltre la performance per tirare fuori la persona e i suoi isterismi?

sabato 21 marzo 2009

L'ERA GLACIALE: DARIA BIGNARDI "INVADE" LA RAI.

"Barbara Palombelli mi da della snob, roba da matti!", protestava Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche. Che cosa dirà adesso la signora Palombelli guardando L'era glaciale, il nuovo show della Bignardi in onda su Rai2? Quando la prezzemolina Luciana Littizzetto, ospite inaugurale del programma, nota che la scenografia somiglia a quella delle Invasioni, si becca una strigliata dalla maestrina Bignardi: "Non è mica una foresta, Lucianina! Non vedi che sono tante lettere dell'alfabeto? Ovviamente, è un omaggio alle parole in libertà del manifesto del Futurismo di cui quest'anno ricorre il centenario". Ma come si fa a non capirlo subito?! La lezioncina non finisce qui: "Il pavimento dello studio è ispirato a un celebre dipinto". Che distratta, Lucianina, se non riconosci neanche il quadro di William... Si, insomma, lui! "E la sigla ti è piaciuta? L'ha firmata Gipi, il più grande disegnatore italiano: lo ha citato perfino il Wall street journal". Insomma, Daria Bignardi ci tiene a sottolineare la ricercatezza del suo nouvo programma, un prodotto fatto apposta per l'elite che snobba la mondanità del venerdì sera. La struttura è molto simile alle Invasioni Barbariche: tre interviste lunghe a personaggi della politica, dello spettacolo e dello sport, più un quarto faccia a faccia veloce. I ritratti degli ospiti sono impreziositi dalle teche Rai: un patrimonio ricchissimo di immagini, di cui troppo raramente si ricorda l'importanza. Daria Bignardi si riconferma l'intervistatrice più composta e "perfettina" della televisione: è tesa, anche un pò sudata - il debutto è sempre il debutto! -, ma tutto sommato a suo agio nell'Era Glaciale; certo, in diretta su La7 sembrava meno ingessata, ma diamole tempo.
Quasi a sottolineare la natura del suo nuovo programma, la Bignardi sceglie di aprire la prima puntata con Luciana Littizzetto, simbolo della comicità radical chic, e di chiuderla con "il divino" Roberto Bolle. Ma non pensate che il suo sia il tipico salotto della Milano bene, mi raccomando!
In bocca al lupo a Daria Bignardi per la sua nuova avventura: in fondo, chi ama le belle interviste non può fare a meno di seguirla.

giovedì 19 marzo 2009

L'EREDITA' DI ALBERTO CASTAGNA.

E' mercoledì sera e quasi mi sorprendo a beccare su rete4 una nuova puntata di Stranamore: dopo quindici anni il famoso camper gira ancora l'Italia a caccia di cuori infranti, ma a guidarlo non c'è più Alberto Castagna. Certo, Paolo Brosio gli somiglia, specialmente quando indossa il berretto di lana e sorride alla gente che lo accoglie in casa, ma non è il dottor Stranamore.

Tra i tanti varietà nati da Portobello Stranamore è quello che ancora oggi occupa un posto speciale nel cuore del pubblico televisivo. Nel 1994 la produttrice Fatma Ruffini decide di riprendere la rubrica Fiori d'arancio di Portobello e di creare un programma che racconti e, possibilmente, risolva le pene d'amore della gente comune. Stranamore ottiene subito un successo clamoroso e diventa tutt'uno con il suo volto storico: Alberto Castagna resterà il conduttore e l'anima del programma fino al 2005, l'anno della sua morte. Le prime edizioni vanno in onda su Canale5, regalando all'ammiraglia Mediaset ascolti record. Il format è semplice: storie di coppie in crisi che tentano la riconciliazione chiedendo aiuto alla tv. Puntata dopo puntata, il camper di Stranamore, preceduto nelle sue incursioni dall'immancabile All you need is love dei Beatles, entra a far parte dell'immaginario collettivo. Con la scusa di soccorrere i cuori infranti di tutta Italia, Alberto Castagna non perde occasione di mostrarci angoli poco conosciuti, ma sorprendentemente belli dello Stivale.
Stranamore è Alberto Castagna, c'è poco da fare. Quando nel '98 il conduttore viene colpito da un doppio aneurisma la trasmissione chiude i battenti. Tre anni dopo, con la guarigione di Castagna, lo show riparte, ma su Rete4 e con risultati meno lusinghieri. Dopo la morte di Alberto Castagna Mediaset decide inizialmente di cancellare il programma, ma nel 2006 Stranamore torna in onda con Emanuela Folliero.

Ancora oggi quando arriva il camper di Stranamore è subito festa: ovunque la gente accorre curiosa e divertita, un miracolo senza tempo! Ma fa specie non trovarvi più Alberto Castagna: la sua umanità e l'aria piaciona lo rendevano uno di famiglia; le persone non resistevano al suo sorriso e lo accoglievano in casa con affetto. Castagna ha portato la televisione nelle strade, tra la gente, con semplicità e con una tenerezza accresciuta dalla malattia. Mi piace ricordarlo come una delle pagine più vere della tv.